1° parte Il gioco delle tre carte di Mariano Abis

2° parte Il gioco delle tre carte di Mariano Abis

di Mariano Abis

Ma la penisola ha altre località di grande interesse, in primis i resti molto ben conservati della antica città fenicia e romanica di tharros, l’agglomerato di san Salvatore, costruito dall’industria cinematografica per la realizzazione nostrana di film western, la minuscola palude di sale porcus, dove si possono ammirare una moltitudine di fenicotteri rosa, la caratteristica spiaggia di is arutas, composta da piccole pietruzze traslucide, che risultano spettacolari alla vista, e non dalla comunissima sabbia, di fronte ad un’isoletta denominata erroneamente mal di ventre, traduzione che i piemontesi le hanno assegnato equivocando la dicitura sarda “malu entu”, che significa del vento infido.

Le loro escursioni estive contemplano le spiagge di santa Caterina, e s’archittu, mentre la loro voglia di stare a contatto con la natura viene soddisfatta da intere giornate trascorse in vari boschi presenti in zona, a seneghe, santu Lussurgiu, e nella giara di gesturi.

Non possono mancare le gita verso il paese gramsciano di ghilarza, e verso borghi dall’economia essenzialmente marinara, quello di bosa, a nord, e quello di marceddì, a sud.

E quando decidono, d’estate, di trascorrere molto tempo nella stessa località, piazzano le loro tende in un ambiente incontaminato, capace di soddisfare sia la loro voglia di natura che di mare: l’ampia zona denominata costa verde.

Una volta assolto l’obbligo di frequentare la scuola media, Libera deve decidere cosa ne farà della sua vita, e in quel periodo nascono in famiglia accese discussioni su quale scuola superiore frequentare, i genitori lo spingono verso la scelta di una scuola prestigiosa, mentre la ragazza preferirebbe un istituto professionale, che gli consenta di entrare presto nel mondo del lavoro.

Per ovvie ragioni, i genitori non approvano quella scelta, convinti che spetti a loro decidere la futura professione della figlia, per fare il politico servirebbe la formazione in un liceo classico.

Ma la ragazza non sopporta che le decisioni per se stessa siano prese da altri, e alla fine ottiene di frequentare un istituto professionale con indirizzo formativo turistico, le piacerebbe lavorare come barista, o come cuoca.

Già dal primo anno, una volta promossa, si impegna a trovare un lavoro adeguato alla sua futura professione, e lavora per tutto il corso delle vacanze, in un prestigioso centro vacanze.

Ciò avviene anche negli anni successivi, e con la qualifica che ottiene una volta terminati gli studi, e l’esperienza lavorativa acquisita, non ha difficoltà a trovare lavori un po’ dappertutto nell’isola.

Sceglie continuamente strutture prestigiose, che gli consentano di acquisire sempre maggiore professionalità, e rendere il suo curriculum estremamente interessante.

Papà Efisio, e mamma Vitalia, sono disposti a finanziare un eventuale progetto scelto da Libera, spingendola verso un’attività in proprio, ma lei afferma che dovrà costruirsi la sua vita unicamente con le sue forze, e rifiuta la disponibilità dei genitori, inoltre ha l’esigenza di aumentare le sue competenze nel settore, continuando a lavorare in strutture prestigiose, alle dipendenze di autentici professionisti, dai quali impara i fondamentali trucchi che la porteranno a fare della sua professionalità un’eccellenza.

Quando si parla della caparbietà dei Sardi, non è solo frutto di fantasia!

Dopo anni di bene accetti sacrifici, decide che è venuto il momento di dar corso alla sua predisposizione per la ristorazione ad altissimi livelli, e apre il più prestigioso dei bar nel posto più esclusivo che esiste al mondo, in costa smeralda, nella piazza principale di porto cervo.

L’affitto è caro, ma gli introiti sono da capogiro, tra i suoi clienti figurano personaggi rilevantissimi, capi di stato, politici internazionali dalla grande rilevanza, teste coronate, sceicchi che non sanno dove mettere tutti i soldi accumulati, imprenditori e manager, e il fior fiore della finanza internazionale.

Inutile dire che le mance superano di gran lunga il già salato conto.

