Continua la protesta

di Antonella Policastrese

SAMSUNGIl disagio della maggioranza degli italiani, guadagna la piazza. Si cerca di dare voce a tutti quei problemi che nessun parlamento ha affrontato con decisione a causa di un sistema che fa acqua da tutte le parti. Da una parte il palazzo. Dall’altra tanti cittadini che hanno in comune la perdita della speranza prima affievolitasi adesso completamente spenta. Ognuno uomo con la propria storia. Tante storie che s’intrecciano e convergono in un unico punto:la miseria , così deprimente da non venire nemmeno presa in considerazione, raccontata per come si dovrebbe. Le telecamere dopo una panoramica veloce, hanno fretta di chiudere e allontanarsi da quei luoghi dove imperterrita la gente resiste.Si vorrebbe a tutti i costi etichettarla la protesta, mostrare i volti dei mistificatori pronti ad essere colti in fallo per essere screditati e chiudere in fretta un fronte, che non giova ad un palazzo dove le decisioni sono di ben altra natura. La gente che cammina e si incammina in quei cortei è come un magma. Lentamente risale a galla e la lava non la puoi imbrigliare contenere, scorre e chiede spazio portandosi dietro ciò che incontra.Nessuno sembra ascoltarli, a nessuno conviene fare i conti con questo tipo di disagio, che in tanti anni è diventato un cancro in metastasi, capace di abbattere in poco tempo un corpo quasi sano. Non c’è pace, non c’è Natale che tenga. La maggioranza degli italiani è sempre più nuda, sempre più impaurita, sempre più senza un tetto. Mai come quest’anno il presepe è il simbolo di chi è veramente povero, mentre i vari Erode dentro le loro corti non temono nulla, se il terrore che qualcuno possa spodestarli dal loro ruolo di imperatori e cortigiani dalle teste coronate. Una vera Jattura. Mai ci saremmo aspettati di assistere un giorno al decadimento della vita civile e sociale, alla perdita d’identità, alla mancanza delle più elementari misure per sopravvivere. Pur tuttavia chi dovrebbe, dice di non potere e chi può, può solo per se stesso. Diventa sempre più viscida la strada bagnata di pioggia. Sempre più stremati i pellegrini che la percorrono e l’indifferenza di chi dovrebbe quantomai registrare tutto questo, è diventata così grande da non poterla scalfire nemmeno con un martello pneumatico.

Antonella Policastrese

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