1° parte Il gioco delle tre carte di Mariano Abis

2° parte Il gioco delle tre carte di Mariano Abis

3° parte Il gioco delle tre carte di Mariano Abis

4° parte Il gioco delle tre carte di Mariano Abis

5° parte Il gioco delle tre carte di Mariano Abis

di Mariano Abis

Louise racconta che una delle sue case editoriali, qualche anno fa, si era trovata in crisi, e doveva decidere se rifinanziarla con capitali messi a disposizione dalla w, o abbandonarla al suo destino.

Alcuni personaggi che tuttora fanno parte della w, e che fanno dell’editoria una loro attività secondaria, venuti a conoscenza della crisi della sua casa editrice, le cedettero gratuitamente i loro diritti relativi alle pubblicazioni in francia, riferiti ad alcuni scrittori e saggisti che allora andavano per la maggiore, oro colato per qualsiasi casa editrice.

In poco tempo Louise si trovò per le mani una attività dalle uova d’oro, i suoi titoli azionari schizzarono in alto, e certo qualcuno di quelli che la avevano aiutata, non si è pentito della buona azione compiuta, ricavando dalle azioni che presumibilmente aveva acquisito, molto più denaro di quanto ne avrebbe ricavato dalla semplice vendita di diritti da esercitare in francia.

Otto e Louise, si dicono disposti a consigliare l’Italiano riguardo alle eventuali manovre finanziare che decidesse di mettere in atto, lui dice che non ha intenzione di approfittare di simili opportunità, gli viene risposto che tra qualche anno la sua linea di comportamento cambierà.

Dubai, tarda notte.

L’aria condizionata a manetta della casa di Libera le dà un po’ di ristoro, dopo una giornata dedicata a mettere a punto l’ambientazione della festa che il suo amico sceicco ha deciso di dare per il giorno dopo.

Gli alimenti che ha ordinato in varie parti del pianeta sono in arrivo per la mattina successiva, a bordo di un jet, dovrà alzarsi presto per disporre la loro collocazione nella grande sala dello sceicco.

Si è imbarcata in un’ennesima avventura, quella di predisporre la costruzione scenica delle feste organizzate da lei, in quanto, perfezionista com’è, ha giudicato inadeguate le ambientazioni che altri avevano deciso, attorno a cibi scelti da lei con la massima cura.

Come se non fosse abbastanza impegnata nella sua attività …

Possibile che gente pagata profumatamente dedichi così poca cura nel compito che gli viene assegnato?

Sa benissimo che non potrà in eterno dedicarsi contemporaneamente alle due attività, dovrà per forza di cose scegliere collaboratori in quel difficile campo, o delegare qualche persona di sua fiducia, e dal gusto estetico adeguato.

Problemi di là da venire, pensa, verranno affrontati in seguito, la priorità, ora, è informarsi degli argomenti che verranno trattati dall’organizzazione, e la notte la vede fino a tardi, smanettare sul computer, cercando di spulciare ogni minimo dettaglio che il compact fornito dalla stessa, la obbliga a leggere, per non andare impreparata alla sua prima riunione, in programma tra due giorni.

Dedica grande attenzione alla descrizione che viene fatta di un dittatore sud Americano.

E man mano che scorrono le informazioni del cd, si rende conto di essere entrata in un’organizzazione onnipotente.

Il supporto informatico prende in esame la sua personalità, fin dai tempi delle frequentazioni scolastiche, della condizione economica e culturale della famiglia di provenienza, e di mille aspetti del suo agire politico.

C’è persino un’analisi grafologica di un suo scritto recente, in cui si mette in evidenza che le sue capacità decisionali corrette, al momento, sono nettamente inferiori a quelle che possedeva ai tempi in cui ha preso decisamente il potere.

Sono riportate alcune intercettazioni telefoniche, nelle quali si evidenziano aspetti che lo metterebbero in contrasto all’organizzazione, verso la quale, finora, si è dimostrato un diligente sostenitore.

Il cd riporta in maniera persino troppo dettagliata, i mille aspetti dei suoi interessi economici, la rilevanza dei suoi vari conti correnti e titoli azionari posseduti, l’informazione che abbia intenzione di privatizzare la più importante industria del suo paese, senza sottoporre la decisione all’attenzione della w, inoltre sono presenti confidenze fornite all’organizzazione dai suoi più stretti collaboratori, preoccupati dai suoi ultimi atteggiamenti.