È ben voluta da uno sceicco che trascorre a bordo del suo panfilo buona parte dell’anno, in sardegna, evidentemente innamorato delle bellezze naturali che l’isola offre, e quando decide di dare una festa sulla sua imbarcazione, sceglie Libera per portare avanti l’evento.

Resta così soddisfatto dalla esclusiva professionalità che la ragazza riesce a mettere in campo, che alle successive, ricorrenti feste, delega sempre lei per la loro organizzazione.

Pian piano, la sua competenza salta agli occhi di tutti gli invitati, che seguono l’esempio dello sceicco, quando decidono di tenere feste, cene o rinfreschi, e molti degli eventi più esclusivi del pianeta vengono organizzati da lei.

È tempo di abbandonare la professione di barman, e diventare una vera e propria organizzatrice di eventi esclusivi, in giro per il mondo, in poco tempo impara a parlare svariate lingue, come se avesse una predisposizione naturale alla loro rapida assimilazione.

Conosce così tutte la personalità che decidono i destini del pianeta, stabilisce la sua residenza abituale a dubai, ma non disdegna soggiorni nelle principali capitali mondiali, sempre in viaggio, e sempre in attività.

Naturalmente tra i cibi e le bevande che predilige presentare, non possono mancare le più rinomate espressioni della gastronomia sarda, e accanto al caviale russo, come in una sorta di confronto, sistema piatti di bottarga, che non ne esce quasi mai sconfitta.

La sua collezione enologica accosta a pregiatissimi vini francesi e italiani, una selezione di autentici capolavori della sua terra, meno importanti unicamente perché meno conosciuti.

Accanto a nomi come chardonnais, ramandolo, merlot, e chianti, solo per fare alcuni esempi, i potenti del pianeta imparano a memorizzare nomi tipo cannonau, carignano, monica, o vermentino.

E la società dei potenti, impara ad apprezzare anche prodotti finora sconosciuti, non manca mai una nutrita collezione di dolci isolani, scelti con cura tra le migliori realtà artigianali dell’isola, ottengono grandi apprezzamenti tra i distillati, anche filu’e’ferru e mirto.

Ma quando si devono organizzare cene meno raffinate o informali, ma più coinvolgenti, i potenti del pianeta, scelgono di gustare il maialetto arrosto, cotto da lei stessa, e vari emiri e rappresentanti della cultura musulmana, pur essendo inizialmente contrari a simili pietanze, pian piano si fanno coinvolgere dai giudizi espressi, e non disdegnano di assaggiare pure loro una simile prelibatezza.

Come per quietare la loro coscienza chiamano il maialetto con vari nomi di fantasia.

Più di una volta, ha dovuto organizzare feste e cene avendo poco tempo a disposizione, ma per chi ha i soldi, non esistono problemi, e un jet privato è sempre a disposizione di Libera per approvvigionarsi delle pietanze che sceglie di presentare, da qualsiasi parte del mondo provengano.

Accetta di organizzare solo eventi in cui ha ampi margini decisionali, e in genere chi li commissiona viene tenuto all’oscuro delle pietanze che verranno presentate, e accanto al piacere di assaggiare prelibatezze, si accompagna il gusto della sorpresa.

Accanto all’indiscutibile stile che mette in campo nella sua professione, possiede una classe del tutto personale di proporsi, e in breve viene accolta nel mondo dei potenti anche come amica personale di alcuni di loro.

Non sempre i potenti hanno la predisposizione ad emarginare chi non appartiene al loro mondo, e qualcuno dà molto risalto alla personalità di chi potrebbe meritare la loro compagnia.

Conosce così a fondo i modi di ragionare della classe che governa il mondo, così dissimile dai valori contadini che ha accolto da bambina, e in genere giudica innaturali e incomprensibili certi discorsi che è costretta a sentire, e spesso esprime valutazioni troppo dissimili da quelle esposte, non capisce la determinazione che persone indubbiamente raffinate, e dalla cultura obiettivamente superiore, mettono in campo per evidenziare la loro potenza, sia essa politica o patrimoniale; persone che secondo lei hanno dimenticato i veri valori della vita, e forse non per colpa loro, ma per la formazione che hanno ricevuto, costantemente indirizzati ad accumulare beni e potenza che le risultano effimeri.

