Genialino Alfano ha paura di madame Le Pen

girano

di Augusto Grandi

AlfanoD’accordo, Genialino Alfano non è mai stato particolarmente apprezzato per le sue grandi idee, per le analisi approfondite, per il suo intuito fulminante. Però è davvero deprimente che, da ministro degli Interni, non riesca a valutare il disastro dell’immigrazione clandestina, degli sbarchi continui, della criminalità dilagante se non dal punto di vista dei rischi di un successo di Marine Le Pen. Magari qualcuno dovrebbe spiegare a Genialino che madame Le Pen è candidata in Francia e non in Italia. E che gli sbarchi avvengono, senza soluzione di continuità, sulle coste italiane e non francesi. Quasi sempre nella sua Sicilia e dovrebbe sapere, Genialino, che la Sicilia non è la stessa cosa della Corsica. Macché. Se l’Europa non si muove sull’immigrazione in Italia, dice Genialino, fa il gioco della Le Pen. Nel senso che i francesi premieranno il Fn perché sceglie una politica totalmente diversa rispetto a quella italiana. Mica male come valutazione. Vuol dire che i cittadini, quando non sono ancora diventati sudditi come è invece successo in Italia, scelgono chi li rappresenta meglio, chi li tutela, che garantisce la difesa degli interessi del proprio popolo, delle sue identità, delle sue tradizioni, della sua cultura. Ma per Genialino i francesi dovrebbero vergognarsi. Dovrebbero applaudire alla non politica del governo del burattino Matteo. “Ci faremo carico della sicurezza dei cittadini e dell’accoglienza”, assicura Genialino. E si vedono i successi di questa politica della sicurezza. Omicidi, furti, spaccio, prostituzione. Vai con la sicurezza. Meno male che ci sono i giornali di servizio a nascondere le notizie, a raccontare una realtà parallela. A Torino due marocchini vengono assassinati a coltellate. Probabilmente, racconta la Busiarda, si tratta di un regolamento di conti tra parcheggiatori abusivi. Il racket degli ospedali. Perché le due vittime chiedevano soldi a chi andava a trovare amici e parenti ricoverati. Dopo aver regolarmente pagato il parcheggio, doveva anche pagare gli abusivi. Un comportamento odioso, proprio perché vuol dire approfittare della disperazione di chi corre in ospedale certo non per divertimento. Ma per la Busiarda, il quotidiano degli Elkann-Agnelli, le vittime era sempre sorridenti. E incassavano soldi non per la paura degli automobilisti di ritrovarsi con la vettura danneggiata, ma per la simpatia degli abusivi. E ovviamente non mancano le dichiarazioni di chi sostiene che solo i razzisti possono uccidere due sorridenti parcheggiatori abusivi. Ecco, Genialino non lo sa ma sono gli articoli di questo tipo a far crescere i consensi per madame Le Pen. Questa ipocrisia a senso unico, questo permissivismo costantemente a danno degli italiani. Dov’erano gli uomini di Befera? Perché non riscuotevano le tasse sugli introiti di questi signori? Ah no, loro sono abusivi. Possono minacciare, incassare, guadagnare liberamente. E chiedere anche un sussidio pagato dai cotnribuenti italiani taglieggiati dai parcheggiatori e da Equitalia.

Augusto Grandi girano

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