Il cd raccomanda di valutare attentamente la sua attuale personalità, e analizzare l’eventualità di una sua deposizione, in quel caso, raccomanda di indicare uno dei possibili successori, in base ai vari profili riportati anche loro sul materiale informatico.

È così presa dalle varie descrizioni, che non si accorge che maggior parte della notte è già trascorsa, analizzare il profilo del dittatore è stato per lei come se avesse spalancato una finestra tenuta costantemente chiusa, in passato, e dai vetri appannati, tanto che non le facevano vedere nitidamente gli ambienti che le stavano di fronte.

Ora vede tutto in maniera chiara, ma non è importante la descrizione del dittatore, bensì la scoperta che ciascuno di noi, probabilmente, è tenuto sotto controllo.

Forse la vita di ciascuno di noi è sotto osservazione, non solo dall’organizzazione, ma da chissà quanti altri organismi, segreti o palesi che siano, forse dal nostro stesso stato, che sbandiera ai quattro venti il diritto che abbiamo alla nostra intimità.

Troppo dettagliate sono le informazioni sul dittatore, di cui è venuta a conoscenza, numeri di conti correnti, suoi e di innumerevoli prestanome, le loro reali consistenze, intercettazioni, invasioni di qualsiasi sfera privata sono possibili e probabili, a qualsiasi livello, pensa che persino chi non ricopre incarichi importanti possa essere costantemente sotto controllo, figurarsi chi ha una sua rilevanza in un qualsiasi settore.

Nonostante la stanchezza, si appresta ad acquisire informazioni sugli altri argomenti da trattare alla sua prima riunione, ma vede filtrare dalla finestra i primi raggi del sole.

E se ha acquisito informazioni dettagliate sul primo argomento trattato, ora è costretta a eseguire le stesso lavoro in maniera superficiale, per mancanza di tempo.

Si deve recare subito all’aeroporto, per prendere possesso del prezioso carico alimentare, e pensa che, dato che oggi non avrà un attimo di tempo, andrà impreparata già dal primo giorno, all’importante appuntamento.

La festa a casa dello sceicco risulta, neanche a dirlo, un successo, ad un certo punto viene avvicinata da un emiro, che, oltre a prenotarsi per un prossimo evento che ha deciso di tenere a bordo di un suo panfilo, le consiglia alcuni atteggiamenti da tenere quando si dovrà parlare di un argomento che a lui sta particolarmente a cuore, quello di favorire o meno processi che tendono ad incentivare nuove forme di acquisizione di energia.

Parte della notte successiva è dedicata a completare, per quanto possibile, le informazioni contenute nel cd, e leggere alcune relazioni cartacee, ma deve pur riposare, e per una volta va a letto abbastanza presto.

La mattina dopo, viene svegliata all’alba da una telefonata, qualcuno le raccomanda di essere pronta tra un’ora, verrà accompagnata all’aeroporto, e poi in volo privato verso ramstaad, dove avverrà la riunione.

Quando sale sul jet, viene accolta dall’emiro appena conosciuto, e insieme mettono a punto alcuni particolari riguardo alla prossima festa, le anticipa il fatto che verrà tenuta sul mar rosso.

Inoltre le raccomanda di non dimenticarsi, la prossima volta che si rifornirà di alimenti sardi, di riservargli una buona scorta di bottarga e formaggi pecorini.

La riunione dell’organizzazione si sviluppa secondo i temi già stabiliti, e il primo giorno vengono prese le decisioni riguardanti il problema sollevato dall’emiro, poi quello relativo agli atteggiamenti da tenere riguardo al dittatore, e si decide, in relazione al nuovo movimento culturale e politico scandinavo, di aspettare gli eventi.

Il giorno dopo sarà dedicato alle modalità di fornitura dei nuovi cacciabombardieri, da distribuire in mezzo mondo.

Alla fine della riunione, una volta decise le norme di fondo e la tempistica di consegna degli aerei, arriva la notizia che un gruppo di volontari di un’organizzazione umanitaria, composto per lo più da Europei, è stato rapito da una banda terroristica, nel nord africa, l’azione è già stata rivendicata, viene deciso di inviare in zona la pattuglia di pronto intervento, di cui l’organizzazione dispone, e di tenere sotto controllo ampie zone di quei territori tramite i vari satelliti di cui hanno la disponibilità.

