I PROTOCOLLI DEI SAGGI ANZIANI EUROPEI

di Sandro Franchini

I PROTOCOLLI: COSA SONO?

protocolliI Protocolli dei Savi anziani di Sion (Protocols of the Wise Men of Zion) sono un documento pubblicato da tal Sergei Nilus tra il 1903 e il 1905 e profetizzano la conquista del mondo, usando la promozione di false idee liberali divulgate alle popolazioni “Gentili (non ebree)” contrapposte ad un controllo totale del potere finanziario e mediatico, da parte della popolazione ebrea che consegnerà, tramite i suoi saggi anziani, tutta la sovranità ad un re supremo d’Israele che governerà per capacità apprese da apposite iniziazioni, diritto di sangue e volere divino.
Tutta la cultura occidentale considera il documento, abbreviato per comodità, I Protocolli come un FALSO STORICO in quanto si pensa sia stato redatto dalla polizia segreta zarista (Ochrana) per mettere in cattiva luce il popolo ebreo.

Non solo, una serie di articoli pubblicati sul Times di Londra nel 1921 dimostrarono che gran parte del materiale era frutto di plagio da un libro dell’autore satirico francese Maurice Joly (Dialogo agli inferi tra Machiavelli e Montesquieu).

Nonostante ciò furono molti quelli che usarono, soprattutto gli alti gradi del regime nazista, I Protocolli per alimentare l’odio e la violenza contro gli ebrei e le conseguenti sistematiche persecuzioni.
Una volta finita la guerra, una volta rivelati gli abomini nazisti, I Protocolli, almeno in occidente, furono relegati nell’oblio nonostante siano pregni di rivelazioni che definire profetiche pare addirittura riduttivo.
Ricordiamoci il “falso storico” perché più avanti ci torneremo ma intanto, senza farci condizionare da ciò, verifichiamo la natura profetica del documento.

nord AfricaI Protocolli andrebbero letti (protocolli ndr: link per scaricarli in pdf) interamente ma siccome so che non lo farete ho estratto io alcuni periodi significativi:

“Per il nostro scopo è indispensabile che le guerre non producano modificazioni territoriali. In tal modo la guerra verrebbe trasferita sopra una base economica.” [Protocolli II]

“In tutta l’Europa, e con l’aiuto dell’Europa, sugli altri continenti dobbiamo fomentare sedizioni, dissensi e ostilità reciproche.” [Protocolli VII]

monti renzi lettaPer impadronirci della pubblica opinione dovremo anzitutto confonderla al massimo grado mediante la espressione da tutte le parti delle opinioni più contraddittorie [Protocollo V]

[…] moltiplicheremo ad un punto tale gli errori, i vizi, le passioni e le leggi convenzionali del paese, che nessuno possa vederci chiaro in simile caos. Quindi gli uomini cesseranno di comprendersi a vicenda. [Protocollo V]

Sceglieremo fra il pubblico amministratori che abbiano tendenze servili. Essi non avranno esperienza dell’arte di governare, e perciò saranno facilmente trasformati in altrettante pedine del nostro giuoco [Protocollo II]

[…]noi promulgheremo le leggi che ci occorrono e le presenteremo al pubblico quali fatti compiuti. Nessuno oserà chiedere che queste leggi vengano revocate [Protocollo XIII]

BocconiLa letteratura e il giornalismo sono le due più importanti forze educative, e per questo motivo il nostro governo si accaparrerà il maggior numero di periodici. [Protocollo XII]
Abbiamo messo le nostre mani ovunque: nella giurisdizione, nelle elezioni, nell’amministrazione della stampa, nel promuovere la libertà individuale, e, cosa ancor più importante, nell’educazione, che costituisce il sostegno principale della libera esistenza. [Protocollo IX]
I rettori delle università, nonché i professori di esse, saranno preparati in modo speciale per mezzo di elaborati e segreti programmi d’azione, nei quali saranno istruiti e dai quali non potranno deviare impunemente. [Protocollo XVI]

La scienza dell’economia politica studiata dai nostri grandi sapienti ha già dimostrato che la forza del capitale supera il prestigio della Corona. Il capitale per avere il campo libero, deve ottenere l’assoluto monopolio dell’industria e del commercio. [Protocollo XV]

monsanto 2Fra breve principieremo ad organizzare vasti monopoli – serbatoi di ricchezze colossali […]
Circonderemo il nostro governo con un vero esercito di economisti. […]Saremo circondati da migliaia di banchieri, di commercianti […] ogni cosa sarà decisa dal danaro. [Protocollo VI].

