C.Alessandro Mauceri

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I-banchieri-corrotti-condannati-dallIslandaE se si arrestassero i banchieri ? (come in Islanda?)

Una cosa che ha caratterizzato gli ultimi anni è che nessuno di coloro i quali aveva causato gravi crisi economiche o il crollo di gruppi bancari è mai stato neanche processato. Al massimo, come nel caso Deutsche Bank, sono state concesse delle sanzioni pecuniarie. Per non parlare degli aiuti ricevuti dalle banche in questi anni. Basti pensare ai miliardi concessi da tutti gli ultimi governi italiani e alle leggi palesemente a favore del sistema bancario (come quella che il prossimo gennaio consentirà agli istituti che versano in cattive acque spesso a causa di gestioni azzardate di scaricare le perdite sui propri correntisti). O ai continui rifornimenti di valuta corrente da parte della Bce. O a ciò che è avvenuto negli Usa dove il Congresso ha concesso aiuti alle banche (a spese dei contribuenti) per 700 miliardi attraverso il programma TARP2.
C’è, però, un paese che ha deciso di comportarsi in modo diverso. In Islanda, il parlamento ha (finalmente) capito che le banche sono aziende come tutte le altre e ha deciso di trattarle come è normale trattare qualsiasi altra impresa. Per questo ha creato un organismo di controllo finanziario per monitorare realmente il loro comportamento.
Le conseguenze sono state inevitabili: nei giorni scorsi, cinque banchieri di due tra le maggior banche nazionali, Landsbankinn e Kaupþing, sono stati condannati a pene detentive perché giudicati colpevoli di aver contribuito direttamente al crollo dell’economia del 2008. I dirigenti, secondo quanto riportato da Islanda Magazine, sono stati condannati a pene da due a cinque anni (la pena massima per crimini finanziari è sei anni, ma la Corte Suprema sta valutando di alzare questa soglia) per reati che vanno dalla manipolazione del mercato all’appropriazione indebita fino alla violazione del dovere fiduciario.

Con i questi sale a 26 il numero dei banchieri (quasi sempre dirigenti di importanti imprese finanziarie), condannati a scontare pene detentive: fino ad ora sono state emesse condanne per un totale di 74 anni di carcere, come ha riportato Jay Syrmmopoulos su www.activistpost.com.
La decisione di procedere nei confronti dei dirigenti delle banche è stata presa dopo che il parlamento islandese ha riconosciuto il rapporto di causa ed effetto tra il modo di gestire i mercati finanziari e l’economia del paese. Ad oggi l’Islanda ha dovuto pagare a caro prezzo la crisi finanziaria iniziata nel 2008. Ciò nonostante, gli islandesi sono riusciti a restituire in anticipo al Fmi i 332 milioni di dollari dovuti e ad evitare il collasso totale del sistema finanziario. Durissimo il giudizio di Olafur Ragnar Grimsson, presidente dell’Islanda: “Perché le banche sono considerate la Santa Chiesa dell’economia moderna? Perché le banche private non sono come le compagnie aeree o delle telecomunicazioni che possono andare in bancarotta se gestite in modo irresponsabile? La teoria della necessità di salvare le banche è una teoria dei banchieri a loro proprio beneficio, per poi caricare di imposte e austerità la gente. I cittadini delle democrazie liberali non accetteranno questo a lungo termine”.
Grimsson ha concluso dicendo: “Non siamo stati abbastanza saggi da non seguire le ortodossie prevalenti nel mondo finanziario occidentale negli ultimi 30 anni. Abbiamo introdotto controlli valutari, lasciamo che le banche possano cedere, forniamo supporto ai poveri, e non abbiamo introdotto misure di austerità, come quelle applicate in Europa”.
Quello dell’Islanda, purtroppo, è ad oggi un caso isolato (e non è facile immaginare per quale motivo i maggiori media europei e americani non hanno diffuso la notizia). Cosa accadrebbe se anche in Italia o in Europa, invece di concedere finanziamenti senza tenere conto delle norme comunitarie e dei bilanci in perdita, invece di concedere alle banche il potere di vendere ciò che non hanno (perché è questo che la legge prevede), invece di creare un soggetto pubblico come la Bad Bank per assorbire (e scaricare sui cittadini) il peso degli investimenti sbagliati effettuate da dirigenti e banchieri senza scrupoli, si decidesse di trattare queste aziende per quello che sono: semplici imprese a scopo di lucro? Forse non lo sapremo mai.

E se si arrestassero i banchieri ? (come in Islanda?)

C.Alessandro Mauceri

CAlessandro Mauceri

 

 

E se si arrestassero i banchieri ?

3 pensieri su “E se si arrestassero i banchieri ?

  • 8 Novembre 2015 alle 04:05
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    PERDONATEMI . Mà SONO NAUSEATO DAL POPOLO ITALIANO Sì DA QUELLA PARTE DI PECORONI CHè –SONO SIAMO BRAVI A BLA BLA BLA BLA BLABLARE !! Sì !CI LAMENTIAMO , PIANGIAMO—è POI !!??? SUBIAMO ZITTI ZITTI SENZA MAI UNA VERA REAZIONE DA POPOLI CHE SI FANNO RISPETTARE COME ALTRI POPOLI DI ALTRE NAZIONI !! AFFANCULO PECORONI !! —MENTRE I BANCARI ??!! COME SI Fà AD ARRESTARE CHI A IL POTERE DELLA MONETA ??? CON LA MONETA SI PUò TUTTO !! COMPERARE TUTTI –GLI ADDETTI ALLE LEGGI , I MAGISTRATI–ECC ECC ! LORO CON I MILIARDI POSSONO CORROMPERE –AQUISTARE DETTARE CON TUTTI !! OK !

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  • 8 Novembre 2015 alle 17:25
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    Se un altro popolo europeo a Nord delle Alpi si trovasse nelle condizioni preoccupanti della società italiana, certamente si vedrebbero alcuni fra i seguenti possibili sviluppi sociali :

    – un gruppo numeroso di cittadini, creato via Internet, discuterebbe e concorderebbe la necessità urgente di rivolgersi al presidente della Repubblica al fine di :
    – a) ottenere da lui subito l’applicazione professionale della costituzione e delle leggi nei rigurdi di tutti i cittadini ; b) identificare, nell’ambito di un’alleanza di categorie professionali e sociali, che chiedono Crescita economica e progresso e con l’aiuto di esperti neutrali, le cause della débacle del sistema Italia in termini sociali ed economici ; c) le categorie professionali e sociali che vogliono il progresso del Paese, attualmente entrati in una spirale di decadimento sociale, economico e mentale testimoniato sia dall’opinione di autorevoli Italiani, che dalla storia recente e da ripetuti fallimenti di programmi politici, generatori di sprechi, delusioni e perdite di opportunità ; d) con il contributo di storici neutrali e di esperti sociali europei, si identificherebbero le ragioni storiche, corruttive e sociali che hanno portato il sistema Italia, dal dopoguerra in poi, alle seguenti rovinose condizioni sociali :

    (continua)

    L’Espatriato

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  • 9 Novembre 2015 alle 16:35
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    Credo sia arrivato il momento, che un gruppo di cittadini ONESTI formino un tribunale popolare per processare quei Giudici che hanno emesso sentenze dubbiose da parte dei condannati.

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