Ma siccome chi ha rivendicato il rapimento, fa parte di un organismo inviso all’organizzazione, si decide che per ora non si dovrà intervenire, e si dispone di rendere note alla gente le malefatte passate e presenti del gruppo terroristico.

Ci sarà tempo, in seguito, quando la campagna mediatica avrà dato i suoi frutti, per intervenire.

Libera, il giorno, per la prima volta, al momento in cui i partecipanti vengono congedati, apprende finalmente il nome dell’organizzazione.

E conosce, durante il rinfresco finale, gli altri due Italiani presenti, come lei, per la prima volta, alla riunione.

Le risulta simpatico soprattutto Igor, per via di un suo accorato intervento verso una rapida soluzione riguardo ai volontari rapiti, si è battuto, infatti, per una immediata azione militare, che avrebbe, forse, consentito di liberarli, nel caso in cui la w avesse deciso di intervenire tempestivamente.

Riguardo a Cristiano, nota il suo comportamento schivo, la preferenza a cercare frasi brevi per qualsiasi argomento, non le piace il fatto che in qualche modo, preferisca più nascondersi che rivelarsi.

Roma, Igor si sveglia con un insopportabile senso di malessere, oggi non ha voglia di vedere nessuno, la riunione di due giorni prima gli ha fatto vedere cosa c’è dietro le porte che qualcuno tiene costantemente chiuse, porte che immaginava celassero sotterfugi e segreti, ora ha la conferma che i suoi peggiori pensieri erano fondati, i segreti esistono e sono inconfessabili, ma la naturalezza con cui sono stati espressi pensieri maligni, e con cui sono state decise azioni disumane, lo spiazza.

Immaginava che durante quelle riunioni venissero prese decisioni a dir poco innaturali, ma la mancanza di pudore che hanno dimostrato di poter mettere in campo lo fa rabbrividire.

Come se qualcuno gli abbia detto “benvenuto nel mondo dei potenti, fino a quando non ti adeguerai al nostro modo di pensare, le tue mattinate saranno sempre uguali, avrai addosso un senso di impotenza sempre più grande, e alla fine, pur di non soffrire più, sarai costretto ad ammettere che è meglio assecondare piuttosto che resistere”.

È disgustato dalla rapidità messa in atto da alcuni di loro, per acquisire azioni borsistiche dell’industria bellica che dovrà consegnare i caccia bombardieri.

Cosa possono fare un pugno di persone che ancora non sono state prese dall’infernale meccanismo, contro lo strapotere di duecento persone, per giunta dal potere immenso, e dai fini condivisi?

Ricorda i suoi primi anni di lavoro, quando ha visto scemare pian piano la sua voglia di contestare tutto e tutti, il suo radicalismo passare da esasperato a blando, anche allora si è dovuto adeguare ai meccanismi produttivi di logiche aziendali, e le sue successive azioni sindacali in qualche modo hanno dovuto registrare un cambiamento di rotta.

Ma qui non si tratta di cercare le migliori condizioni ottenibili, qui si tratta del pericolo di venire inglobati in meccanismi che di etico non hanno nulla, quasi odia tutte quelle persone alla ricerca di aumentare il loro potere, indifferenti dei bisogni della gente, che a questo punto perde dignità nei loro pensieri, e diventa solo un mezzo per raggiungere obiettivi.

Mette la piccola caffettiera da uno sul fornello, e sta lì ad aspettare che esca il caffè, come un ebete, fissa la tazzina, un po’ di zucchero … la quantità è insufficiente, il caffè è uscito, lo assaggia, ma è amaro, bisogna mettere un altro mezzo cucchiaino, strano, ha messo la stessa quantità di zucchero delle altre volte, ora va bene, pensa che forse una doccia fresca laverà quel brutto senso che lo opprime.

Ti mando una macchina, ricorda che alle undici devi essere alla farnesina”.

No, vado a piedi”.

La voglia di stare da solo non verrà accontentata.

La lunga passeggiata verso il palazzo gli toglie parte di quel senso di impotenza, viene accompagnato in uno studio, saluta senza enfasi i presenti.