[…] Ciò produrrà una società demoralizzata, egoista e senza cuore. […] La bramosia dell’oro sarà l’unica sua guida. E questa società lotterà per l’oro, facendo un vero culto dei piaceri materiali che esso può procacciarle. [Protocollo IV]

summit GreciaMetteremo in evidenza la necessità di riforme, come se siano dovute allo stato disordinato raggiunto dalle finanze dei Gentili. [Protocollo XX]

La disoccupazione è il più grande pericolo per il Governo; essa avrà servito al nostro scopo appena, per mezzo suo, saremo giunti al potere. [Protocollo XIII]

EuropaSe come me siete rimasti colpiti da come I Protocolli profetizzano quello che è successo in passato e sta succedendo in questo periodo, drizzate le antenne per il finale che vi ho riservato:
Sapete, io credo, che la moneta aurea è stata la distruzione di tutti gli Stati che l’hanno adottata, perché non poteva soddisfare ai bisogni della popolazione; tanto più che noi abbiamo fatto del nostro meglio, perché fosse congestionata e tolta dalla circolazione.

Tutte le crisi economiche da noi combinate con tanta astuzia nei paesi dei Gentili, sono state determinate ritirando il denaro dalla circolazione.
La concentrazione della produzione nelle mani del capitalismo ha prosciugato tutta la forza produttrice del popolo insieme alle ricchezze dello Stato. La moneta, al momento attuale, non può soddisfare i bisogni della classe operaia, perché non è sufficiente per tutti. [Protocollo XX]
Quando la capacità governativa di prendere in prestito è esaurita, gli interessi dei nuovi prestiti debbono essere pagati con nuove tasse; le quali non sono altro che nuovi debiti contratti per coprirne altri.
[…]
Un prestito è una emissione di carta governativa che implica l’impegno di pagare un interesse ammontante ad una certa percentuale della somma totale di denaro preso in prestito. Se un prestito è al cinque per cento, in venti anni il governo avrà inutilmente pagato una somma equivalente a quella del prestito per coprirne la percentuale […] ma il prestito resterà sempre un debito non pagato*.

*Questo è uno dei periodi in cui si nota l’evidente plagio ai danni di Maurice Joly; ecco l’originale:
« Come funzionano i prestiti? Il governo emette delle obbligazioni e si impegna a pagare gli interessi in proporzione al capitale versato. Se un prestito è al 5% lo Stato, dopo 20 anni, avrà pagato una somma pari al capitale ricevuto. Allo scadere dei 40 anni, avrà pagato il doppio, dopo 60 anni il triplo: rimanendo sempre debitore dell’intero capitale. » [Montesquieu – Dialoghi]

Il diritto di emettere obbligazioni sarà concesso esclusivamente alle ditte commerciali […] il governo non può trarre profitto da denaro preso in prestito, perché si rende debitore unicamente per spendere ciò che si è fatto imprestare. [Protocollo XX]

Ma quando la commedia è finita, rimane il fatto che vi è un grosso debito, e che per pagarne gli interessi il governo deve ricorrere ad un nuovo prestito, il quale alla sua volta non annulla il debito dello Stato; ma anzi lo aumenta. Da questo calcolo è evidente che simili prestiti […] toglieranno fino l’ultimo centesimo al povero contribuente per pagare gl’interessi ai capitalisti stranieri [Protocollo XX]

Mi sembra che qualche spunto di riflessione sia doveroso: come abbiamo già scritto I Protocolli sono considerato un falso storico ovvero:
1. Non sono stati redatti da un consiglio di savi anziani ebrei ma dalla polizia segreta zarista (Ochrana).
2. Molti passaggi sono stati tratti da un libro satirico.
Ma come ha fatto, chiunque abbia scritto l’originale, a prevedere questi, che non sono solo eventi ma un modo di vivere, di pensare e di percepire la realtà (una coscienza collettiva mi verrebbe da definirla), oramai radicato in noi sviluppatosi dal dopoguerra in poi?
Inoltre: fino a solo 10 anni fa non sarebbe bastato frequentare le migliori università di economia per reperire quelle informazioni di base che ti spiegano le storture dell’ordinamento monetario internazionale primario e secondario: storture descritte ne I Protocolli dei Savi Anziani.
Guardate che questa cosa è dura da ingoiare. C’è voluto un premio nobel dell’economia, Maurice Allais, che nel 1998 scrisse “La crisi mondiale dei giorni nostri” (la_crisi_mondiale_dei_giorni_nostri ndr: link scaricabile in pdf) per esprimere in maniera chiara e lineare quello che è ben spiegato ne I Protocolli.
Prima di Allais, a parte gli aforismi e le poesie di Ezra Pound, solo Marx fa qualche accenno alla natura truffaldina del sistema monetario e finanziario soprattutto nel LIBRO III – SEZIONE V – Cap. 33 del “Il Capitale”**.

