il gioco delle tre carte copertina

1° parte Il gioco delle tre carte di Mariano Abis

2° parte Il gioco delle tre carte di Mariano Abis

3° parte Il gioco delle tre carte di Mariano Abis

4° parte Il gioco delle tre carte di Mariano Abis

5° parte Il gioco delle tre carte di Mariano Abis

6° parte Il gioco delle tre carte di Mariano Abis

7° parte Il gioco delle tre carte di Mariano Abis

8° parte Il gioco delle tre carte di Mariano Abis

9° parte Il gioco delle tre carte di Mariano Abis

10° parte Il gioco delle tre carte di Mariano Abis

11° parte Il gioco delle tre carte di Mariano Abis

12° parte Il gioco delle tre carte di Mariano Abis

Abbiamo stabilito, i giorni scorsi, che sono state ripetutamente portate avanti azioni che hanno decretato la perdita di sovranità sia politica che monetaria della nostra nazione, detto ciò mi sembra una conseguenza la necessità di stabilire contatti e adottare azioni politiche, prima rivolte a sconfessare la moneta comune, poi ad uscire definitivamente dalla comunità, penso che non si arriverà mai a una nazione europea comune, per il semplice fatto che le nazioni che la dovrebbero comporre hanno radici completamente dissimili tra loro, è inutile cercare di mischiare l’olio con l’acqua, ci sarà sempre qualcuno che, al buio, cercherà di approfittare delle nostre divisioni, semplicemente questo è il mio pensiero, si potrà sempre collaborare tra nazioni sovrane”.

Anche stavolta si trovano tutti concordi con le teorie esposte.

La riunione viene aggiornata per la sera.

Solito raffinato pranzo, solita partita a scacchi, solito pareggio.

Cristiano si ritira nella sua stanza, scrive qualche pagina di appunti, e poi si attacca al computer, vuole scoprire quali siano i pensieri di chi apertamente, osteggia da anni la costruzione dell’europa unita, per scoprire se qualche loro idea potrebbe essere utile alla strategia da lui stesso esposta, o fornirgli idee particolari, pensa che ognuno dei quattro personaggi, debba, in qualche modo, dedicare energie fisiche e mentali, e azioni concrete, e battersi per l’obiettivo che ha esposto.

La sera sono di nuovo insieme nello studio, ridiscutono sulle prime decisioni, ne puntualizzano gli aspetti, decidono di creare altre ramificazioni dal tronco principale della fondazione, per esempio una banca, ed una piccola ma prestigiosa scuola privata, funzionale principalmente, a supportare master formativi, inoltre viene istituita una ramificazione segreta, una sorta di intelligence, al servizio inizialmente sia dell’idea del Francese, che delle osservazioni dello statista.

Dovrà essere una cellula operativa e segreta, al servizio di tutte le emanazioni della fondazione, composta da elementi di altissima professionalità in ambito militare e di intelligence, si raccomanda di scegliere elementi provenienti da gruppi che hanno fatto parte dei vari servizi operativi speciali; naturalmente si dovrà vagliare se le concezioni della fondazione, si possano sposare con il loro modo di pensare, non dovranno essere solo dei mercenari, ma personaggi motivati riguardo ai nuovi compiti che verranno affidati loro.

La riunione dura più delle altre, quando si espongono teorie o dati di fatto, si va avanti rapidamente, ma quando si entra nei particolari il lavoro diventa più lungo, bisogna puntualizzare ogni singolo dettaglio.

La cena viene servita molto tardi, è una sorta di festa di arrivederci, e termina con un brindisi di augurio per un buon lavoro della fondazione.

L’indomani tutti partono per le rispettive destinazioni, in particolare Cristiano ha l’esigenza di incontrare Libera e Igor, riesce a decidere un incontro con entrambi tra due giorni, a casa sua.

Dopo due giorni, in tarda mattinata, i tre sono riuniti nella sua casa adiacente all’azienda agricola, ha preferito un ambiente rustico, piuttosto che la sua bella villa di montappone.

Li mette al corrente delle ultime novità, i motivi che lo hanno spinto a scegliere proprio loro per il nuovo progetto, le sue finalità, che al termine dell’esposizione, come aveva previsto, vengono accolte con entusiasmo da entrambi.

