Beata ignoranza. Il futuro made in Italy

di Fabio di Biase

ignoranzaSe l’ignoranza avesse un prezzo l’Italia di sicuro non patirebbe i morsi della crisi.

Le menti avide di sapere non si accontentano di certo di quattro parole scritte su carta e sventolata sotto al naso.

La fame di conoscenza per certi versi è peggio di una terribile malattia o di una droga “formidabile” che s’insinua nella mente come un “Tarlo”.

Tormenta notte e giorno le sue “vittime” con l’incessante ed estenuante desiderio d’indagare il perché d’ogni cosa, ma nonostante tutto non esiste persona al mondo, chi più e chi meno, che non goda dei sollievi dell’ignoranza.

Nel guardare i telegiornali scorgo uno sgradevole spettacolo che ha fatto sorridere molti e turbato altri: la scuola elementare “Raiti” di Siracusa accoglie Renzi con una “innocente canzoncina” .

Qualcosa mi fa pensare all’ingenuità del gesto, ma anche ad una sorta di strumentalizzazione dei giovanissimi nella loro piena incapacità d’intendere e di volere.

Allora il mio pigro “Tarlo” ha deciso di iniziare la sua nuova ala di gallerie nella mia mente… Perché?

Perché accogliere l’ennesimo neo rappresentante del popolo (trascuriamo la questione: con quale elezione?) con una canzoncina ad personam?

La legge del 17 marzo non prevedeva l’insegnamento obbligatorio della “Canzone degli italiani” (meglio noto come Inno di Mameli)?

Perché non mostrare l’efficienza e l’impegno della scuola nel seguire la legge e accogliere il personaggio politico con una canzone che rappresenti l’Italia e non l’uomo dietro il partito?

Maledetto Tarlo! Insinua il sospetto in ogni banalità. In fondo chi strumentalizzerebbe dei ragazzini?

Lo so! le pagine di storia bisbigliano sottovoce e dicono che non sarebbe la prima volta!

Preso dalla paranoia e dalla nostalgia inizio a canticchiareFratelli d’Italia, L’Italia s’è desta, dell’elmo di Scipio, S’è cinta la testa…“, e senza accorgermene carico dal canale youtube la versione integrale con tanto di testo.

Classico brivido lungo la schiena, cuore in gola e pelle d’oca.

Nel sollievo concessomi dalla distrazione del momento inizio a leggere i commenti al brano.

I brividi e l’emozione trasmessi dai versi cantati, di colpo, vanno in frantumi. Scorgo tra le righe le frasi di divario tra nord e sud italiano, le liti tra destra e sinistra, ma i peggiori di tutti sono i commenti (che incollo testualmente) : ” ma l’ inno d  italia non è cosi, non tiene quelle cose tiene sol la canzone 1a. Le altre da dove le hai prese?”, ” L’ Alto Adige non é Italia…”, ” Mi da fastidio che dicano che è schiava di roma!!!” …

Beata Ignoranza!

Non è possibile che un paese non conosca la sua storia e contesti “l’erba del vicino”.

L’insopportabile, dispettoso e fastidioso “Tarlo” ancora affamato di perché non si arrende…

Quanta gente non conosce la sua storia? Quanta gente critica ciò che non sa?

M’imbatto in un articolo dell’ADUC (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori) che mi ha fatto venire le lacrime agli occhi per le scialberie ed i commenti riportati contro l’insegnamento dell’inno nelle scuole, commentando in modo deplorevole la “canzone degli italiani” .

Sono sempre più convinto che un popolo che non è in grado comprende la sua vera essenza, la sua storia ed il suo passato, non potrà mai cogliere il suo presente né concepire il suo futuro.

Un popolo indistruttibile e temuto, è oggi diviso da falsa politica e corruzione. Un popolo manipolato ad arte dai media, a loro volta tenuti al guinzaglio dalle lobby politico bancarie e dalla fame di denaro.

Come è possibile tutto ciò? Dov’è finita la brama di verità?

Colto dal terrore di scoprire il vero cardine dell’attuale politica al governo, colmo di delusione e rammaricato, non ho voluto indagare ulteriormente.

La sola ed esclusiva risposta che la mia mente oggi è in grado di partorire è incentrata sull’unica “Sovranità” rimasta in questo paese: l’agognata ignoranza!

Fabio Di Biase

Fabio Di Biase

Beata ignoranza. Il futuro made in Italy
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