DEI TRATTATI UE E DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

di Luigi De Giacomo

RGB base

Dei Trattati che l’Italia ha firmato con l’Unione Europea si scrive e si discute da qualche anno, con un’unica certezza, il loro carattere di incostituzionalità. Fatto non nuovo, quindi, che induce a riflettere sul valore stesso della Costituzione Italiana: quanto vale per chi serve lo Stato, e quanto per il cittadino?

A giudicare da ciò che avviene nel nostro Paese, senza interruzione di continuità da qualche anno, il sentito di questo valore è oramai ridotto al lumicino, per quante volte la nostra costituzione è stata oggetto di temerarie interpretazioni e di maldestre manipolazioni. Proprio per questo è di grande importanza continuare ad informare circa l’incostituzionalità di atti che, figli di un piano che parte da lontano, hanno sottratto sovranità, benessere, certezze, riferimenti al Popolo Italiano.

I trattati UE hanno innanzitutto privato l’Italia della possibilità di battere moneta, obbligando lo Stato a finanziare TUTTA la propria spesa pubblica mediante prestiti ad interesse. Non è più il lavoro dei cittadini a giustificare la creazione della Moneta; ma è, al contrario, la possibilità di ottenere Moneta con un prestito ad interesse, a consentire (nei limiti in cui un prestito può essere chiesto, concesso e restituito) il lavoro, le opportunità e la creazione di ricchezza.
La Repubblica non è più “fondata sul lavoro”, ma su un vincolo esterno: che consente il lavoro entro certi limiti, non a tutti e non per tutte le potenzialità che la nostra forza lavoro può esprimere. Ad un criterio di “necessità”, secondo il quale la Repubblica DEVE

– rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano la libertà e l’eguaglianza dei cittadini (articolo 3);

– promuovere le condizioni che rendono effettivo il diritto al lavoro (articolo 4);

– garantire il diritto alla salute (articolo 32);

– tutelare il risparmio (articolo 47)

è stato sostituito un criterio di mera “convenienza“: la Repubblica PUO’, nei limiti in cui il mercato creditizio privato le conceda di finanziare la sua azione di tutela.

In tal modo, LA “FORMA REPUBBLICANA, LA QUALE SI ESPLICITA IN TUTTE LE NORME COSTITUZIONALI CHE FANNO CARICO ALLA “REPUBBLICA” DI RICONOSCERE E GARANTIRE, SENZA MA, DIRITTI ED OPPORTUNITA’, E’ RADICALMENTE COMPROMESSA, IN VIOLAZIONE DEL’ARTICOLO 139 DELLA COSTITUZIONE. La prima “res” pubblica è proprio la Moneta sovrana, con cui lo Stato finanzia la propria azione essenziale: quella che lo caratterizza e gli dà identità. Cosicché, la rinuncia alla Moneta ed al controllo democratico sulla sua creazione si traduce, inevitabilmente e necessariamente, in una surrettizia revisione del “tipo” di Stato in cui viviamo: non più una Repubblica attenta ai bisogni dei suoi cittadini, così come voluta dalla nostra Costituzione, pronta ad intervenire ed a correggere le diseguaglianze di fatto, ma uno Stato neoliberista, che stabilisce minime regole di convivenza e rimane a guardare.

Nessuna persona, nessun popolo, cederebbe la propria sovranità se non in cambio di un benessere accresciuto e garantito nel tempo: e la tutela e la salvaguardia di questo benessere, che è il primo, e forse unico compito di chi viene delegato dal Popolo a governare, non solo è negato oggi, ma non rappresenta nemmeno più una promessa…

Per questo riteniamo che le Autorità italiane, che agiscono in nome del Popolo Sovrano, ad ogni livello ed ognuna secondo la propria competenza, debbano porre, con forza, il tema della ILLEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE DEI TRATTATI che hanno istituito la Moneta Unica EURO!  Se ciò non avvenisse, come di fatto non sta avvenendo, questo comportamento si configura come Alto Tradimento!

alto tradimento 3

Luigi De Giacomo

Luigi de Giacomo

DEI TRATTATI UE E DELLA COSTITUZIONE ITALIANA
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10 pensieri su “DEI TRATTATI UE E DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

  • 8 Gennaio 2015 alle 14:20
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    L’art. 4 è impraticabile. Il lavoro è stato sostituito dalle macchine e dall’informatica che hanno sostituito la manodopera e i lavori impiegatizi. Quando è stata scritta la costituzione non avevamo l’informatica e le tecnologie muovevano i primi passi. Oggi, a condizioni variate, dobbiamo fare i giusti aggiornamenti.
    Manca l’art. 53 dove dice che tutti devono partecipare alla spesa pubblica nella misura della propria capacità contributiva. Oggi la maggior parte di tasse incamerate si scaricano sui consumi a danno delle classi medie e dai poveri che rappresentano il 90% dei cittadini consumatori e come tali sono loro che pagano la maggior parte dei 500 miliardi di tasse che lo Stato incamera ogni anno, Per attuare l’art. 53 dobbiamo istituire la fiscalità monetaria, proprio grazie alla scienza informatica è possibile effettuare un prelievo percentuale sui valori monetari detenuti da ciascuno. Di conseguenza con l’eliminazione della tassazione sulle merci e sul lavoro i prezzi dimezzano perché i produttori di beni e servizi non devono più scaricare sul prodotto il peso fiscale.

