Ammirate il candore

di Carlo Sibilia, riporto dalla sua pagina facebook

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Ammirate il candore. I volti, i sogghigni. Guardate con quale tersità e limpidezza ci spiegano il giochino. Eccoli qui, Letta e Bersani dopo 8 mesi finalmente vi dicono la verità! Ancora insieme, come prima più di prima. Che bello avere quella sfrontatezza e quel coraggio nello spiegare come hanno preso in giro i propri elettori. Persone che sono andate nella cabina elettorale hanno chiuso la tendina e hanno affidato il futuro dei propri figli a questa gente. Magari qualcuno avrà anche pensato “io voto Bersani, è una brava persona, l’Italia cambia, mi fido”. Magari lo ha fatto anche qualche mio coetaneo. Senza lavoro, ma con tanta speranza per un domani migliore. Bene cari miei, io li invidio. Invidio Letta e Bersani. Non ho mai invidiato nessuno, ma avere quella tranquillità e quella spensieratezza di spiegare la truffa che è stata fatta ai danni di chi ha creduto in te, beh cari miei, è inarrivabile. Ci vuole un pelo sullo stomaco che io non avrò mai. Trattare le persone come capre, come la claque seduta in platea ad ascoltare e qualcuno anche applaudire, in un clima del tutto surreale, non è da tutti. Se secondo voi questo è fare politica allora noi 5 stelle ci dovremmo dimettere in massa domani. Se volete questo, se vi sta bene così, se accettate anche la beffa della spiegazione candida della vergine Bersani e del giuda Letta, allora teneteveli. Allora tenetevi tutti i voti, i vostri, quelli delle vostre famiglie, quelli degli amici, zie, nonni, fratelli e sorelle. Valuterei anche bene la legittimità del vostro definirvi italiani. Perché vi posso garantire che il Movimento 5 Stelle non sarà mai così. Per me significherebbe essere privi di coscienza. Non riusciremo mai ad avere cotanta faccia da culo. Questo lo garantisco per me e per tutti gli altri parlamentari del Movimento 5 Stelle. Non mi dite che sono volgare, questa volta non lo posso accettare. Sono arrabbiato! Ma voi non lo siete? Votanti o meno. Come si può giustificare tale farsa teatrale attuata con la complicità di TV e giornali? Recita andata avanti per giorni, per settimane. Ascoltare questa spiegazione è come se Totti (non me ne voglia ma è l’unica bandiera del calcio che conosco) venisse da voi, anzi peggio, lo dicesse in TV, alla fine della partita della vita, quella che doveva vincere a tutti i costi per vincere il mondiale e dicesse “ce la siamo venduta, dovevamo perdere, era tutto finto…poveri fessi”. Danno e beffa. Come vi sentireste? Beh anche io che non sono un tifoso, ma che magari ho seguito la partita, m’incazzerei di brutto. Cari miei, noi non avremo mai cittadini da raggirare per fargli accettare l’alleanza con i nemici e i criminali. Noi abbiamo solo informazioni da scambiare e soluzioni da trovare con i cittadini sul territorio. Allora tenetevi i 60% anche gli 80% se necessario dei Pittella in Basilicata che falsifica gli scontrini, fa decadere la giunta e poi si ricandida a presidente della regione. Teneteveli. Perché io mi terrò stretto anche uno, anche fosse soltanto uno di quegli uomini liberi (come Piernicola Pedicini) che hanno deciso di dire basta con le prese per il naso da parte di questa gente e vogliono un reale cambiamento culturale. Voto di scambio, questo è il fare politica dei partiti. Nient’altro. È proprio vero, ci vuole l’ultimo banco di prova. L’ultimo momento importante di voto di opinione. Allora li anche io deciderò se continuare a dare la mia vita per questo paese o lasciarlo per sempre…(scusate lo sfogo)

Carlo Sibilia

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Ammirate il candore
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Un pensiero su “Ammirate il candore

  • 22 Novembre 2013 alle 10:00
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    “Per SOVRANITÀ POPOLARE si intende il potere politico, da cui traggono legittimazione il potere legislativo (il Parlamento), quello esecutivo (il Governo) e quello giudiziario (la Magistratura). Questo potere, negli Stati democratici moderni, proviene dal popolo, che lo esercita attraverso i suoi rappresentanti. Dal dopoguerra in poi il Popolo italiano ha esercitato la sua sovranità “nelle forme e nei limiti della Costituzione”, cioè eleggendo i propri rappresentanti (deputati e senatori) al Parlamento, cui spetta, con il concorso dei partiti (art. 49 della Costituzione), il compito di legiferare, di dare o ritirare la fiducia ai governi, cioè, in una parola, di determinare la politica nazionale.

