Dalla Grecia all’Italia. La Germania all’opera

di Antonella Policastrese

MerkelEd alla fine il mitico Ulisse si fece legare, per ascoltare il canto delle sirene. Il solo che udì quelle ammalianti voci, legato all’albero della nave, per non finire in pasto delle donne pesce, che chiunque seducevano per poi nutrirsi delle sue spoglie. Tsipras si è lanciato in quello specchio di mare non resistendo al quel richiamo e così facendo ha condannato il Paese ad essere invaso dai Proci. Inutile le trattative portate avanti da Varoufakis, inutile il referendum, se alla fine Il “Greco” doveva accettare condizioni umilianti che riporteranno la Troika in casa,per controllare bilanci ed assicurarsi delle riforme, che l’esponente di Syriza dovrà attuare ed in gran fretta. Intanto lo scenario è quello di sempre. Quando in parlamento non ci sono le maggioranze, si ricorre alle forze di opposizione, si comincia a parlare di governo di coalizione, facendo affidamento, come nel caso italiano, ai partiti di opposizione;, ed in Italia come in Grecia, Tsipras non intende affatto dimettersi. Sembra un giallo, quanto successo a Bruxelles e ripercorrendo la cronaca di quelle giornate è inspiegabile la resa, difronte ad una Merkel furente. Si finisce con il pensare male e forse ci si azzecca anche, e ci si chiede se era il caso di votare in Grecia e di indire un referendum chiamando in causa la popolazione. Intanto in questa Europa della globalizzazione dei mercati e della finanza , una cosa è chiara: i governi sono un optional, servono soltanto ratifiche di accordi firmati in Germania , ratificati dentro gli stati d’appartenenza che altro non sono che satelliti di un impero centrale tedesco. In fondo anche in Italia da quando ci governa un nominato, il Paese ha subito un cambio di sesso, necessario, per voltare pagina in senso autoritario.Questa Europa governata dalla Merkel e da trattati che la gente non conosce e non deve conoscere, ha preteso il varo di riforme come quella del jobs act, per togliere diritti ai lavoratori ed asservirli alle logiche del capitale; ha affossato la scuola pubblica trasformandola in un centro per l’impiego, in quanto per essere sfruttati non serve avere cultura, ha messo mano alla costituzione per snellire gli apparati di uno Stato che ha perso la sua antica funzione, e trasformarsi in un’emanazione periferica dell’impero Crescono pertanto disuguaglianze, si strutturano i bisogni ed i voleri dei pochi ricchi, ed oligarchi che dall’alto della Piramide devono dominare una massa piegata e piagata. Certo è che la globalizzazione finanziaria per affermarsi e raggiungere l’apogeo non ha bisogno di democrazia, tanto meno di politici. Un partito unico di riferimento basta ed avanza, il Bene comune non serve, i territori sono stati spogliati isolati , per tenerli meglio sotto scacco. Deludente la performance di Tsipras che partendo da principi che hanno dominato per secoli la democrazia greca, si è trasformato in un tiranno scambiando il capitale umano per quello finanziario. La cosa che preoccupa è che la finanza agisce sulla scena mondiale alla stregua della criminalità organizzata Ha bisogno di adepti e puntualmente riesce ad assoldarli,facendo intravedere congrui guadagni per chi si affilia. Alla vecchie forze criminali che oggi si stanno smantellando, se n’è sostituita un’altra più sofisticata, che uccide e provoca vittime senza far scorrere sangue, ma solo attraverso l’arma del denaro. Sono i” piccioli” che fanno girare il mondo e chi subodora l’importanza del denaro, finisce con l’adeguarsi. In fondo Tsipras non ha fatto altro che farsi risucchiare da questo meccanismo complesso sacrificando un Paese. Ha messo in vendita la Grecia ed ora manterrà fede ai patti per far riaprire le banche e ripianare un debito che crescerà a dismisura, poichè la Grecia non ha un apparato economico tale, da farla competere con la Germania. Un rischio tale corre l’Italia, per un potere all’interno dell’Europa a marchio tedesco che con protervia decide, obbliga e comanda con il pugno di ferro. La società civile si è ormai disgregata. Ci sono solo comportamenti interessati ,volontà manipolate,e non si è liberi di scegliere. E non essendoci scelte consapevoli viene meno il binomio individuo collettività. In pratica la finanza distrugge il principio di società e di umanità. L’individuo viene risucchiato in un vortice di interessi economici, spogliato della sua identità. E’ dunque necessario cominciare a parlare di diritti universali affermando la democrazia, regole che tengano a freno la finanza e restituiscano benessere agli uomini. In tutto questo la Germania deve essere ridimensionata. Non è possibile che ritorni ad esercitare un potere che nei secoli scorsi ha determinato il nazismo.

Antonella Policastrese

Antonella Policastrese

Dalla Grecia all’Italia. La Germania all’opera

2 pensieri su “Dalla Grecia all’Italia. La Germania all’opera

  • 24 Luglio 2015 alle 15:55
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    GIRA E RIGIRA ! TUTTO AVIENE IN EUROPA PER VOLERE DELLA NAZISTA MERKEL- LA MASSACRATRICE LA DISTRUTTRICE DEI POPOLI EUROPEI ! –E DEI GOVERNI DEI PAESI EUROPEI TRADITORI MASSACRATORI ANCHE LORO — AUTENTICI BASTARDI !!

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    • 25 Luglio 2015 alle 12:04
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      … nella realtà attraverso di lei… la Merkel fa solo gli interessi del suo paese, che è ancora Stato Sovrano, ma è burattino nelle mani oligarchiche che sfruttano la sua visione…

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