Mette in mano a ciascuno di loro il libro dello statista, fa firmare i documenti, e li invita a esprimere una priorità.

I ragionamenti del Pugliese sono indirizzati verso le strategie da adottare in seno alla w.

Cristiano, ricordo ancora il nostro ultimo incontro, e di come in una certa maniera tu mi abbia convinto che abbandonare la politica, era una scelta errata, supposizione che mi spingeva in quella direzione, era il fatto che sentivo le mie scelte ininfluenti, ma ora tu mi prospetti una strada che potrebbe essere quella giusta, non riferibile necessariamente agli obiettivi che reputo indiscutibilmente giusti, no, per il fatto che forse, per la prima volta, possiamo contrastarli sul loro stesso campo.

Mi piace l’idea della cellula segreta, loro dispongono sicuramente di organismi simili, per questo mi piacerebbe dirigerla io.

Precisato ciò, la mia azione politica si dipanerà tra il mio partito, l’aula di strasburgo, e le riunioni della w.

Il fatto stesso che tu mi abbia messo al corrente che al di sopra delle duecento persone che incontro regolarmente, ci sia un altro livello decisionale, mi fa sperare di poter coinvolgere molte persone, e far capire loro che le nostre scelte siano in qualche maniera decise da altri, e la supposizione che il mondo è orchestrato da altre venti persone, ad un livello ancora più alto e nascosto, le più ricche e potenti del mondo, forse non appartenenti alla w, o forse si, penso che riesca a dare una spinta all’organizzazione, e indirizzarla verso altre direzioni.

Sarà come sfruttare a nostro favore una struttura organizzativa già ben radicata, e farle invertire la marcia, mi rendo conto che non sarà né facile, né immediato, ma ci voglio provare.

La mia azione più importante sarà quella all’interno della w, consideratemi come uno che farà proselitismo al suo interno”.

Non mi aspettavo certo gli sviluppi che sta prendendo questo nostro incontro, ma le vostre azioni saranno indirizzate proprio verso lo studio legale, chissà se riusciremo a mettere molti di loro con le spalle al muro, e chissà che non si verifichi la fortuna che qualcun altro, per difendersi, possa tirare in ballo altri criminali”.

Sapete benissimo che il mio lavoro mi porta a girare il mondo, organizzando feste dappertutto, bene, sono sicura di aver incontrato probabilmente tutti i venti personaggi descritti da Cristiano, forse anche riuniti tutti insieme nella stessa festa, in ogni caso posso comunicare allo studio legale i nomi dei più attivi, quelli che usano più droga, sono sempre gli stessi, sempre quelli, quando si tratta di usare con più disinvoltura il telefono, i più protetti da guardie del corpo, quelli che non si accontentano di frequentare due o tre soli gruppi di amici, ma spaziano per tutta la festa, cercando di contattare tutti i partecipanti, quelli, di cui posso fornire i nomi, che penso di non sbagliare siano proprio i venti indiziati”.

Ma Cristiano sa benissimo che non sarà né un lavoro breve, né scevro di rischi, li invita caldamente a non scoprirsi più del lecito, affermando che il ruolo che occupano all’interno della w, deve essere preservato, anche perché all’interno della fondazione, opera un manipolo di uomini delegati ad acquisire informazioni.

Il lavoro più pericoloso è delegato a loro.

Essendo tutti e tre, in qualche modo, appartenenti alla civiltà contadina, trascorrono sereni la serata girovagando tra i filari dell’uva, contenti di stare per una sera a contatto con la natura, e gustare i vari vini prodotti da Cristiano, che Libera giudica di alto livello qualitativo, e degni di essere presentati alle feste organizzate da lei.

Giunge a Cristiano, la sera stessa, la conferma che Jaques aveva visto giusto, e il giovane Pierre farà parte della fondazione, insieme sono in viaggio verso la svezia, per un incontro con alcuni rappresentanti del movimento artistico.

Jaques sa già a chi concedere l’opportunità di partecipare alla vita decisionale della fondazione, e se pure incontra buona parte del gruppo, per decisioni comuni da prendere, parla di quell’eventualità solo con un giovane, coetaneo di Pierre, che accetta immediatamente, il suo nome è Olaf.

