Funerale Casamonica- il cinismo politico del Cinquestelle

di Alfredo Cosco

Maschere

In merito ai funerali dei Casamonica, svoltisi il 20 agosto, e che tante strumentali polemiche ha suscitato, tra i più drastici ci sono stati i Cinque Stelle.

Grillo ha scritto sul Blog

“Dopo il funerale di Vittorio Casamonica, il Movimento 5 Stelle denuncerà il ministro Angelino Alfano e il sindaco di Roma Ignazio Marino per chiedere loro il risarcimento per i danni di immagine, decoro e reputazione subiti a livello nazionale e internazionale. Con il funerale show di Vittorio Casamonica l’immagine di Roma e dell’Italia sono irrimediabilmente compromesse, sfregiate e umiliate dall’ennesima manifestazione palese e arrogante della presenza della Mafia nella Capitale”.

Il Movimento Cinque Stelle in un comunicato ha detto:

“Il funerale del boss Casamonica è stato un vero insulto a tutti i cittadini onesti di Roma, ma anche ai cittadini italiani. Un’ostentazione di potere squallida che offende il convivere civile. Sconcerta il coro di proteste politiche: hanno dovuto vedere gli uomini con la coppola per capire quanto sia grave la situazione a Roma, ma fintanto che erano infiltrati nelle istituzioni non solo non vedevano ma giustificavano. Gabrielli si indigna, eppure la sua relazione non vuole lo scioglimento per mafia di Roma. Marino si indigna, ma come sempre solo il giorno dopo, perché prima non ha visto né sentito. Orfini si indigna, mentre la magistratura ha arrestato uomini del PD per collusione. Infine si indigna Alfano, il peggior ministro dell’Interno di sempre, che il 27 agosto dovrà relazionare sullo scioglimento per mafia di Roma: che cosa farà, dirà ancora che non c’è mafia, che non ci sono infiltrazioni o avranno bisogno di un altro funerale per capire chi comanda per davvero nella capitale d’Italia?”.

Andando ai Cinque Stelle della Commissione antimafia:

“Le scene di ieri nella Capitale hanno scavato una ferita profonda nella coscienza degli onesti. Lo Stato appare inerte, impreparato, colto di sorpresa. Perché nessuno si è indignato per la richiesta di scioglimento per mafia del comune di Sacrofano, comune alle porte di Roma? Perché nessuno si rende conto che Mafia Capitale ha condizionato e sta condizionando non solo il territorio comunale di Roma ma anche di molti altri comuni limitrofi? Siamo gli unici che si rendono conto della gravità della situazione, non abbiamo bisogno di vederli in mezzo alla strada gli uomini con la coppola per capire quanta mafia ci sia. Se la politica è così indignata, il 27 agosto Alfano e Renzi devono sciogliere il comune di Roma, e Marino potrebbe avere un sussulto di dignità e dimettersi siccome non sa mai nulla di cosa succede nella sua città, neanche di un elicottero che gira lanciando petali di rosa”.

La deputata Cinque Stelle Roberta Lombardi, in merito alla contro-manifestazione contro la mafia organizzata dal Pd a piazza Don Bosco (e che è stata effettivamente una cosa patetica), ha dichiarato:

“Sono davvero incazzata, questa manifestazione è solo una pagliacciata, il massimo del grottesco. Noi del M5S non partecipiamo, perché abbiamo paura di camminare accanto a qualcuno del Pd che magari domani può essere arrestato. Con loro non sai mai chi sarà il prossimo ad essere preso, bisogna dargli poca confidenza. Non voglio affezionarmi a nessuno del Pd, altrimenti rischio da un momento all’altro di andargli a portare le arance in galera“. E accusa: “Quelli del Pd , hanno chiamato tutti quelli a loro affini, compresi i sindacati, obbligandoli a manifestare per fare numero. E mi dispiace molto. Manifestano contro la mafia a Roma quando la mafia a Roma ha come referente politico, in questo momento, proprio il Pd romano”.

Alla luce di queste citazioni, possiamo farci delle domande. Ha davvero senso denunciare Marino per una vicenda del genere?
E davvero le inchieste degli ultimi tempi possono essere un motivo per chiedere lo scioglimento del comune? Magari sì, ma se ne è così sicuri?

Il Cinque Stelle gioca (tra le altre cose) sul discredito di cui gode la classe politica; discredito per il quale ogni volta che tuoni contro un partito o un’amministrazione, specie di un certo livello, avrai sempre il consenso. Discredito che naturalmente è fondato su fatti reali, ma che porta a “forzature” per le quali la “classe politica amministrativa” diventa parte di un calderone indistinto, dove non ha veramente importanza se quella data inchiesta è fondata o meno, se quella determinata persona sia colpevole o meno o se i dati che la “incastrano” siano così incontestabili.