Ma tant’è, a furia di frequentare assiduamente quei personaggi, anche lei assimila parzialmente concetti che fino ad allora gli erano estranei, ed in qualche modo ripudia inavvertitamente il nome che le è stato assegnato.

Frequentare personaggi così rilevanti, porta indubbi vantaggi, il lavoro non le pesa affatto, e quando deve organizzare eventi, lo fa in scioltezza, trascorre più di una giornata, ospite di riguardo delle prestigiose ville o panfili in cui verranno realizzati; la sua esistenza, ora, si può definire dorata, sia in termini di immagine personale, che di riscontri economici, e non rimpiange l’eventuale vita che avrebbe condotto secondo la strada che le avrebbero volentieri imposto i suoi genitori, con la sua professione viene a contatto in modo continuativo con chi effettivamente governa il pianeta, e non solo con chi avrebbe preso decisioni in ambito nazionale.

Un giorno viene invitata per una crociera a bordo del suo yacht, da uno sceicco di dubai, che si considera suo amico personale, e che apprezza i suoi modi di esporre concetti spesso dissimili dai propri, gli rende nota una situazione che ben poche persone al mondo conoscono: esiste un’organizzazione invisibile alla totalità delle persone, che decide i destini del pianeta, è composta da qualche centinaio di personaggi potenti, provenienti da tutto il mondo, e da qualunque espressione che il genere umano riesce a mettere in campo, ne fanno parte in maniera costante un rappresentante di ciascuna delle famiglie di finanzieri e banchieri tra i più facoltosi, rappresentanti delle maggiori industrie multinazionali, generali dei più disparati eserciti che appestano il pianeta, giornalisti ed opinionisti insospettabili, editori, scrittori ed artisti che vanno per la maggiore, scienziati, e un certo numero di premi nobel, più una nutrita schiera di politici e dittatori, o loro rappresentanti, che governano da lungo tempo le loro nazioni.

Mi fido di te perché so che riesci a tenere un segreto, e ti invito formalmente a partecipare ad un progetto, ho intenzione di esporti altri elementi, altrimenti, se non accetti, il discorso finisce qui, sappi che ogni decisione strategica a livello globale viene presa dal nostro gruppo, se vorrai partecipare verrai a conoscenza delle decisioni passate e future che hanno generato e genereranno i più rilevanti avvenimenti che la storia recente dell’umanità ha vissuto, e quelli in preparazione, e sappi che persone scelte come abbiamo scelto te, sono in numero irrilevante, una decina in tutto il mondo, ma di cui abbiamo bisogno per conoscere il parere di persone provenienti dal popolo, e per evitare decisioni che a noi possono sembrare corrette, ma che la gente non approverebbe, una sorta di assistenti contrari che hanno il solo scopo di evitare scelte disastrose per il genere umano, e seppure verrai a contatto di personaggi molto più influenti di te, sappi che il tuo parere verrà preso nella massima considerazione, e avrai anche un minimo di potere decisionale, esattamente uguale a quello di tutti gli altri”.

Non ci penso su nemmeno un minuto, la mia curiosità mi invita ad accettare, si, farò parte del vostro gruppo”.