Accomodati pure”, gli fa il presidente del consiglio, suo stesso compagno di partito.

È presente il ministro degli esteri, esponente del partito di centro, il segretario di partito mangiatore di ostriche, e virtualmente, in video conferenza, il grande vecchio statista.

Ciao Igor, buongiorno a tutti”, la voce e l’immagine che esce dal computer, non lascia dubbi, è proprio lui.

Racconta…”

E Igor espone le decisioni prese, e riferisce degli interventi più significativi, si dimostra rammaricato che, per ora, non si sia voluto risolvere il problema del rapimento.

Quanto margine di intervento ha il nostro governo in questa faccenda?”

Nessuno, purtroppo”.

Ma ci sono tra i rapiti, alcuni nostri connazionali …”

E cosa vorresti fare?

Sei alla tua prima esperienza riguardo a un simile problema, lascia fare a chi ha dimestichezza in queste faccende, questa è una di quelle situazioni dove non ha alcuna praticità l’azione di singoli governi”.

Purché si affronti il problema”.

Gli sembra di stare di fronte ad un gruppo di redivivi Ponzio Pilato, contenti di non dover affrontare la problematica incombenza.

È curioso di sentire il prossimo comunicato stampa della farnesina, certo si metterà in rilievo la preoccupazione del nostro governo, e rassicurerà la popolazione e le famiglie dei rapiti, sul grande impegno che la nostra nazione sta dedicando per far tornare tra i suoi familiari i nostri connazionali, si stupisce del fatto che, una volta esaurito l’argomento, non si sia redatto un comunicato stampa, pensa che ci penseranno i burocrati del ministero a usare le parole formali più adatte.

Sta venendo a contatto con un mondo senza sentimenti, senza una spinta che li indirizzi minimamente a mettersi nei panni delle famiglie, evidentemente da simili avvenimenti c’è poco da guadagnare, è curioso di scrutare i loro volti quando si parlerà dell’acquisto dei caccia bombardieri, il quel frangente, è sicuro, presteranno molta più attenzione.

E allora si, troveranno le parole giuste per spiegare alla gente che sono necessari, per stare al passo con le altre nazioni, per dare al mondo l’immagine di quanto la nostra nazione sia potente, per dimostrare la nostra capacità di spesa, pur in un periodo di grande crisi, ma il loro fine ultimo non può che essere mettersi in tasca un bel gruzzolo di banconote, e non certo di piccolo taglio.

E non pensano certo, ma lo sanno perfettamente, al fatto che ciascuno di loro succhia risorse che altrimenti potrebbero essere dedicate a fini più nobili.

E sanno perfettamente che ogni minuto di volo corrisponde, come spesa, a centinaia di ore di lavoro di infermiere, medici o insegnanti.

Riguardo al problema del nuovo movimento, si decide che la nazione deve tenere sotto controllo la sua evoluzione, almeno in ambito nazionale, e, se possibile, inserire qualche spia all’interno del gruppo dirigenziale.

Che fantasia!

Quando parla il grande vecchio, si fa silenzio assoluto, e si cerca di recepirne ogni singola parola, e magari leggere tra le righe, in questo campo è un vero luminare.

Dice che è assolutamente necessario tenerne sotto osservazione ogni minima evoluzione, e controllare i passi dei suoi leader, e delle persone che vengono in contatto con esso, e si stupisce della decisione di giudicarlo, per ora, non pericoloso; con la sua solita ironia afferma che sarebbe stato più giusto ammazzarlo da bambino, una volta cresciuto potrebbe creare grossi problemi.

Quando si parla della possibile deposizione del dittatore sud Americano, affiorano frasi del tipo: “ha fatto il suo tempo”, oppure: “abbiamo interessi nazionali di là, chi prenderà il suo posto?”

Nessuna frase rivolta al fatto che in quella nazione abitino cittadini Italiani, che potrebbero essere in pericolo, se l’evoluzione della sostituzione del personaggio diventasse cruenta.

E sarebbero necessarie azioni preventive per limitare i danni delle aziende italiane presenti su quel territorio, invece al riguardo non si prende alcuna decisione.

Il presidente del consiglio, venuto a conoscenza della probabile sostituzione, chiede dieci di minuti di pausa, e nel momento che esce dalla sala mette mano al telefonino.