“Quelli là” sono sempre sbagliati, il PD fa sempre schifo (come gli altri patiti) e quindi fanno schifo “tutti” i membri del PD (e degli altri partit), corruzione e mafia sono sempre. Di fronte a ogni inchiesta non si tenta mai di valutare nel merito, ma è sempre cavalcata .. “ecco la prova che c’è la Mafia anche a …”. Ogni attacco è sacrosanto, ogni richiesta di dimissioni sempre giusta. E chi si scatena contro gli ennesimi politici marci ne esce sempre bene. Sono approcci mediatici collaudati. Chi passa all’attacco, specie in questioni che coinvolgono l’illegalità politica amministrativa, cerca di farlo nel modo più lapidario possibile. Chi riceve l’attacco si trova spesso sulla difensiva e deve muoversi tra mille arzigogolii linguistici, ammissioni di errori ma affermazioni di innocenza, premesse e contro premesse. Per cui in genere ne esce male, come il classico esempio di membro della casta che parla in politichese.

Ogni volta che si presenta l’occasione giusta, ogni volta che gli eventi ne danno l’opportunità, si può allora dire..”vi denunciamo”.. “mafiosi”.. “ladri”:. “tutti a casa”.. sapendo che generalmente si verrà apprezzati per questo, e vi sarà ulteriore discredito per chi riceve tali attacchi.

Chi andrà a vedere se in quel caso la polemica che si monta è giusta?

C’è un ritorno di immagine, si capitalizza consenso, si avanza nelle intenzioni di voto. Questo è l’importante.

Ed ogni “forzatura”, è proprio il caso di dirlo “val bene una messa”.

Andiamo al comunicato del Movimento Cinque Stelle, al punto in cui è scrittoavranno bisogno di un altro funerale per capire chi comanda per davvero nella capitale d’Italia”.

Ma davvero ci sono elementi sufficienti per trarre da un funerale come quello di Vittorio Casamonica elementi per capire chi comanda davvero a Roma?
Davvero quel funerale è una delle prove del dominio della mafia sulla capitale.

Pare sostanzialmente sicuro che i Casamonica abbiano tramite pratiche criminali conquistato un certo controllo del loro territorio ed una capacità di influenza; e che tra le loro pratiche ci siano cose immonde come l’ “usura”. La certezza però su quanto sia forte ed esteso questo controllo e la loro capacità di influenza non può averla però quasi nessuno. Perché fino a pochi giorni fa quasi nessuno in Italia conosceva i Casamonica. E anche le inchieste su di loro sono relativamente recenti. I Casamonica possono essere definiti “mafia”? La parola mafia viene spesso usata per intendere ogni contesto criminale con un minimo di organizzazione. Magari i Casamonica ad attenta analisi potrebbero essere inquadrati come “gruppo mafioso”; ma io starei attento all’utilizzo indiscriminato di un termine che ha comunque delle sue peculiarità.

L’uso o non uso della parola “mafia”, non vuol dire che una realtà criminale non sia criminale, ma ci invita a non dare per scontato che, sempre, in ogni occasione, l’epiteto peggiore e più “emotivamente carico”, sia quello da utilizzare.

Dando per scontato che ci troviamo di fronte ad una realtà criminale, bisogna però anche stare attenti nella scorciatoia che possa portare a considerare tutto il mondo Casamonica come un mondo di capi e sottocapi dediti al crimine. Magari è così. Ma, se invece le cose fossero più complesse? Conosciamo quella realtà in tutte le sue sfaccettature?
Comunque, ripeto, dando per scontato l’azione criminale dei Casamonica e che questa famiglia sembrerebbe esercitare un certo potere di controllo su una parte del territorio romano, va capito se è corretto il salto logico che da un funerale pacchiano e  contestabile per la sua ostentazione scenica .. porta alla prova che Roma è comandata dai “mafiosi”. Un conto, e legittimo, sarebbe parlare di errori di gestione, di incapacità amministrative, di funzionari che non hanno fatto quello che avrebbero dovuto fare.. si potrebbe anche supporre che qualcuno, specie ai livelli locali, ha volutamente chiuso un occhio.. ma altra cosa è far passare un funerale di quel tipo come “prova” di un potere mafioso generalizzato. Un potere mafioso che sarebbe –attenzione a questo punto- ”su tutta Roma”. Perché le tirate indignate trasmettono l’immagine di un potere quasi sconfinato sull’intera città di Roma, e non di un controllo su qualche parte specifica della capitale..

Ma è davvero così?

Anche collegandoci alle inchieste di questi ultimi tempi, e analizzandole con un pò di attenzione, le preoccupanti infiltrazioni e azioni illegali che sembrerebbero emergere da esse, possono essere viste come la “pistola fumante” che l’intera Roma è un protettorato mafioso? E questa pistola fumante può darla un funerale di questo genere? Io credo che alla seconda domanda non si può dare risposta affermativa. Nel caso della prima, magari la si può dare, ma anche vedo poca volontà di capire fino in fondo, e tanto desiderio di dipingere il quadro più fosco e teatralmente drammatico possibile.

