FILOSOFIA DELLA RIFORMA ELETTORALE SU BASE REGIONALE

di Gabriele Garzoli

democraziaUna vera democrazia deve esprimersi attraverso le pari opportunità ed è per questo che nel rispetto di tutte le idee politiche, siano esse rappresentative di una categoria che di un partito movimento, che nella ricerca fatta a suo tempo, contemplai la possibilità di far confluire in due o più contenitori una serie di forze omogenee. Si è sempre parlato a sproposito di maggioritario facendogli indossare un abito che gli andava molto stretto.
Non è detto che necessariamente debba sfociare in un bipolarismo rigido e che i soggetti che non si allineino a questa riforma siano destinati a scomparire. Potrebbe benissimo nascere un terzo e un quarto polo destinato a crescere e a diventare leader del momento pur avendo una percentuale limite intorno al 28%.
Nel gioco delle parti una maggioranza relativa ha certamente un valore enorme e allora perchè non dare la possibilità di governare ad una realtà omogenea qualificata?
In funzione di questo concetto ho introdotto il bonus correttivo applicabile solo ad un sistema maggioritario. Inoltre contemplai la ripartizione delle regioni in più circoscrizioni in relazione al numero degli eletti ad essa riservata.
La divisione in collegi uninominali molto piccoli. Per fare questo ne ho previsti a volte il doppio dei candidati di modo che la competizione elettorale rispecchi esattamente la volontà delle persone di premiare l’esponente più accreditato e conosciuto, inoltre per evitare i cosiddetti collegi blindati nei quali si presentavano da una vita le stesse persone.
Devo aggiungere che le compagini che non intendono o non vengono annoverate in una alleanza organica sono tenute ad esprimere un loro gradimento per uno dei poli in lizza e dando questo apporto esterno possono diventare determinanti.
Qualora non lo facessero si autonominerebbero polo autonomo. Il minimo per essere ammessi alla distribuzione dei deputati e dei senatori è del 5%
All’interno di una maggioranza organica non esiste sbarramento e la ripartizione degli eletti viene fatta in funzione dei voti acquisiti col sistema D’HONT.
Altrettanto dicasi per la minoranza. Inoltre tutti i partecipanti presenteranno liste autonome che porranno fine all’immonda spartizione delle candidature.
Converrete che questo aspetto proporzionalista possa soddisfare quanti temano di essere estromessi dalla competizione perchè piccoli partiti. Questo sistema certamente tende a favorire le aggregazioni allargate inizialmente, ma in seguito la partita si giocherà in funzione dell’omogeneità.
I partecipanti devono essere residenti nella regione o nelle regioni attigue.
Verrà introdotto la clausola Recall qualora l’eletto non partecipi al 50% delle sedute o venga condannato in primo grado per truffa, evasione, tangenti relativi all’amministrazione pubblica.
Rivendico la paternità di questa riforma in quanto intende rappresentare il movimento Pensionati e invalidi nel quale milito.
Mi auguro che l’invito ad elaborarla in modo definitivo venga raccolto da quelle forze politiche che esprimono onestà mentale nei confronti della vera sovranità popolare

Gabriele Garzoli

Gabriele Garzoli

FILOSOFIA DELLA RIFORMA ELETTORALE SU BASE REGIONALE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.