    Così è stato fino a quando alla politica corrispondevano interessi e idee forti, contrapposizioni chiare, schieramenti immediatamente comprensibili dal “popolo sovrano”, che infatti partecipava, discuteva, si organizzava, lottava.
    Dietro i simboli c’erano soggetti forti, riconoscibili: classi, lavoratori e grandi proprietari, gruppi e posizioni culturali, dallo storicismo al marxismo, al solidarismo cristiano e al liberismo.
    Questo mondo sembra non esistere più, salvo l’appesantimento della burocrazia ed i privilegi per politici e statali.
    Alle idee forti ed alle contrapposizioni chiare è subentrata la confusione, la futilità, la rissa da cortile, la verbosità inconcludente, gli insulti e gli “sgarbi quotidiani” che coprono la dilagante vitalità del mercato.
    Alla “democrazia rappresentativa”, che dava pienezza alla personalità politica del cittadino è stata imposta la “rappresentatività partitica” (vedi l’attuale legge elettorale).

    Oggi, e purtroppo non è solo un’impressione, la democrazia è svuotata di contenuto: rimangono (per ora) le libertà garantite a tutti ed a ciascuno, ma la partecipazione alle decisioni non c’è più. Trasformandosi da “popolo” a “gente” i cittadini hanno delegato ogni scelta, anche la più grave, a gruppi politici ristretti, quasi ad oligarchie che decidono nel disinteresse generale.

    E’ eclatante il caso di tanti PARTITI/MOVIMENTI come quello di di mister “Mani Pulite”, ex magistrato, per dimostrare come la maggior parte dei politici, più che a curare gli “interessi generali” dell’ormai ex Bel Paese, sono interessati al consenso popolare solo per aumentare i rimborsi elettorali per la cui salvaguardia e relativi cospicui incassi si inventano sodalizi personalistici e non esitano ad imbastire atti di citazioni, col rischio di possibili decreti ingiuntivi al Parlamento che alcuni “Onorevoli” hanno scambiato per un’osteria, nel mentre pubblici servizi come Alitalia, Sanità e Scuola sono allo sfascio.

    Ma va ricordato che i nostri Avi, per la conquista della Sovranità Popolare, hanno combattuto secolari battaglie di pensiero e di azione contro regnanti ed invasori; hanno eroicamente affrontato sanguinose rivoluzioni per consegnare ai posteri, cioè a noi, l’Italia repubblicana improntata su principi ed ideali di fraternità, uguaglianza e libertà.

    Ma se, ogni qualvolta che fatti e misfatti vengono denunciati, con dovizia di particolari, sia da inchieste giornalistiche che con libri scritti da autorevoli personaggi politici, giuslavoristi e professionisti, che descrivono soprusi ed incomprensibili privilegi da parte di personaggi politici e personalità istituzionali, con tutto il loro contorno di accomodanti portaborse, funzionari e dipendenti sia pubblici che del parastato, nonostante un’istintiva indignazione e tentativi di approfondimento mediatico, il Popolo non ha mai la forza di un’altrettanta istintiva e, seppur, civile reazione, soprattutto quella maggioranza di popolo che però non fa parte del settore politico e statale, allora significa che il Popolo non è ancora cosciente del fatto di essere titolare della sovranità o che, ancora più grave, ha rinunciato al diritto di “esercitarla nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

    A questo punto sorgono due domande spontanee:
    – Il Popolo italiano non si riconosce più titolare della Sovranità Popolare sancita dall’Art. 1 della Costituzione, quale sintesi del vivere civile nel segno della fraternità, uguaglianza e libertà ?

    – Il Popolo italiano non riconosce più i sacrifici dei propri Avi verso i quali, non impegnandosi ad esercitarla e quindi difenderla, manifesta solo ingratitudine ?

    Forse è il caso che il Popolo italiano, la smetta di essere “gente” che riempie sale convegni in cui i soliti noti continuano ad incantare con le rituali lezioni morali ed etiche, promettendo sempre i soliti cambiamenti ma mai visti ed inizi, sin dal proprio Comune, a comportarsi da “Popolo” trovando il tempo per assistere almeno alle Assemblee consiliari e militare nei Partiti non con la sola tessera ma con la personale partecipazione, per espletare civilmente il potere propositivo, decisionale e di controllo.

    Ognuno rifletta sul fatto che, l’esercizio della Sovranità Popolare è un principio fondamentale ed un diritto inviolabile sancito dalla Costituzione, mentre l’esercitarla responsabilmente è un dovere che dipende solo dalla coscienza individuale!

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