Grazie a Berlu, Renzi vola nei sondaggi

girano

di Augusto Grandi

Italiani ingrati. Il povero Berlu è impegnato, da mesi, a far campagna elettorale a favore del burattino Matteo e cosa fanno questi maledetti italiani? Ascoltano Berlu e, nei sondaggi Ipsos, fanno volare Matteo ed il Pd. Penalizzando Berlu e la sua Forza Italia. Non doveva andare così, secondo i geniali strateghi di Berlu (fidanzata, Dudù e pochi altri). I furbetti di Arcore pensavano che, sostenendo Matteo, avrebbero acquisito meriti da trasformare in consensi e voti. Berlu che, in nome dello senso dello Stato, applaudiva ogni scemenza del burattino, avrebbe visto i sondaggi registrare consensi sempre crescenti. Sino a poter governare da solo. Magari offrendo una poltroncina anche all’amico matteo. E invece niente. Per Ipsos, infatti, non solo il Pd vola verso un risultato straordinario, ma crescono anche i 5 stelle di Grillo. Nonostante gli attacchi continui da parte dei media di servizio, nonostante la pochezza dei suoi candidati, Grillo si rafforza. E stacca, sempre più nettamente, Forza Italia. Ed allora Berlu, Dudù, fidanzata e Brambilla corrono ai ripari. Con slogan durissimi? Ingaggiando una battaglia all’ultimo sangue? Macché. Con toni soft, rivolgendosi ai moderati che, con moderazione, si stanno dirigendo verso le fila di Matteo. Con una battaglia, moderata, per gli animali e con una, in secondo piano, a favore degli anziani. Una sorta di ammissione: il futuro non appartiene a lui né alla sua squadra di famiglia. Intanto le sue reti tv continuano ad osannare il burattino, forse in cambio di una clemenza giudiziaria che non ci sarà. Berlu porterà alla rovina Forza Italia sperando che l’affaire Ruby si sgonfi. Ma quando non avrà più un partito da sacrificare in cambio di un’assoluzione, la condanna arriverà senza alcuna possibilità di salvezza. Salverà, forse, l’impero tv in mano ai figli. Ma rinunciando a far parte della Storia e rinunciando persino ad essere un elemento di satira. Eppure, secondo Ipsos, il centrodestra non sarebbe messo malissimo, nel suo complesso. Perché la caduta di Forza Italia sarebbe in parte compensata dalla crescita, modesta, degli altri partitini. Mentre il burattino, con la crescita del Pd, annienterebbe Scelta Civica. D’altronde del partito montiano ci si ricorda solo al momento dei sondaggi, sempre più negativi. In tanti, senza avere qualità, sognavano di fare i generali del Grigiocrate Monti: si ritroveranno a casa e cercheranno ospitalità in qualche altra formazione. Ma non dovrebbe andar molto meglio alla sinistra di Tsipras, secondo i sondaggi ben al di sotto della soglia minina per andare al Parlamento europeo. Un segnale evidente di una crisi ormai decennale di una sinistra che non sa parlare al popolo. Che ha sacrificato la sua gente in nome di battaglie vecchie di quasi centanni e di nuove scelte politicamente corrette ma sempre più lontane dai bisogni di chi non fa parte della gauche caviar. La sinistra che insulta i populisti è una sinistra che ignora il popolo. Che guarda agli immigrati perché si rifiuta di guardare ai disoccupati italiani che han perso il lavoro, o non l’hanno mai trovato, proprio grazie a questa politica a favore dell’immigrazione. Ma, in Italia, nessuno vuole l’etichetta di populista. La rifiuta la coppia Berlu-Dudù, la rifiuta il centrodestra, la usa malissimo la destra. E Matteo gode.

Augusto Grandi girano

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