Ti avverto che non dovrai divulgare nemmeno una virgola di quello che si discuterà, in caso contrario l’organizzazione è in grado di raggiungerti in capo al mondo, ogni mese, per qualche giorno, ci riuniremo, tu ne farai parte per tutta la vita, avrai poteri decisionali equiparabili a quelli di ciascuno di noi, e per noi sarai quasi più importante di capi di stato e di governi, che parteciperanno solo quando detengono quei poteri, non è detto che loro faranno parte per sempre dell’organizzazione, ed in ogni caso verranno messi al corrente solo delle decisioni che scegliamo noi stessi di divulgare loro, mentre tu parteciperai in pianta stabile a tutte le riunioni; per qualsiasi tua esigenza, anche non inerente al progetto, noi siamo a tua completa disposizione, come lo sarai tu verso chiunque di noi che abbia bisogno del tuo aiuto, ti faccio un esempio: ammettiamo che tu, per esigenze anche personali, o per fare un piacere ad una persona amica, abbia bisogno urgente di un aereo che ti porti all’altra parte del mondo, ebbene, questo è a tua completa disposizione, ed in tempi brevissimi, senza spese da parte tua, oppure, tanto per farti un altro esempio, se ti servono urgentemente capitali, per un tuo progetto, anche molto dispendioso, avrai accesso a qualunque cifra, che ti metteremo a disposizione in tempi rapidissimi, direi istantaneamente; la disponibilità di denaro, per noi, è il problema meno rilevante che esista, perché primo, si tratta per noi, ma solo per noi, di un bene virtuale, che può essere variato sia in termini di valore che di consistenza, a nostro piacimento, si tratta di rifornirci solo di carta e inchiostro, secondo perché le nostre casse sono fondamentalmente inestinguibili, anche senza questa opzione, e abbiamo la disponibilità quasi totale degli elementi che concorrono alla sua stampa e diffusione, cioè, mi spiego meglio, se a noi, per qualsiasi motivo, strategico o meno, facesse comodo che una parte del mondo entrasse in crisi, ebbene abbiamo gli strumenti, soprattutto finanziari, ma non solo, per creare situazioni sfavorevoli, e ti dirò di più, possiamo persino modulare tali azioni ai livelli che più ci fanno comodo.

Ma non credere che siamo un’organizzazione delinquenziale, che pensa solo al profitto, al contrario, sappiamo prendere decisioni favorevoli anche al benessere dei popoli, ma non ci fermiamo di fronte a nulla se lo riteniamo necessario”.

Il grande ambiente che accoglie i rappresentanti comunitari eletti, sfavilla di luci, e accanto agli abiti grigi o scuri dei deputati, non spiccano colori stemperati dal candore delle loro camicie. Abiti pressoché simili nei colori e nella fattura, si distinguono tra loro unicamente per i diversi colori delle loro cravatte, ma se gli onorevoli dimostrano di vestire in modo uniforme tra loro, le signore rappresentanti comunitarie fanno sfoggio di abiti dalla fattura esclusiva e dai mille, diversi colori, abiti firmati dai più importanti stilisti.

In qualche modo si distinguono, tra i signori onorevoli, un gruppo che veste in maniera uniforme, con in bella vista una più o meno sgargiante cravatta dalle mille tonalità di rosso, accompagnata in qualche caso da un fazzoletto dello stesso colore, sistemato bene in vista nel taschino superiore della giacca.

Igor vede per la prima volta quella che comunemente la gente pensa sia la sala dove si prendono decisioni per tutto il continente, visto che pian piano l’assemblea comunitaria sta togliendo spazi decisionali ai singoli governi nazionali.

Non può mancare di completare il suo abbigliamento, una cangiante cravatta rossa, che obiettivamente potrebbe sembrare ai più di cattivo gusto, e denoterebbe mancanza di sensibilità estetica, ma a lui questo non interessa, vuole che non ci siano dubbi sulle sue concezioni politiche, e non ha perso un attimo di tempo ad evidenziare ciò, il suo primo atto formale è quello di iscriversi al gruppo dalle cravatte dello stesso colore.

Se bastasse il colore delle cravatte a decretare l’impegno verso le classi più disagiate del continente, allora si potrebbe ipotizzare che le cose in questo grande e importante pezzo di mondo, subirebbero una svolta significativa, e verrebbero abbandonate pratiche ricorrenti, che da un lato propagandano al massimo, provvedimenti a favore della povera gente, ma dall’altro, in maniera meno appariscente, si approvano disposizioni volte a scavare ancora di più il solco tra le classi.

Il gruppo delle cravatte uniformi, a prima vista, sembrerebbe il più numeroso, e certo tra i suoi componenti non mancano persone che decideranno per il bene dei poveri, ma non è certo che la stragrande maggioranza del gruppo, non venga in seguito coinvolto in iniziative contrarie ai propri stessi principi.

Le riflessioni di Igor sono indirizzate proprio in quel senso, mai si sognerebbe di approvare provvedimenti che giudica in maniera negativa, ma dovrà stare attento a leggere tra le righe delle risoluzioni che verranno approvate, è ben conscio che la fantasia linguistica dei politici non pone limiti di ambiguità, e un provvedimento che sembrerebbe giusto, potrebbe nascondere fini nascosti.