Quando torna afferma che aveva proprio bisogno di un buon caffè, come se non bastasse fare una telefonata e la tazzina sarebbe stata in soli dieci minuti, fumante, sul tavolo.

Igor ormai è entrato nell’ordine di idee che le affermazioni del suo segretario erano quanto mai veritiere, e si rende conto che la nostra nazione ha perso parte della sua capacità di agire in ambito internazionale, ma non solo.

Ciascuno dei politici sfrutta le sue conoscenze solo per interessi personali, disinteressandosi completamente del benessere dei cittadini, e in ogni caso ogni decisione sarebbe la conseguenza di scelte altrui.

E più occupano poltrone di rilievo, più sono dispiaciuti del fatto che devono dedicare tempo alla gente, sottraendolo al proprio, che sanno benissimo come utilizzare.

Pensa che il tempo in cui possono restare da soli con se stessi, i loro pensieri siano rivolti a come favorire amici, che ricambieranno il favore, oppure ragionare su chi sia più conveniente piazzare in posti strategici, o come sfruttare informazioni per aumentare le proprie finanze in ambito borsistico, non ultimo, ragionare sul fatto che quando approveranno commesse sarà unicamente per il fatto che chi ne riceverà benefici dovrà fornire loro utili riscontri in qualche banca svizzera o in altri paradisi fiscali.

Sa benissimo che a qualsiasi commessa o realizzazione approvate dallo stato, corrisponde una percentuale per loro stessi molto ben definita, è la prassi, e naturalmente hanno interesse ad approvarle, contenti quando il valore di tali servizi, dovesse lievitare, e ad ogni rincaro che graverà sullo stato e sulla sua popolazione, saranno lieti di mettersi nelle tasche qualche banconota in più.

E addirittura sospetta che, in cuor loro, non siano pressati da problemi di coscienza, perché le consuetudini decretano che simili azioni sono nella norma.

Del resto questo succede in tutte le nazioni del mondo.

Anche per il problema sollevato dall’emiro, si adeguano alle strategie internazionali, che decretano che è utile far credere alla gente che ci si sta impegnando per cercare nuove fonti energetiche, ma che è molto più conveniente per loro non stravolgere troppo lo stato delle cose attuali, naturalmente moduleranno le azioni favorevoli ad energie alternative, se e quando, troveranno le migliori condizioni per riempire le loro tasche.

Igor, terminata la riunione, si sente sollevato dal fatto che finalmente può abbandonare quell’orribile posto, che gli crea apprensione, finora ha agito in politica in modo naturale, cercando di favorire scelte rivolte a operai e disoccupati, anche se immaginava i meccanismi che mette in atto chi effettivamente detiene il potere, ma stare a diretto contatto con quelle problematiche lo fa sentire terribilmente a disagio.

Sta uscendo dal palazzo, quando viene invitato raggiunto dal suo segretario, che lo invita a pranzo in un ristorante poco distante, Igor avrebbe preferito di gran lunga restare da solo, e godersi quello che resta della mattinata, in quanto al pasto, è talmente disgustato che avrebbe fatto volentieri a meno di pranzare.

Accetta, ma pensa unicamente a quali molluschi o animali, stavolta, dovrà concedere la sua attenzione.

Cosa gradiscono i signori onorevoli?, Abbiamo un saporito gulash, oppure una zuppa di pesce freschissimo, e per il primo?”

Vada per un’amatriciana, e per la zuppa di pesce, per quanto riguarda il vino, ci porti del frascati”.

Sta diventando una consuetudine che il mangiare venga deciso dal segretario, del resto Igor non solleva problemi, il suo approccio con l’incombenza è sempre stato quello di nutrirsi, non certo quello di sperimentare nuovi sapori.

Vengono serviti prima di alcuni avventori che occupavano i loro posti prima di loro, e sulla tavola non mancano olive, affettati, e formaggi, i signori onorevoli vanno trattati in maniera impeccabile.

Che impressioni hai avuto dalla tua prima riunione?”

Che mi sono cacciato in un guaio, soprattutto se riferito alla mia coscienza”.

Ma dai, la tua coscienza risponde solo alla spontaneità delle tue azioni, nel momento che valuti che stai facendo il massimo per i principi che possiedi, pur in un ambiente che ti lascia poco margine di azione, non vedo di cosa ti debba rimproverare”.