Le otto persone che lo statista ha quantificato come il gruppo fondatore della fondazione, che risponde al nome della moglie e al suo, sono idealmente riunite, tra meno di una settimana si vedranno fisicamente tra loro, potranno essere prese decisioni e valutate eventuali modifiche allo stato costitutivo dell’organizzazione.

Dopo pochi giorni, Libera organizza una festa per conto di un facoltoso uomo d’affari Messicano, nella sua villa a qualche chilometro dalla capitale, l’ambiente è stupefacente, e seppure le molte costruzioni abbiano caratteristiche moderne, il contesto che salta evidente agli occhi è che nel complesso la residenza assomiglia alle varie regge dei despoti del diciottesimo secolo, non può fare a meno di accomunare tali sovrani al Messicano, forse l’unica differenza è l’atteggiamento dei singoli ospiti, dai modi di fare arroganti, come se abbiano tutti i poteri su chi li deve servire, non più un corretto rapporto tra potenziali padroni e dipendente, ma atteggiamenti che fanno pesare l’enorme differenza di ceto sociale, mentre pensa che i sovrani del passato, adottassero comportamenti più blandi verso i loro dipendenti con cui venivano a stretto contatto, mentre immagina che i loro pensieri verso il popolino fosse di disprezzo, proprio come i nuovi despoti del nostro secolo.

Varcando il cancello verso la serie di palazzi si materializzano le splendide realizzazioni di prati e ambienti verdi molto ben architettati, che danno, vista la grande distanza tra l’ingresso e i palazzi, effetti di prospettiva che apparentemente rendono ancora più importante l’ambientazione nel suo complesso, aiuole, fontane, stradette, spazi alberati, piccoli laghetti con pittoreschi ponticelli, animali in libertà, una bella vista rovinata però dalle molte telecamere e sensori che non fanno altro che modificare in peggio quell’ambientazione di altri tempi.

Ma Libera, in quel contesto, sta lavorando per due entità distinte, il Messicano, naturalmente, e lo studio legale della fondazione, che cerca già dai primi giorni della sua nascita, di stabilire in qualche maniera, quali siano le ramificazioni di amicizie e di affari, tra quelle persone, potrebbe essere utile in futuro avere ben chiari i legami che le uniscono.

Nota come, in qualche maniera, quelle persone non riescano a godere di tranquillità nemmeno durante una festa, e se vede parlare tranquillamente un gruppo di persone, dopo pochi minuti almeno uno di loro si allontana, e risponde a qualche telefonata.

In festa, sempre, ma sempre al lavoro, e pronti ad approfittare di ogni minima opportunità, come se siano un mezzo esercito di forzati delle comunicazioni, costretti a prendere continuamente decisioni rilevanti, qualsiasi cosa stiano facendo; e non capisce come facciano a sopportare quei ritmi di vita, mai liberi di rilassarsi per qualche ora.

Forse la cocaina li aiuta a sopportare quei ritmi pazzeschi.

Hanno a disposizione tutti i lussi possibili e immaginabili, ma Libera pensa che non sappiano minimamente cosa significhino certe piccole soddisfazioni della povera gente, probabilmente sospettosi tra loro, sempre all’erta per soffiare un buon affare alla persona con la quale magari stanno parlando, prestando attenzione a dire il minimo necessario, per non dare informazioni ai possibili concorrenti, no, Libera non li invidia affatto.

E dà rilevanza a tutto quello che vede, cerca di capire il loro mondo, i meccanismi che mettono in atto, tutti fattori ai quali non aveva fatto troppo caso nei tempi passati, l’appartenenza alla fondazione la costringe ad osservare meglio il loro mondo.

E se pure qualcuno che ha deciso di servirsi di lei, per organizzare qualche festa, la tratti con naturalezza, ha notato che molti si relazionano con lei con una certa freddezza, e non disdegnano di farle capire che è uno strumento nelle loro mani.

Qualche giorno dopo viene indetta, nel palazzo che lo statista ha donato alla fondazione, in preparazione alla riunione della w, che si terrà tra una settimana, la prima riunione che vede presenti tutte le otto persone che ne fanno parte, ed entrano in relazione tra loro chi ancora non si conosce.