La stessa strategia, che giudica corretta, di dare sempre più importanza a organismi comunitari a scapito dei poteri decisionali di ogni singola nazione, potrebbe portare, col tempo, a squilibri in qualche nazione più disagiata di altre, e siccome l’europa non è composta da nazioni dalle strutture economiche e sociali uniformi tra loro, qualcuna di esse potrebbe essere penalizzata da decisioni prese in favore di nazioni economicamente più potenti.

E se la sua formazione politica e culturale dà grande importanza a concezioni internazionalistiche, cardine su cui poggia tutta la filosofia del popolo dalle cravatte rosse, dogmatizzata a suo tempo da personaggi illustri, dovrà per forza di cose valutare quanta influenza può avere acquisito il variare nel corso del tempo, di situazioni sociali nuove ed equilibri politici recenti.

Secondo lui, la strada comunitaria tracciata a suo tempo, era corretta, ma i cambiamenti sono avvenuti in maniera troppo lenta, e non sono ancora terminati, e accanto ad una sovranità monetaria condivisa, possono crearsi disparità di occasioni tra nazioni dall’economia differente.

Ed è ancora lungi da compiersi il reale obiettivo dell’unione politica, base essenziale per giustificare obiettivi finanziari comuni, strategie sociali condivise, e sviluppi dei vari settori produttivi modulabili, a seconda delle esigenze di ciascuna nazione.

Ma nel nome dell’internazionalità, parola che gli è tanto cara, si potrebbero, a suo giudizio, avallare inavvertitamente anche concezioni che non approverebbe del tutto.

Durante la cerimonia di insediamento dell’assemblea comunitaria, Igor conosce tante personalità sia Italiane che straniere, ed entra volentieri in contatto anche con persone dalla cravatta di diverso colore, in fondo, ha sempre pensato che la politica sia confronto tra cervelli che pensano in maniera non uniforme, guai se non fosse così, è necessaria concertazione, tanto più che alle diverse visioni storiche di ciascuno, si accompagna la diversa formazione personale di gente che proviene da nazioni e ceti sociali completamente dissimili tra loro.

E non sa quale potrebbe essere la sua capacità decisionale corretta, dato che deve considerare che è stato messo su quella poltrona per difendere interessi nazionali, ma allo stesso tempo favorire processi comunitari che decreteranno, per forza di cose, un ridimensionamento delle varie sovranità, dovrà barcamenarsi tra situazioni ambigue, proprio lui che finora ha condotto la sua azione politica, in maniera pienamente cosciente di dover indirizzarla verso la diminuzione della forbice che separa le classi sociali, tenendo ben presente l’antico assunto che decreta che il fine ultimo, per persone dalla formazione politica simile alla sua, è la sparizione di classi, caste e privilegi.

Il fatto che lui provenga dalla categoria di persone più miserevoli che esista, quella che deve mettere giornalmente insieme il pranzo con la cena, lo spinge però, ad avere un fine insindacabile, quello di favorire scelte indirizzate alla povera gente, e lottare per quel semplice obiettivo, qualunque legge che vada in direzione contraria, internazionalismo o meno, interessi nazionali, e direttive di partito, devono avere rilevanza minore.

Alla fine della cerimonia dell’insediamento dei nuovi rappresentanti, viene avvicinato dal segretario del suo partito, un uomo sulla sessantina, vestito come tutti in maniera impeccabile, l’abito naturalmente firmato da un grande stilista, al contrario di quello che porta lui stesso, occhialini dalla montatura non dorata, ma d’oro, e dal ferma cravatta dello stesso materiale, evidente in maniera eccessiva, e con un grosso difetto che salta subito agli occhi di Igor: ha scelto una cravatta rossa, si, ma dai toni smunti, non certo cangiante come la sua.

Gli dà appuntamento presso uno dei più esclusivi ristoranti di strasburgo, raccomandandogli di non mancare perché dovranno discutere di importanti scelte future.