Andiamo adesso ad alcune delle dichiarazioni della Lombardi, precedentemente citate. Riprendo un passaggio .

“Noi del M5S non partecipiamo, perché abbiamo paura di camminare accanto a qualcuno del Pd che magari domani può essere arrestato. Con loro non sai mai chi sarà il prossimo ad essere preso, bisogna dargli poca confidenza. Non voglio affezionarmi a nessuno del Pd, altrimenti rischio da un momento all’altro di andargli a portare le arance in galera”.

In una frase come questa c’è un mondo.
C’è l’ironia sprezzante di chi si considera parte di una sorta di specie eletta che può guardare con sovrano sarcasmo un mondo dove l’appartenenza politica (in questo caso il PD) è a prescindere appestamento e contaminazione.

Intendiamoci bene io sono l’ultimo ad amare il Pd. Credo che Il Pd e gli altri partiti storici hanno fondamentalmente svenduto il nostro paese all’UE e al potere bancario e finanziario internazionale. Io non ho alcuna fiducia in quello che partiti come questo rappresentano.

Ma altra cosa è passare da una critica generale all’inevitabile marchio di infamia che ogni singolo appartenente ad un dato mondo politico, ad esempio anche l’assessore comunale PD di Caccuri, non può non avere. La persona concreta non può scomparire, pur col giudizio negativo che si può avere sul suo essere parte di un mondo che, in generale, si contesta. Altrimenti è facile arrivare verso alcuni ad una forma di “purezza collettiva” a prescindere, dove si blocca ogni possibilità di accusa e critica concreta verso la singola persona; e per altri ad una forma di “responsabilità collettiva” a prescindere, dove la condanna verso il singolo è sempre giustificata.
Il disprezzo umano generalizzato si accompagna  -e questo è più sottile- ad una acritica accettazione delle azioni dell’apparato giudiziario; accettazione che è tipica del giustizialismo spinto. L’arresto in sé diventa come l’eucarestia per il cattolico praticante; un atto in sé benefico. Gli arresti (di esponenti della politica e dell’amministrazione) si applaudono sempre. Per gli arresti si gode in una forma di masturbazione legalitaria. Ci si schiera a prescindere dalla parte delle procure.
Anche qui c’è furbizia. I politici e gli amministratori sono ormai ampliamente sputtanati per l’immaginario collettivo. La gente apprezza il vederli finire in galera. Chi cavalca ogni operazione giudiziaria ha comunque un ritorno di immagine. Ed inoltre –qualcuno può avere pensato- appoggiare la macchina giudiziaria sempre e comunque nelle sue inchieste più spettacolari,  può diventare, a futura memoria,  un mezzo di autotutela. Qualcuno potrebbe credere che “conviene” fare così, che la magistratura potrebbe diventare più morbida nei suoi confronti di un movimento generalmente acritico verso il suo peraltro.

Di fronte a tutto questo, perché prendersi la briga di avere un dubbio?

E qui non si sta contestando questo o quell’arresto. E non si vuole contestare questa o quella inchiesta. Ci sono inchieste sacrosante e arresti dovuti.
Qui si descrive un approccio, un atteggiamento, una modalità di azione e anche di pensiero.
Da una parte c’è tutto il grumo politico considerato marcio e corrotto. Dall’altra il Cinque Stelle che ambisce all’affermazione politica, a diventare la nuova stella del firmamento, con le vesti di una qualità morale anni luce superiore a quella di tutti gli altri.  Di fronte ad inchieste ed arresti che fare allora? Naturalmente godere e applaudire.
E se domani arresteranno 40 persone al comune di Milano, non ci si chiederà se l’inchiesta e gli arresti sono fondati, ma si applaudirà e si gongolerà da una parte pensando al ritorno politico e dall’altro compiacendosi nel ruolo di fustigatori. Sprezzantemente, le persone, inquisite e arrestate,  scompariranno come individui. Sono già colpevoli, sono già marci, sono già condannati.
Ma una posizione di questo tipo è davvero “antipotere”? Anche quando vi è un sostanziale appoggio acritico al potere giudiziario?

Ritorniamo alla Lombardi e alle sue parole di sarcastico disprezzo.

Affermazioni come le sue sarebbero poco felici anche se venissero da un mondo di purezza incontaminata. Anche perché la purezza incontaminata quando diventa autocompiacimento e arroganza morale, fa davvero preferire tanti “peccatori” che almeno non si  mettono su piedistalli e non pontificano.

