Armi di Distrazione di Massa

di Nico Forconi

Parte introduttiva e PROPAGANDA

segue nella seconda parte PERSUASIONE e nella terza DISINFORMAZIONE (con autore, fonti e note)

INTRODUZIONE 

hitler
“Il ruolo di sbarramento che svolge l’artiglieria nella preparazione dell’attacco della fanteria in futuro sarà assunto dalla propaganda rivoluzionaria.
Si tratta di spezzare psicologicamente il nemico prima che le truppe comincino ad entrare in azione.”
Adolf Hitler

 

Tutto ciò che dobbiamo sapere sul ruolo vitale dei principali mezzi d’informazione nel perseguimento della ricerca della verità e nel proseguimento delle campagne mediatiche rivolte contro o a favore dei Governi, lo possiamo imparare osservando come funziona il gioco delle tre carte.
Si tratta di un gioco evidentemente truffaldino in cui il cartaio dispone tre carte su di un tavolino pieghevole, ci mostra che una di esse è la regina di picche, le capovolge e le sposta rapidamente. Siamo sicuri di sapere dov’è la regina e abbiamo visto il tizio prima di noi vincere facilmente un paio di volte, così scommettiamo i nostri soldi. Se quel tipo dall’aria un pò tonta può vincere, possiamo farlo anche noi. Eppure, incredibilmente, abbiamo puntato sulla carta sbagliata. Abbiamo perso. Abbiamo fatto la figura del pollo.
I polli del gioco delle tre carte non possono vincere, perché è risaputo che è tutto un imbroglio, eppure, mentre ce ne andiamo, vediamo che si è formata una fila di altri polli, con gli occhi sgranati, la bocca aperta, le mani in tasca, affascinati da quello spettacolo e pronti a tirar fuori i soldi non appena il cartaio riesce ad acchiapparli. Perché? Perché anche loro hanno visto vincere quello stesso tizio dall’aria un pò tonta. quello che non sanno è che si tratta di un complice.
I complici sono altri imbroglioni che inducono i polli a partecipare al gioco truccato con una messinscena volta a convincerli che non c’è alcun inganno e che se continuano a giocare, alla fine vinceranno. La funzione di un buon complice è anche quella di distogliere l’attenzione della polizia da quell’azione illegale. In tribunale, dove i cartai del gioco delle tre carte sono considerati imbroglioni e ladri, i complici sono considerati “corresponsabili” e quindi passibili della stessa pena se incriminati e giudicati colpevoli dopo un processo [26].I grandi mezzi d’informazione altro non sono che dei complici, il cui successo nello svolgere questa funzione non ha pari nella storia di raggiri, truffe e fregature, come si può giudicare dall’efficacia con cui continuano a venderci inganni talvolta talmente ovvi da indurre sempre più persone ad avvicinarsi alle così dette “versioni non ufficiali” [26].La plateale distorsione della verità e la sistematica manipolazione delle fonti di informazione sono parte integrante della pianificazione bellica; uccidere un uomo è una cosa di poco conto, uccidere le sue opinioni produce effetti di gran lunga più duraturi.
Uno dei grandi progressi di questo secolo è stato, senza ombra di dubbio, il graduale passaggio dalla guerra convenzionale alla guerra con i media, cioè a quella che, in gergo tecnico, viene definita disinformazione.
Nel momento storico in cui viviamo, la frase scritta da Adolf Hitler in “Mein Kampf”, ci sembra persino ottimista.
Dal dopoguerra in poi, infatti, le truppe sarebbero entrate in azione per oltre quarant’anni, per essere sostituite completamente e definitivamente, verso la fine degli anni Novanta, dai media.
E così, contrariamente alla visione “profetica” lasciataci da Adolf Hitler, anche l’attacco finale sarebbe stato sferrato attraverso i mezzi d’informazione.La differenza tra gli anni Quaranta ed oggi è data dalla trasformazione genetica che ci porta a vivere la guerra senza nemmeno accorgercene. Siamo costantemente sotto il fuoco dei media, bombardati di messaggi ed in balia di forze che tentano di imporci i nostri stessi valori, il progresso, la pace, la democrazia.
Eppure ci stiamo abituando a questo. Lo scenario che si sta disegnando, nostro malgrado, è uno scenario artificiale, una iperrealtà mediatica e mediata che va sostituendosi in modo irreversibile al mondo reale.
La televisione, i telefoni, le radio e le reti di computer sono dei potenti strumenti politici, poiché la loro funzione non è quella di produrre o di distribuire beni materiali ma di influenzare le idee e le percezioni umane.
Dopo l’era della “guerra convenzionale”, siamo entrati, così, in modo indolore, nell’era della disinformazione e, altrettanto inavvertitamente, stiamo per entrare in quella della disinformazione/intrattenimento, cioè del disinfotainment [1].E’ difficile tirare le somme di questo breve giro d’orizzonte, si incapperebbe, di sicuro, nell’errore di fare della disinformazione; le possibilità offerte dai nuovi canali di comunicazione, combinate con le tecniche di destrutturazione dell’informazione e con nuovi sistemi di pianificazione strategica, potranno creare ancora, in futuro, infinite vie per la disinformazione.
La cosa più “interessante”, però, è che, fra poco, non ce ne sarà più bisogno perché il Panopticon, con il tempo, è arrivato a rendersi invisibile fino a farci credere che non esista; parafrasando Charles Boudelaire si può affermare che “la mossa più intelligente, più bella, più astuta della disinformazione è quella di far credere che non esiste.”.
E questo è il culmine del sistema della disinformazione, ovvero l’illusione di vivere in un regime di pace nonostante la guerra. Invece, l’attitudine alla persuasione, alla colonizzazione culturale e religiosa del prossimo, ad oggi, è ancora in costante crescita e, come se non bastasse, dispone di nuovi e sempre più potenti media [2].