Di fronte ad un incredibilmente grande vassoio di ostriche, sistemate sul tavolo a disposizione di entrambi, Igor si sente un po’ a disagio, essendo questa la prima volta che può disporre di una così pregiata pietanza, e aspetta le mosse del segretario, sia in termini di possibili, importanti comunicazioni, sia in relazione al corretto comportamento verso i poveri molluschi;

Abbi la pazienza di ascoltarmi, il discorso che ti devo esporre non è affatto semplice, ed ha bisogno della massima attenzione; come ben sai ti ho favorito inserendoti nella lista di candidati per il parlamento comunitario che, al giorno d’oggi, è immensamente più importante dei nostri due rami decisionali, il partito ha da tempo decretato che gli elementi più validi devono essere candidati a strasburgo, e non a roma, che sta perdendo capacità decisionali.

Le strategie generali del vivere civile, ormai vengono più che decise, imposte, a roma, in maniera persino troppo evidente, ma ti assicuro, anche qui, penso che te ne sarai reso conto da tempo, il fatto che i vertici di quasi tutti i partiti decidano autonomamente chi li rappresenterà nei vari parlamenti, ne è una chiara dimostrazione, e tu stesso, per essere candidato, non hai dovuto subire giudizi preventivi dai nostri elettori, anche se obiettivamente devo riconoscere che il seguito in ambito sindacale che hai, è rilevante, e i voti ottenuti in queste elezioni europee dimostrano che quando abbiamo pensato a te non sbagliavamo.

Considera ancora un elemento che a parer nostro è rilevantissimo, la gente più che dimostrare capacità decisionali, come sarebbe giusto in una democrazia evoluta, si fa trascinare da campagne mediatiche indirizzate verso obiettivi che decretano che lo sminuire fattori culturali sia più producente che assecondarli.

Dimentica per un attimo che molti miei predecessori ambivano ad una elevazione culturale e scolastica della gente, convinti che maggior cultura avrebbe decretato per noi riscontri elettorali maggiori, bene, oggi non è più così; avrai notato che in passato ogni partito era sorretto dalla personalità rilevante del suo segretario, e il suo carisma era funzionale ai buoni risultati elettorali, anche questa condizione oggi è mutata, in quanto hanno acquisito maggiore rilevanza logiche di frammentazione, e ogni segretario rappresenta solo una parte del partito, e non sempre la più numerosa, cariche scaturite per lo più da un sottile gioco di compromessi; considera un altro dato di fatto, che contrappone le modalità del passato alla ricerca di consensi, con i candidati impegnati ad avere contatti diretti e continuativi con i propri elettori, con comizi e riunioni che davano importanza agli aspetti obiettivamente più importanti del corretto agire politico, la difesa di interessi sociali, e il contatto diretto con gli elettori, bene, ora non è più così, e seppure non sono spariti i classici comizi, e le varie manifestazioni create ad arte, ogni candidato che abbia un minimo di intelligenza politica ha capito che il suo lavoro deve essere sviluppato in rete e alla televisione, in quanto risulta molto comodo rispondere alle domande di giornalisti accondiscendenti, spesso concordate preventivamente, o con semplici affermazioni postate nei social network, pratiche che non prevedono alcun rischioso contradditorio.

Ammetto che proprio tu sei concettualmente un’espressione dell’antica politica, e di questo te ne do atto, ma è tempo che ti adegui alla nuova situazione.

Ma non è di questo che voglio parlare, bensì del nuovo modo di gestire la vita democratica in ambito più globale, anche se la parola democrazia perde sempre più rilevanza, e se il nostro partito vuole sopravvivere, deve mettersi al passo coi tempi, e abbandonare i dogmi del passato.”

Igor, già a disagio di fronte a come relazionarsi verso le ostriche, si sente ancora più spiazzato dalle ultime parole del suo segretario, così dissimili dal suo modo di presentarsi alla gente, e i suoi ragionamenti di oggi gli suggeriscono una domanda da rivolgergli, ma per ora si trattiene, ansioso di scoprire dove andrà a parare la lunga premessa che ha dovuto subire, non fa nessun commento e lo lascia proseguire.