In particolare piene banco Olaf, che risulta simpatico a tutti, con il suo italiano stentato, infatti è l’unico che non ha una sufficiente padronanza della nostra lingua, ma la gestualità che esprime è ampiamente esaustiva nel definire concetti.

Chiede se tra gli obiettivi della fondazione, col tempo, non si possa discutere una sua visione della politica che si avvicina alle posizioni di Jacques, lui intende la vita e le due professioni che esercita, come espressione del fattore meno regolabile che esista: la libertà.

Non regolabile perché, essendo un artista, reputa che il suo agire tra muri, piazze, tele e colori, debba essere conseguenza di idee e gesti spontanei, e in genere, quando inizia un’opera, ha unicamente in mente il tema di cui si dovrà occupare, ma non abbozza nemmeno una parvenza di progettualità, mischia idee così, come si presentano in successione nella sua mente, e le trasferisce d’istinto e senza alcun condizionamento.

Anche riguardo alla sua attività di teatrante di strada agisce alla stessa maniera, e quando si esibisce con altri colleghi, stabiliscono tra loro unicamente l’argomento da trattare, i gesti e le azioni comuni, in genere, sono una conseguenza della prima scena, e lo spettacolo si dipana via via elaborando la scena precedente, nulla di programmato, nessuna costrizione, il lasciare andare le cose in tutta libertà.

E la sua visione della vita, politica e sociale, è consequenziale al suo modo di agire in ambito artistico.

La libertà, pensa, per essere veramente tale, deve essere assoluta, e il suo indirizzo verso la democrazia diretta, ne è semplicemente una conseguenza.

Chiede se in futuro si possa lavorare per la massima espressione di libertà decisionale della gente, il voto popolare per ogni risoluzione, senza la presenza dei politici.

Ma non vuole certamente disperdere o ramificare troppo l’impegno del gruppo, e indirizzarlo verso le sue concezioni, e poi si tratta di un lavoro lungo e impegnativo, che non può essere realizzato in pochi decenni, a lui basterebbe che vengano messe le basi per una discussione seria di una simile eventualità, sa che i risultati di qualunque futura azione dovranno essere la conseguenza di otto modi diversi di vedere il mondo.

Pierre e Jaques informano i presenti che hanno intenzione di scrivere a quattro mani, un semplice trattato di economia, comprensibile anche a chi è digiuno della materia, per diffondere i loro concetti che combattono l’attuale sistema finanziario comunitario, mettendo bene in evidenza le differenze sostanziali che esistono tra le nazioni che hanno aderito all’euro, e quelle che hanno conservato la loro sovranità monetaria, a tal proposito informa Olaf che avrebbero fatto un lungo colloquio con lui, per avere impressioni dirette da un cittadino di una nazione che è fuori dal sistema monetario comunitario, e quindi più avvantaggiata.

La gente dovrà essere messa al corrente quanto più possibile, dei danni che la comunità e l’adozione della moneta comune, causano.

Quando parla Igor, l’attenzione diventa massima all’improvviso, ha già contattato praticamente tutti i componenti della w, che ritiene siano delle sue stesse concezioni politiche, e sta valutando quali altri componenti potrebbero essere coinvolti in un progetto alternativo agli attuali indirizzi dell’organizzazione, il numero totale di persone da coinvolgere potrebbe essere significativo, già una trentina di persone hanno dato la loro disponibilità, ed altrettante sono state individuate come possibili alleati.

Conta di coinvolgere un folto gruppo che ha già catalogato come sensibili a situazioni che in qualche modo siano riferibili a problematiche ambientali, persone che forse hanno capito che non si può sottrarre alla natura ancora risorse in modo incontrollato e indiscriminato.

Sa benissimo che le persone più influenti sono irrimediabilmente coinvolte nell’attuale strategia del consumismo, e da tale azione avrebbero molto da perdere, e quindi da loro avrebbe avuto solo disillusioni, ma conta di coinvolgere almeno una numerosa minoranza, in modo da poter contrastare scelte troppo negative per la sopravvivenza del nostro pianeta.

Cristiano informa che se tutti fossero d’accordo, avrebbe intenzione, in vista della prossima riunione della fondazione, di ospitarli per qualche giorno nelle sue case di montappone, e trascorrere qualche giorno a contatto con la natura, naturalmente tutta l’organizzazione sarebbe svolta da Libera.

