Alì e il suo sogno di libertà

di Antonella Policastrese

teen alì

Alì Al-Nimr è un ragazzo di diciassette anni. Vive in Arabia Saudita e da  tre anni sta in galera.  Sulla sua testa grava l’esecuzione di una condanna a morte all’impiccagione, con l’esposizione del suo corpo fino a putrefazione avvenuta. Alì è uno sciita, reo di  aver palesato le sue idee, diverse da quelle della  monarchia del principe sunnita, che non ammette libertà di pensiero, nè diritto alla parola. Altro che leggi a tutela degli individui, altro che democrazia! In Arabia Saudita l’unica libertà che conta è quella di mercato o quella finanziaria, poiché  il modello esportato che ha fatto presa ovunque è quello degli affari, ma non certo la tutela della vita delle persone… ”Non sono d’accordo con quello che dici, ma sono pronto a dare la vita perchè tu possa dirlo”(Voltaire).

Difendere la libertà non è un optional e chi lotta è destinato a rimanere da solo, proprio come Alì, giovane dalle idee chiare, ma al quale sono state tarpate le ali per svuotarlo di  tutta la forza dei suoi giovani anni che  rischiano  di essere polvere sparsa nel vento. Le critiche per la libera circolazione delle idee sono il sale delle opinioni; necessarie ed importanti per la conoscenza. E la conoscenza genera liberi pensatori, menti acculturate, che evidentemente devono essere scartate e messe a tacere.

Alì, un giovane con nel cuore la speranza di cambiare il mondo, suo malgrado è stato trasformato   in un   criminale da giustiziare per aver contrapposto la sua visione di  cittadino  libero da schemi, a quella di un regime totalitario.  E come se non bastasse, questo fatto invece di far inorridire i difensori della democrazia ad oltranza, genera silenzio, indifferenza.  La vita di Alì finisce per essere ingabbiata nel limbo dell’ipocrisia, per via di commedianti ed ipocriti che non capiscono lontanamente cosa sia la parola libertà, forse perchè pesa troppo ed i pesi sono zavorre di cui disfarsi. Eppure la dichiarazione dei diritti umani adottata dall’Onu recita che gli esseri umani nascono liberi ed uguali sia per dignità che per diritti; peccato che le Nazioni Unite  abbiano  archiviato in fretta questo principio, se un ambasciatore saudita è diventato presidente del Gruppo consultivo del Consiglio  per i diritti umani.  Diritti Umani! Ma cosa sono. Prodotti di mercato, operazioni finanziarie, merci che hanno libertà di muoversi al contrario  di quella violata degli individui? Si ha l’impressione che ad avere la meglio non siano le idee bensì i regimi che pur essendo dispotici prevalgono  per   interessi legati alla geopolitica ed accordi spudorati che stanno calpestando ogni diritto. Il sogno di libertà che ha animato Alì, il profumo di quella parola uscita dalle sue labbra, si è trasformata in una sentenza di condanna a morte . Purtroppo i liberi pensatori diventano dei Savanorala  da mettere al rogo, insieme al loro pensiero.  Siamo miserabili creature disorientate, in un tempo oscuro che sa solo maledire la propria umanità. Alì non può e non deve morire. Se ciò avvenisse sarebbero sconfitti  pensatori del calibro di  Martin Luther King, il quale soleva dire “Più che per la repressione, soffro per il silenzio del mondo.”  Per non parlare di Gandhi che in nome della libertà ha  piantato i semi della speranza nel cuore degli uomini. Liberi pensatori dunque  che da faro dell’umanità stanno per essere completamente rottamati. Le idee non muoino.  Sono come quella voce che nel deserto grida e la sua forza rischia di essere così contagiosa da spazzare via la malvagità  di uomini aridi che pensano di avere nelle loro mani le nostre vite. Siamo tutti Alì.

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Antonella Policastrese

Alì e il suo sogno di libertà.
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