Ho paura di venire condizionato dal clima che si respira in quei posti, a volte, pur volendomi comportare in una certa maniera, mi rendo conto di essere un corpo estraneo, o questa mi sembra sia l’opinione che la stragrande maggioranza ha di me, e allora, se dovessi veramente dare quell’impressione, non vedo quale potere abbia di modificare scelte che vanno in direzione opposta a quelle condivise da me stesso.

Mi trovo a disagio persino di fronte alla stragrande maggioranza dei componenti il mio stesso gruppo parlamentare.

Penso che in quell’ambiente, per quanto mi impegni, la mia azione sarà ininfluente”.

Si, in un certo qual modo, ti posso dare ragione, ma non dimenticare che, nonostante che la nostra idea del mondo non coincida con la loro, quella della w, intendo, anche noi abbiamo interessi che si possono paragonare, con le dovute proporzioni, ai loro”.

Sarebbero?”

Beh, Igor, sai benissimo che il partito controlla strutture economiche di rilievo, per esempio buona parte del mondo sindacale, con i suoi interessi, non riferibili solo in termini di consenso politico, sai bene che da organizzazioni così diffuse e importanti possiamo trarre benefici anche noi.

La catena delle banche, società finanziarie, compagnie assicurative, case editrici e quant’altro, che controlliamo, ha interessi esattamente uguali a quelli dell’organizzazione w.

E i nostri centri commerciali, diffusi in tutta la nazione, puntano agli stessi obiettivi dei loro, naturalmente il nostro partito giova di seppur minime percentuali dei loro introiti, che vengono messi a disposizione del benessere del partito.

Sai bene che anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo abbondanti disponibilità finanziarie, di per se sufficienti ai nostri bisogni.

I rimborsi elettorali, e ogni versamento da parte dello stato, sono custoditi in varie parti del mondo, siamo delle formichine, se confrontati con il modo di agire degli altri partiti.

Tutto deve essere riferibile a quantificare in modo preciso le nostre esigenze, e siccome abbiamo rinunciato da tempo a dure lotte che ci sembravano controproducenti, ci siamo avviati a un tacito armistizio, dagli obiettivi comuni, tenendo però sempre ben presente che qualsiasi nostra azione deve essere indirizzata verso operai, impiegati, e pensionati, e perché no, anche a precari e disoccupati.

Ed il fatto che traiamo, come loro, gli stessi benefici da quegli elementi che ti ho descritto, non ti deve scandalizzare, ormai siamo un partito perfettamente integrato nelle logiche attuali, pur lottando ancora per i più deboli, non credere che in tutto questo ci siamo dimenticati dei pensieri dei nostri fondatori, solo ci siamo adeguati; se così non fosse, a quest’ora, il nostro partito, avrebbe persino problemi a raggiungere la minima percentuale di consensi, necessaria per essere rappresentata in parlamento, e questa eventualità è da scongiurare, sono estremamente convinto che i partiti che non hanno disponibilità di ingenti somme di denaro, sono destinati a soccombere”.

Montappone, la fresca mattina di inizio estate vede Cristiano girovagare per il suo vigneto, il piacere che la campagna gli comunica è paragonabile a pochi altri.

Sa che potrà godere della vista delle splendide colline della sua zona ancora per una settimana.

E passa in rassegna un po’ tutte le zone della vigna, e qua e là interviene a togliere qualche tralcio che non reputa necessario, ha sempre pensato che la viticoltura ha bisogno di interventi mirati, e le spese per la manodopera non sono mai soldi buttati al vento.

Ancora qualche giorno, e avviserà i suoi dipendenti che la vigna ha bisogno del loro intervento.

Cristiano, a differenza della stragrande maggioranza dei viticoltori della zona, pretende grande professionalità, i suoi dipendenti sanno che lo stipendio che percepiscono è congruo e meritato, perché non si sogneranno mai di eseguire lavori per lo meno accurati, anche perché lui non lesina loro qualche soldo in più se raffrontato alle paghe consuete.

Ma professionalità non vuol dire assumere solo persone anziane, tra i suoi dipendenti figurano anche alcuni giovani, che sono stati formati dal suo fattore, persona esperta nel settore, fin da quando è stata impiantata la vigna.