Igor, è evidente che i meccanismi che decretano il consenso popolare sono mutati, e il partito si deve adeguare alla nuova realtà dei fatti; dato che tali meccanismi sono favoriti da condizionamenti mediatici che ciascun partito mette in atto, è in corso la spartizione di frequenze televisive e testate di giornali, tramite un tacito accordo tra le parti, e siccome la politica, oggi, si insinua in qualsiasi espressione economica, sociale e culturale, sono in atto altre spartizioni in tutti i settori del nuovo tipo di società che avanza, banche, organizzazioni commerciali, assicurazioni, controllo dei vari enti statali, società finanziarie, persino il controllo dell’aspetto religioso ed etico assume rilevanza in questo tipo di società.

Settori come telefonia, acquisizione di risorse energetiche, e persino il piazzare propri elementi nella nuova frontiera, quella della rete, non sono esenti da implicazioni partitiche.

Ti risparmio, per ora, considerazioni riguardo alle strategie di acquisizione di servizi essenziali, che il partito, tramite suoi prestanome, o persone ad esso in qualche modo collegate, stanno realizzando, chi vorrà controllare la futura economia, e di conseguenza anche la politica, dovrà possedere almeno uno tra i beni primari, beni come l’energia elettrica, la cultura, l’acqua, la rete informatica o telefonica, i trasporti … e ti lascio immaginare quanti altri settori possono considerarsi primari.

La classe politica si sta spartendo, da quindici anni a questa parte, tutto il territorio nazionale, e i cervelli che ne fanno parte, ed è in stato avanzato la pratica meno democratica che esista, quella del controllo dei nostri pensieri, la gente ormai non può esprimere pareri senza che altri ne vengano a conoscenza, potenza del sistema telefonico e telematico, ecco le nuove frontiere da tenere in grande considerazione”.

Igor, che viste le sue origini, è ancorato a concezioni, per così dire, analogiche, un po’ è costretto a condividere parzialmente i ragionamenti del suo segretario, ma ormai non può fare a meno di esprimere la domanda che prepotente gli frulla in testa:

Posto per acquisito che i tuoi ragionamenti hanno un fondo di verità, con i dovuti distinguo e precisazioni, anche di natura etica, ti voglio fare una domanda alla quale dovrai rispondere sinceramente: e di tutti i valori che hanno caratterizzato la nostra azione politica per più di un secolo, che ne facciamo?”

Il segretario non sembra per nulla imbarazzato dalla intrigante domanda, e risponde candidamente che bisogna separare immagine da comunicare, e azioni reali da attuare:

Chiaramente non possiamo disconoscere le nostre radici, ma stiamo vivendo in una società profondamente dissimile da quella che ha decretato la nostra nascita, e se non vogliamo soccombere ci dobbiamo adeguare al nuovo ordine di cose”.

Mille pensieri frullano per la testa di Igor, come può il segretario del più numeroso partito di sinistra europeo, esprimere candidamente quella montagna di contraddizioni verso le certezze acquisite dalla storia del suo stesso partito?

E la rappresentatività verso la classe operaia, conquistata in decenni di lotte, delusioni e sacrifici, come può essere messa a rischio di estinzione da concezioni che hanno la sola pretesa di essere al passo con i tempi?

L’immagine che gli si presenta ora, è terrificante, anni di contatto con il potere politico hanno ridimensionato pesantemente il pensiero del mangiatore di ostriche, che si è dimenticato, forse, delle battaglie da lui stesso sostenute nei primi anni di militanza; quanta differenza tra il suo pensare meschino attuale e quello dei suoi più rappresentativi predecessori!

Igor pensa che una scarpa vecchia di uno di loro, valga molto di più dell’intera persona che ha di fronte.

È tentato di abbandonare tavolo e ristorante, quando il suo interlocutore gli comunica che finora si è trattato solo di preamboli, e la sua esposizione è da considerarsi un prologo, il vero discorso inizia ora.

Igor, vedendo te, ricordo come ero io stesso tanti anni fa, e ti assicuro che non ho dimenticato gli antichi valori che mi hanno spinto a dedicarmi alla politica, fui contattato tanto tempo fa, quando ero uno dei giovani del partito più promettenti, come lo sei tu ora, per un progetto dalla valenza che travalicava interessi nazionali, e aveva una visione del mondo molto avanzata per quei tempi, come lo è ora, immaginando i tempi futuri.

SEGUE…

2° parte Il gioco delle tre carte di Mariano Abis

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