Grillo ed i grillini: miracolati senza riconoscenza

di Augusto Grandi

girano

grilloLa gratitudine non fa parte delle regole della politica. D’altronde l’uccisione, metaforica, del padre è indispensabile per crescere, per diventare indipendenti. Con un’avvertenza: per uccidere il padre e prenderne il posto servirebbero alcune doti. Quelle che mancano alla maggior parte dei grillini che han deciso di partire all’assalto del “padre” Grillo e dello zio Casaleggio. Si leggono i nomi dei dissidenti duri e puri e si resta ogni volta con la medesima domanda: ma chi sono costoro? Tommaso Currò, che invoca le dimissioni di Grillo, chi è? Da dove arriva? Quali competenze ha? E, soprattutto, perché è stato votato? In Italia i frazionisti, gli scissionisti, non è che abbiano avuto molta fortuna. Certo, Mussolini ha abbandonato i socialisti e lo stesso han fatto i comunisti. Ma un perdente nato come Bordiga, a confronto con i leader di oggi a partire dal burattino, sarebbe un gigante, un genio della politica. Questi, invece, si fanno eleggere succhiando la ruota al leader, leccano sino a quando vince e poi, improvvisamente, di fronte ad una battuta d’arresto si scoprono fini politici che cercano visibilità e ruolo. E non solo tra i pentastellati. Qualcuno ricorda il naufragio del sub Fini? Quello con il ditino alzato davanti al suo padrone Berlu mentre cercava un altro padrone? Sparito. Ed il povero Mauro, fuoruscito da ogni dove, che farà adesso? E il flop del figliol prodigo Alfano? O lo zero virgola Tabacci? All’ombra del padrone, tutti si sentono potenziali statisti. Poi vanno a navigare in mare aperto e nessuno va a recuperarli quando naufragano. Condannati all’oblio. Come è giusto che sia. Perché, quando stavano all’ombra, preferivano dormire piuttosto di lavorare, di studiare, di conoscere territori ed elettori. Gente miracolata, eletta con un pugno di voti, ora si erge a grande stratega. Sperando, forse, che il burattino si accorga di loro, li recuperi dalla scialuppa di salvataggio e li imbarchi sul transatlantico del Pd. C’è posto per tutti. Beh, non è proprio così. Il Pd difficilmente ripeterà un simile exploit e, anche se ci riuscisse, dovrebbe comunque garantire posti alle correnti interne improvvisamente rimpolpate, agli alleati di Scelta Cinica senza più partito, alle frange di Ncd in fuga sperando in una rielezione al servizio del burattino. Magari anche qualcuno della sinistra (quella vera) consapevole che con Vendola, e con le nuove regole elettorali, non si va da nessuna parte. Un affollamento senza pari. E davvero gli anonimi grillini pensano di trovare posti liberi? Un sottosegretariato per i Currò che si presenteranno? Grillo dovrebbe spiazzarli tutti, regalando loro il movimento e rifacendolo con un altro nome e, soprattutto, con altre persone. Più preparate, più credibili e, magari, più riconoscenti.

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