Anche lui, in quel periodo, avendo un po’ più di tempo a disposizione, se raffrontato agli impegni attuali, si è messo di buona lena ad imparare il mestiere esattamente al pari livello dei giovani appena assunti.

E infatti, chi avesse visto il gruppo al lavoro, avrebbe detto che il padrone della vigna era il fattore, e non lui.

Quando si ha qualcosa da imparare, pensa, bisogna farlo da persone che hanno dimostrato di conoscere ogni segreto, allora come adesso, quando si trova al cospetto del grande vecchio.

Trascorrono due giorni, ed eccolo là, insieme ai suoi dipendenti, ancora ad assorbire consigli dal fattore, e trascorrere la giornata esattamente come loro, cercando di stare al loro passo, ed eseguendo i compiti assegnati con professionalità.

Approva il fatto che non ha mai sentito il fattore rimproverare nessuno dei dipendenti perché troppo lento, se si è accorto che il lavoro veniva eseguito alla perfezione, per lui spendere qualche soldo in più è ininfluente, ma il lavoro che ne risulta deve essere professionalmente valido.

Ha grande stima del fattore, una persona che non ha conosciuto altri lavori che sui campi, un vero figlio della civiltà contadina, non inquinata da pensieri moderni, gli piace che cerchi di eseguire i lavori sullo stile di una volta, evitando quando possibile la meccanizzazione troppo accentuata.

Sa per certo che alcune volte ha rimproverato qualche dipendente, ma ciò non è mai avvenuto in sua presenza, al contrario della stragrande maggioranza di essi che cercano di ingraziarsi il padrone, a scapito degli operai.

Gli piace il modo naturale di ragionare che ha, anche sul lavoro, atteggiamenti d’altri tempi, è disposto a faticare intere giornate quando è necessario sfalciare l’erba, piuttosto che adottare la pratica più diffusa e immediata del diserbo chimico, ben sapendo che sia le viti che il vino che ne ricaverà, sono entità vive, che soffrono a contatto con elementi innaturali.

Meccanizzazione ridotta, raccolta a mano dell’uva, alla maniera dei tempi romantici quando la vendemmia era più che fatica, una festa, nessun uso di diserbanti, e trattamenti antiparassitari ridotti al minimo indispensabile, la gestione della cantina con interventi mirati, nemmeno un milligrammo di correttivo in più, di quello necessario, hanno fatto si che il prodotto ottenuto abbia beneficiato di innumerevoli riconoscimenti, e ogni bottiglia non può essere venduta a prezzi economici.

Ormai l’azienda si è fatta un nome importante, ed in zona è considerata la più rappresentativa di tutte, e gli operai si sentono onorati di lavorare per essa, fatto di per se funzionale alla loro immagine di esperti lavoratori.

Pur essendo pagati qualcosa in più degli operai delle aziende della zona, quando tornano a casa sono forse meno stanchi di loro, pur avendo eseguito lo stesso, identico lavoro, non pressati da un fattore che pretende di apparire agli occhi del padrone come degno di occupare il posto che gli è stato concesso, solo perché fa gli interessi unicamente del padrone.

E se questi andasse a confrontare il lavoro eseguito da dipendenti che per forza di cose lavorano sotto stress, vedrebbe sostanziali differenze di esecuzione, non certo a favore della sua azienda.

Si può non essere pignoli in certi lavori, ma quando si è a contatto di qualcosa che diventerà vino, cioè un’entità viva, con tutti gli aromi che riuscirà a sprigionare, e la poesia che comunicherà a chi riesce ad apprezzarlo, allora non sono ammesse distrazioni, o lavori eseguiti per lo meno in maniera irreprensibile.

Cristiano, non essendo abituato a lavorare sui campi, torna ogni giorno stanco a casa, a differenza dei suoi dipendenti, ma la stanchezza è funzionale allo stare bene, il riposo molto più gradito della noia, l’aver trascorso sette ore a contatto con la natura, lo fa sentire bene, vivo, e staccare da avvenimenti politici che non approva del tutto, è come una valvola di sfogo che certifica che vivere in maniera naturale, contribuisce a rendere fisico e mente più pronti per i futuri avvenimenti.

Segue…

5° parte Il gioco delle tre carte di Mariano Abis
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