Propaganda

 

Lewis Carroll
“Nulla sarebbe ciò che è perché tutto sarebbe ciò che non è; ed anche il contrario, ciò che è, non sarebbe e ciò che non sarebbe, lo sarebbe.”
Alice nel Paese delle Meraviglie, di Lewis Carroll

 

Non uno, ma ben tre fantasmi si aggirano per l’Occidente agitando i sogni degli ingenui: la propaganda, la persuasione e la disinformazione.
Non sempre è chiara la differenza fra questi tre strumenti “bellici” e varrà la pena di fornire qualche definizione. E’ molto utile, in questo caso, procedere per categorie contigue ed omogenee, diciamo così per opposizioni concettuali. Con il “gioco dei contrari”, ad esempio, sarà più agevole inquadrare i limiti di un concetto e molti dei suoi risvolti.Cominciamo dalla propaganda. Una delle più note definizioni è quella fornita da Jacques Ellul, definizione che si muove intorno alle finalità ed alla modalità, con un’interpretazione psicologistica che però non soddisfa del tutto: “la propaganda è l’insieme dei metodi utilizzati da un gruppo organizzato allo scopo di far partecipare attivamente o passivamente alla sua azione una massa di individui psicologicamente unificati attraverso manipolazioni psicologiche ed inquadrati in un’organizzazione.” [3].
Più interessante è l’approccio di alcuni teorici che mettono la propaganda in opposizione all’educazione. Per H. D. Lasswell, uno dei primi specialisti americani in questo campo, l’educatore differisce dal propagandista soprattutto perché tratta di argomenti che non sono oggetto di controversia per il suo uditorio [4].
E dunque la propaganda si potrebbe definire come un’attività “educativa” che, tuttavia, nello svolgersi, ha bisogno di costruire il consenso del suo pubblico.
Secondo i teorici del complotto un pò più “paranoici” o “fissati”, uno degli scopi del Council on Foreign Relations (CFR), consisterebbe proprio nel creare un filone di letteratura scolastica atto a promuovere i benefici di un “governo mondiale” e attirare l’iscrizione di ricchi intellettuali, i quali avrebbero potuto influenzare la direzione della politica estera americana [19].
Esisterebbe un centro-laboratorio dove intellettuali, storici, linguisti, psicologi, lavorano a trasformare il significato della storia [20]. Si tratterebbe di quel “ministero della Verità” raccontato da Goerge Orwell che, riscrivendo i giornali ed i libri di storia, realizzerebbe il mirabile detto del partito del Socing: “Chi controlla il passato controlla il futuro.” [21].
Gli “architetti” dell’unificazione non solo hanno riscritto la storia in favore dei potenti di oggi, cosa questa che tutti i vincitori hanno sempre fatto, ma in funzione dei concetti fondamentali sui quali deve trovare la propria logica il progetto di unificazione [22].Chi crede che i tempi in cui Hollywood agiva direttamente come una macchina di propaganda del Governo siano finiti con la realizzazione, durante la Seconda Guerra Mondiale, di fumetti anti-giapponesi da parte della “Warner Bros.”, non ha fatto caso ai personaggi che si celano ora dietro lo schermo argentato: paladini della droga, pezzi grossi del Pentagono ed agenti dei servizi segreti.
Non si parla del patriottismo incallito che spinge le persone a raffigurare meglio il proprio Paese e le proprie istituzioni, per patriottismo si intende dire che lo Stato utilizza il qui pro quo per influenzare direttamente le Opere cinematografiche e televisive, arrivando, in alcuni casi, ad imporre modifiche alle sceneggiature [25] e ad influenzare e manipolare, in maniera subdola e subliminale, le menti di noi osservatori.
Segue parte 2…
Armi di Distrazione di Massa parte 1°

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