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    • 8 Gennaio 2015 alle 15:19
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      Grazie Giusy.
      Rispondo nel merito, come tu hai fatto: se l’art. 4 è obsoleto, in virtù dei tempi e della tecnologia, non serve cambiare la costituzione, ma occorre garantire, a minor numero di ore di lavoro pro capite, un reddito che possa essere sufficiente al benessere collettivo, oltre che personale. Non ve ne è traccia, altrimenti non sarebbe Alto Tradimento!; gli articoli che mancano sono di più, ma qui sono evidenziati quelli che riguardano la funzione della forma Repubblicana; personalmente sono, senza essere minimamente credibile, in quanto non esperto, per un’unica tassa a aliquote varie, quella sul consumo, punto (oggi IVA)

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      • 8 Gennaio 2015 alle 15:44
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        Luigi, l’attuale sistema di tassazione è una trappola sistemica perché la quasi totalità delle imposte si scarica sui consumi ai quali sono costretti ad accedere tanto i ricchi quanto i poveri. Per esempio, quando compri il pane, la tassazione statale non tiene conto delle condizioni economiche di chi lo acquista. Mentre al povero la tassazione di tutta la spesa gli erode oltre il 50% del reddito, per la spesa del ricco l’incidenza di tassazione è un fattore insignificante. L’art. 53 della costituzione dice che si deve partecipare alla spesa pubblica in misura della propria capacità contributiva e poiché oggi abbiamo il denaro elettronico, possiamo usarlo come strumento per il prelievo fiscale unico e abolire un sistema che in definitiva è sempre stato incostituzionale.
        Con l’attuale sistema fiscale lo stato è costretto ad aumentare le tasse in un crescendo continuo perché diminuendo il potere di spesa dei cittadini diminuiscono di conseguenza anche le entrate. E’ una trappola vera e propria, ci sono errori a monte che possono essere corretti se conosciamo i meccanismi.

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        • 8 Gennaio 2015 alle 16:04
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          Giusy, ti ricordo due cose: 1) che l’IVA la pagano anche le aziende, sopratutto 2) che nulla impedisce che l’IVA sui determinati beni, o su determinate fasce, abbia un’aliquota limitata…

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          • 8 Gennaio 2015 alle 17:34
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            Luigi, le aziende incassano l’IVA per conto dello Stato attraverso la fatturazione, quella che versano è la differenza dell’IVA che risulta tra forniture e vendite. L’IVA si scarica sui prodotti e la paga solo il consumatore quando acquista, non è un’opinione.
            Comunque t’invito a considerare metodi fiscali alternativi, per esempio la fiscalità monetaria, che è semplice da attuare perché alla portata delle tecnologie che abbiamo a disposizione. Il prelievo fiscale consisterebbe in una semplice trasmissione di dati, in uscita dal circuito bancario, in ingresso nelle casse erariali.

          • 8 Gennaio 2015 alle 17:52
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            Scusa Giusy, sono imprenditore da sempre… Certo che è la differenza, ma è tanta roba… Qui bisogna semplificare il quadro sopratutto essere sovrani monetariamente! Le soluzioni nel senso che indichi sono tante, ma la fiscalità, credimi, col post c’entra poco e diventerà una priorità solo a condizioni diverse, molto diverse dalla situazione di schiavitù odierna.

          • 8 Gennaio 2015 alle 18:14
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            Luigi, la materia è tecnica ma non è difficile. Quando emetti una fattura solo l’imponibile è tuo, l’IVA la aggiungi e la incassi per riversarla allo Stato, non sono soldi tuoi. Che poi tu abbia la percezione che sia “tanta roba” è dovuto alla penuria di liquidità che c’è in giro, ma questa è un’altra faccenda e se vuoi possiamo parlarne. Sulla proprietà della moneta non posso che convenire, e questa parentesi di monopolio privato sarà condannata dalla storia. Anche sul fatto che siamo schiavi mi trovi d’accordo, e per farlo hanno creato una gabbia con il sistema di tassazione e con il trasferimento di ricchezze attraverso il debito pubblico. Per attuare la forma Repubblicana devi correggere gli errori del meccanismo in cui viviamo, e se conosciamo gli strumenti costituzionali di cui servirci possiamo trasformare il sistema da esclusivo a inclusivo e porre fine a ogni forma di schiavitù.

          • 8 Gennaio 2015 alle 18:19
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            Giusy la materia la conosco!
            Per il resto io sono co-fondatore del Comitato Italiano Popolo Sovrano, in materia di costituzione e moneta, e di battaglie per la sovranità siamo in trincea da un pò… sarebbe utile poterci parlare. Intanto puoi leggere del CIPS su questo stesso sito, che è l’organo ufficiale del Comitato da inizio 2015, e sulla sua pagina facebook nazionale https://www.facebook.com/pages/Comitato-Italiano-Popolo-Sovrano-Direzione-Nazionale/223415687850718?ref=bookmarks

            Buona Liberazione!

  • 8 Gennaio 2015 alle 18:36
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    Luigi non dubito anzi apprezzo il tuo impegno, del resto le difficoltà di questo lungo periodo ci obbligano ad analizzare a fondo le questioni e a farci paladini rivendicando cambiamenti e soluzioni alternative. Le battaglie per la sovranità le fai meglio se conosci le tecniche che ti rendono schiavo. Le questioni non si possono affrontare tutte in un post e chiedo scusa se ho insistito sulla fiscalità che per me è uno dei primi errori da correggere. Scrivo di questi temi su http://www.antropocrazia.wordpress.com dove puoi trovare il mio indirizzo email, mi farebbe piacere approfondire questi temi con te.

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