**Lo stesso si può dire naturalmente anche per le banconote delle banche d’emissione private. Nelle sue risposte nn. 1866-1868 Newmarch ritiene che i due terzi di tutte queste banconote private (l’altro terzo deve avere una copertura metallica presso queste banche) rappresentano «una creazione di un capitale corrispondente» per il fatto che viene in tal modo economizzato l’equivalente in moneta metallica. Il profitto del banchiere può perciò non essere più elevato di quello di altri capitalisti. Rimane il fatto che egli trae profitto da questo risparmio nazionale in moneta metallica. Il fatto che un risparmio nazionale si presenti come profitto privato, non scandalizza per niente l’economia borghese, poichè il profitto in genere è comunque appropriazione di lavoro nazionale. C’è forse qualche cosa di più pazzesco dell’esempio offertoci dalla Banca d’Inghilterra per il periodo 1797-1817? Mentre le sue banconote hanno credito unicamente per il fatto di essere garantite dallo Stato, essa si fa pagare dallo Stato e quindi dal pubblico, nella forma di interessi su prestiti, per il potere che lo Stato le conferisce, di convertire questi stessi biglietti di carta in denaro e di darli poi in prestito allo Stato?
[…]
Il sistema creditizio che ha come centro le pretese banche nazionali e i potenti prestatori di denaro, e gli usurai che pullulano attorno ad essi, rappresenta un accentramento enorme e assicura a questa classe di parassiti una forza favolosa, tale non solo da decimare periodicamente i capitalisti industriali, ma anche da intervenire nel modo più pericoloso nella produzione effettiva — e questa banda non sa nulla della produzione e non ha nulla a che fare con essa. Le leggi del 1844 e del 1845 costituiscono una prova della forza crescente di questi banditi ai quali si uniscono i finanzieri e gli stock – jobbers (speculatori di borsa). [Karl Marx – “Il Capitale – LIBRO III – SEZIONE V – Cap. 33]

Già agli inizi del 1900 però Maurice Joly forniva al grande pubblico, tramite I Protocolli, un’analisi economico-finanziaria globale quanto meno da prendere in considerazione, ma, dato il discredito patito si è pensato bene di relegarla all’oblio.
Analizziamo, dunque, con le nostre limitate forze e con la dovuta umiltà questo maledetto “falso storico”.
Sono d’accordo nell’escludere un consiglio di saggi anziani ebrei come redattori del documento. I concetti espressi danno l’impressione di mettere in cattiva luce più il popolo ebraico che i “Gentili” ma più che altro ci sono grossolani errori che un rabbino ebreo non commetterebbe:
A pag 19 (protocollo VIII) leggiamo: “Questo è il motivo per cui si insegna principalmente agli Ebrei la scienza dell’economia”
Vedete, non conosco l’originale da cui I Protocolli sono stati tradotti, ma un ebreo non definirebbe mai il suo popolo con il termine “ebreo” ma bensì “israelita” (figli di Israel) o al limite “giudei” (figli di Giuda – intesa come tribù -una delle 12- che occupò in antichità la parte nord della Palestina dalla cui discendenza deriva la stirpe reale di David).
Gli ebrei, per convenzione biblica, sono i figli di Eber patriarca biblico figlio di Selach nipote di Arpacsad e pronipote di Aram il quale padre era Sem cioè il capostipite dei semiti. Da Eber e dai suoi 2 figli Ioktan e Peleg vengono fuori una quantità industriale di popoli tre cui tutti i popoli ISLAMICI; popoli che per convenzione biblica sono tutti ebrei cioè figli di Eber (Ever). Continuando nella genealogia troveremo Nachor >> Terach >> Abramo >> Isacco >> Giacobbe al quale Dio cambiò il nome in “Israel” da cui derivano i suoi figli, gli israeliti (per approfondimenti rimando ad un mio articolo di qualche tempo fa – link).
Vi assicuro dunque che un israelita, un giudeo mai avrebbe fatto riferimento ad “ebrei”, termine che comprende tenti popoli compresi gli islamici, per indicare il proprio popolo.
Esclusa quindi la redazione da parte di un consiglio di anziani ebrei analizziamo la versione accademica che indica come paternità dei documenti l’Ochrana ovvero la polizia segreta zarista, famosa per i suoi metodi repressivi a cui lo Zar aveva consesso il potere di condannare all’esilio chiunque fosse solo sospettato di attività sovversiva senza passare neanche per un regolare processo.
Questa versione stona maledettamente con la frase presente nel Protocollo XVIII, ovvero: “Quando verrà per noi il momento di prendere delle misure speciali di polizia imponendo l’attuale sistema russo dell'”Okhrana” (il più pericoloso veleno per il prestigio dello Stato) susciteremo dei tumulti fittizi fra la popolazione, […]”.
Ma come, vuoi creare lo Stato per eccellenza usando metodi velenosi per il prestigio dello Stato stesso? Difficilmente chi progetta e scrive un falso documento, atto a screditare gli ebrei, si cita paragonandosi a loro, ed in qualche modo fornisce un valido indizio per essere individuato.

