I barbari alle porte, sperando nei nuovi padroni

di Augusto Grandi

girano

distruzione culturaUn Paese che ha una memoria storica limitata ad una sola data, quella della sconfitta di 70 anni or sono, e’ giusto che non abbia un futuro. Nessuna radice, nessun domani. Ed andrà sempre peggio, con i tentativi di ridurre progressivamente lo studio, a scuola, di tutto ciò che ha fatto grande non solo l’Italia ma pure l’Europa. E non è un caso che anche i cerebrolesi ministri francesi stiano tentando di eliminare lo studio del greco e del latino. Perché studiando il latino e la storia di Roma c’è il rischio che qualcuno scorta le analogie con la situazione attuale. L’invasione di clandestini assomiglia sempre di più alle invasioni barbariche che misero fine all’impero romano ed alla civiltà romana. Un potere centrale imbelle, corrotto, una popolazione di debosciati che affidava agli altri la propria difesa, un cristianesimo che minava dalle fondamenta la cultura e le leggi dell’impero. La religione monoteista, dell’intolleranza, aveva cancellato il politeismo aperto, tollerante, in grado di coinvolgere gli dei delle popolazioni dell’impero. Distrugge la cultura imperiale per ripartire, secoli dopo, con l’imperialismo che è cosa del tutto diversa. Intanto i barbari premevano, entravano, dominavano. Distruggendo monumenti, così come – non andrebbe dimenticato – avevano già fatto i monoteisti cristiani, per cancellare la memoria delle divinità del passato. Qualcuno nota similitudini con la situazione attuale o con quella che ci stanno preparando? Una differenza, indubbiamente, esiste. Noi non viviamo nell’impero, ma in un Paese senza passato, perché ha preferito cancellarlo. Un Paese che sopravvive nel quotidiano, incapace di sognare un futuro che non sia quello della sottomissione. Sperando solo che i nuovi padroni, i nuovi barbari, non siano i tagliagole dell’Isis ma gli eredi dei grandi architetti dell’Andalusia e della Sicilia araba. Ma chi vive sperando, spesso muore disperato

di Augusto Grandi

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I barbari alle porte, sperando nei nuovi padroni
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4 pensieri su “I barbari alle porte, sperando nei nuovi padroni

  • 7 Maggio 2015 alle 16:48
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    non ci saranno nuovi padroni , loro saranno i nuovi padroni . solo che la gente come me li truciderà prima che loro arrivino fino a casa mia . vedi caro giornalista , io ho messo in bella vista un disegno di cristo , e se sarà necessario metterò una croce sul tetto della mia auto . ho letto che in francia hanno tolto le croci dai campanili . bene io no , io la metto anche se non sono cattolica , ma semplicemente cristiana . conosco la nostra storia , da quella antica alla moderna , e di 70 anni fa mi frega niente perché la racconta napolitano che è un bugiardo come i suoi leccapiedi di comunisti .

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    • 7 Maggio 2015 alle 16:56
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      Signora Eleonora, i cari giornalisti hanno un nome, cristiano, può essere usato…ehehehehhe Jak

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      • 7 Maggio 2015 alle 19:23
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        lo so , il problema è che dovrei scrivermelo , non ricordo mai i nomi , in generale , lei è una persona intelligente , e mi pare che non si offenda se la ho chiamata signore o giornalista . l’articolo lo aveva scritto lei ? altrimenti le chiedo scusa , sarò più attenta , buona serata

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        • 7 Maggio 2015 alle 20:35
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          Ogni articolo ha scritto in calce l’autore con relativa foto, la redazione conta 60 articolisti. No, non si preoccupi, nessuno si offende, è che leggere “caro giornalista” per un fiorentino è negativo… si usa “caro” con tono retorico a Firenze, tutto qua. 🙂

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