Qualche giorno dopo, Igor, Libera, e Cristiano sono presenti alla riunione della w, dall’altra parte del pianeta, in nuova zelanda, il Marchigiano li informa che la precedente riunione ristretta gli ha creato molte perplessità, in particolare riguardo alla faccenda del rapimento, e nessuna decisione è stata presa.

Igor dimostra di essere il più deluso di tutti, e stabilisce che per una volta, con l’eventuale appoggio di Libera e Cristiano, avrebbe dato battaglia, si iscrive a parlare, e a loro insaputa, iscrive anche gli altri due amici.

Il suo intervento è incisivo, la parlantina non gli manca, e ottiene un discreto successo, non fosse altro che per il fatto che dimostra di essere estremamente risoluto.

Quando, a sua insaputa, Libera viene invitata a parlare, capisce tutta la macchinazione del Pugliese, gli lancia un’occhiataccia, ma dato che il fatto l’ha innervosita, il suo intervento, proprio per questo, risulta molto determinato, grintoso, e appassionato.

Cristiano interviene sulla falsariga degli amici, e alla fine, durante le votazioni, si verifica un fatto inconsueto, le decisioni del gruppo delle duecento persone, per una volta, vanno in controtendenza alle risoluzioni del gruppo ristretto, e si decide di intervenire immediatamente, e con qualsiasi mezzo, per liberare i volontari.

Già dalla loro prima azione, i componenti della fondazione ottengono un primo, significativo successo, questo li fa sentire orgogliosi, e la cena conclusiva li vede allo stesso tavolo, festeggiare l’avvenimento, si discute se non sia il caso di anticipare l’uscita del libro dello statista, o, in alternativa, diffonderlo tra le persone che hanno dimostrato di poter essere coinvolte dalla nuova linea di azione del gruppetto a tre.

Ne avrebbero parlato con lo statista alla prossima riunione della fondazione, nelle marche.

La successiva riunione di strasburgo ottiene lo stesso risultato, e dopo pochi giorni i volontari sono sani e salvi.

Il dittatore è stato destituito, le decisioni che riguardavano il problema energetico non sono state prese, e si continua con l’andazzo consueto, i petrolieri e gli emiri avrebbero ancora fatto affari d’oro, le decisioni su energie alternative rimandate, e gli aerei sarebbero stati acquistati da nazioni che probabilmente non si possono permettere di possederli e gestirli, ma almeno riguardo ai volontari la fondazione ha ottenuto il primo, significativo successo.

Porto cervo, Libera è contenta per il fatto che rivede i luoghi del suo primo, significativo impegno imprenditoriale, consuma un gelato col suo collaboratore Isidoro, nel locale che aveva gestito qualche anno prima, e insieme affrontano il breve viaggio che li porterà in un’altra località della costa smeralda, dove tra due giorni si svolgerà una sontuosa festa decisa da uno stramiliardario Cinese, alla quale sono stati invitati anche molti capi di governo.

Giungono a destinazione, chiedono indicazioni su dove possa essere la villa del magnate Cinese, dalla cima di una collinetta la individuano, ma arrivare all’unica entrata non è impresa da poco, hanno dovuto costeggiare per più di dieci chilometri un alto muro che ne delimita la proprietà, si rendono conto che avranno a che fare, forse, con uno degli uomini più ricchi del pianeta, ed è probabile che costui sia uno dei venti cocainomani descritti da Pierre.

Organizzano per benino tutto l’evento, tra loro si è instaurato un certo affiatamento, e i due lavori vanno avanti senza intoppi.

A differenza della villa del Messicano, quella del Cinese non presenta elementi che potrebbero catalogarla come una specie di reggia, tutto è sobrio, e non c’è ostentazione di ricchezza, ma l’indubbio valore immobiliare è evidente, viste le grandi dimensioni dell’area, la natura incontaminata che circonda la grande casa, fa respirare ai due, a pieni polmoni, l’aria della loro terra, resa aromatica dalle fioriture di innumerevoli arbusti tipici della gallura.

150 SEGUE…

 

 

12° parte Il gioco delle tre carte di Mariano Abis

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