Tuttavia se vi fosse un mondo di purezza e intransigenza assoluta alle spalle, vi sarebbe in un Savonarola almeno una coerenza. Sarebbe, se non altro, un Savonarola.
Ma quando i fustigatori non hanno mai avuto nulla da ridire sulle illegalità e le magagne del proprio mondo, non abbiamo né nuovi Savonarola né vera coerenza.

Questi stessi fustigatori  non hanno mai avuto nulla da ridire sul potere enorme che la Casaleggio Associati ha sulla vita del Cinque Stelle.  
Non hanno avuto nulla da ridire sui profitti che la Casaleggio Associati trae dalla gestione del blog e di siti affini.
Non hanno avuto nulla da ridire quando Parlamentari Cinque Stelle sono stati espulsi dal movimento in violazione delle stesse regole del Cinque Stelle. Parlamentari come Stefano Iannuzzi, Paola Pina, Massimo Artini. Non hanno avuto nulla da ridire sull’immonda sceneggiata (basata in parte anche su dati di partenza falsati ed equivocati) che portò all’espulsione dei parlamentari Bocchino, Campanella, Orellana.  
Non hanno avuto nulla da ridire quando nel territorio più di mille persone si sono ritrovate espulse, senza alcuna tutela, senza alcuna possibilità di difesa, senza alcuna formalità, semplicemente sbattuti fuori dalla mattina alla sera.
Non hanno avuto nulla da ridire su una piattaforma meet up che è collegata alla Meetup In, e che porta annualmente profitti a una corporation americana partecipata da autentici squali economici.
Non hanno avuto nulla da ridire quando il c.d. “direttorio” è stato catapultato dall’altro.
>Non hanno avuto da ridire su molte altre cose che avrebbero meritato parole forti e chiare.

O le parole forti e chiare valgono solo verso coloro che non pregiudicano la propria corsa verso il potere, la propria carriera politica?
Se sei così liquidatorio verso tutto e tutti, allora devi essere, per prima cosa, impeccabile tu stesso, e pretendere l’impeccabilità dal tuo mondo.

Quando mai persone come la Lombardi (e vari altri esponenti di primo piano del Cinque Stelle) hanno espresso una critica forte verso la Casaleggio Associati? Quando mai hanno difeso un loro collega illegalmente espulso o hanno preso parola sulle tante persone fatte fuori, illegalmente, nei territori?

E allora, qui di onesto c’è ben poco. Qui c’è cinismo. L’eterna forma di cinismo politico che vive di…

Quelli che adesso danno lezioni di morale,  dove erano e dove sono quando illegalità e manipolazioni avvengono al proprio interno? Torniamo alla vecchia e intramontabile pratica cinico-politica della “doppia morale”, del “due pesi e due misure”.

Alfredo Cosco

Alfredo Cosco 2

Funerale Casamonica- il cinismo politico del Cinquestelle
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3 pensieri su “Funerale Casamonica- il cinismo politico del Cinquestelle

  • 14 Settembre 2015 alle 21:01
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    Ho letto tutto e non condivido il lungo e ingarbugliato ragionamento …. dico solo poche cose….”VOGLIAMO METTERE LA LANA CON LA SETA??” si suol dire…. Guardiamo le pagliuzze negli occhi dei 5 stelle e non le travi negli occhi di tutti gli altri ???? Chi dimostra che i Casaleggio Associati hanno tutto questo potere sul M5S e tutti questi guadagni e se pur fosse… che ben venga…. è un guadagno lecito… inoltre… “parole di sarcastico rispetto???” della Lombardi ?? non direi…. e poi… LA MIGLIOR DIFESA è L’ATTACCO e ognuno usa le proprie strategie… importante non danneggiare gli altri…. “MA DI CHE COSA VOGLIAMO PARLARE,anzi arzigogolare????… “LA NUOVA STELLA NEL FIRMAMENTO ???” e perché no ??? perché non dare questa opportunita???? -l’abbiamo data a cani e porci !!!!!! e ora vogliamo ARZIGOGOLARE ???? i fatti parlano… tutto il resto sono parole al vento…. Buona Vita e scusatemi…

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  • 16 Settembre 2015 alle 20:04
    Permalink

    Mi spiace ma non condivido ,è chiaro che il movimento non è perfetto,non lo sarà mai per la semplice ragione che siamo noi imperfetti.Ha dimenticato la vicenda Montanari e il microscopio a parer mio piu criticabile.
    Puntualizzare sempre sulle forme delle dichiarazioni è alquanto deviante,non risolve nulla crea solo malumore.
    Un consiglio sia piu breve ed incisivo nei contenuti ma è solo un mio parere.Ricordi,il movimento stà compiendo un’opera importante ed è il ricanbio della classe politica e la sua rotazione,fondamentale per scardinare le lobby ,collusioni ecc.non ultimo l’onestà
    Stia sereno forse rivedremo le stelle buon vento

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