Ma allora chi ha scritto I Protocolli?

UN PROGETTO DI UNITA’ EUROPEA

L'altra EuropaA maggio del 2010 è uscito il libro di Paolo Rumor, scritto in collaborazione con Giorgio Galli e Loris Bagnara, intitolato “L’altra Europa”.

Il libro sembra scritto dal peggiore dei complottisti in quanto parla di una struttura millenaria che dirige le sorti dell’umanità da tempi immemorabili.
E’ il caso dunque, per fugare ogni dubbio sulla serietà degli scrittori, fare una piccola premessa su di loro.

Giorgio Galli: ritenuto il massimo esperto italiano dei rapporti tra esoterismo e politica. Laureato in giurisprudenza, lungamente docente di Storia delle dottrine politiche presso l’Università degli Studi di Milano, i suoi lavori si caratterizzano per l’attenzione anche ad aspetti particolari sulla storia delle idee politiche, quali, ad esempio, le radici “magiche” o irrazionali che concorrono a formare l’adesione di massa a determinate ideologie politiche, soprattutto quelle di natura totalitaria.

Ha scritto vari libri sul connubio tra storia ufficiale ed esoterismo tra i quali:

“La magia e il potere. L’esoterismo nella politica occidentale”, Torino, Lindau; “La venerabile trama. La vera storia di Licio Gelli e della P2”, Torino, Lindau; “La Russia da Fatima al riarmo atomico. Politica ed esoterismo all’ombra del Cremlino”, Bresso, Hobby & Work; “Esoterismo e politica”, Soveria Mannelli, Rubbettino; “Hitler e la cultura occulta”, Milano, BUR Rizzoli; “Il golpe invisibile”, Milano, Kaos.

Loris Bagnara: architetto di professione che svolge a Faenza sua città natale. ricercatore dallo spirito eclettico, ha attinto alle discipline più diverse, coniugando gli aspetti più attinenti alla professione (architettura, geometria, meta-progettualità, archeologia) ad altri forti interessi (matematica, astronomia, fisica, geologia, storia, mito, letteratura). Ha partecipato a conferenze tenutesi nella città di Faenza sui temi dell’ufologia e della paleo-astronautica. A breve uscirà il suo primo libro: “Il segreto di Giza – La sfinge e le piramidi, un disegno planetario”

Paolo Rumor: figlio di Giacomo Rumor il quale era cugino del più famoso Mariano (5 volte presidente del consiglio italiano). Paolo Rumor come lui stesso scrive: “all’inizio del 2004 ho ritenuto invece di raccogliere in uno scritto ciò che rimaneva in mio possesso degli appunti che mi ero fatto durante gli anni giovanili, circa le narrazioni di mio padre, deceduto del 1981, e circa le spiegazioni che egli mi dava sulla natura ed il contenuto dei documenti da lui conservati nella propria abitazione.”
Dunque il libro “L’altra Europa” si basa su documenti e informazioni che Paolo riceve da suo padre Giacomo.
Vediamo dunque chi era Giacomo Rumor:

Giacomo Rumor

foto del Congresso Nazionale FUCI 1927 (a cui erano iscritti Moro e Andreotti), sono riconoscibili l’allora assistente nazionale Montini (poi Papa Paolo VI) e Giacomo Rumor.

Giacomo Rumor, nell’ambiente della gioventù universitaria cattolica, conobbe Mons. Montini (futuro Paolo VI). Rivestì incarichi locali di amministrazione in diversi enti ed istituti pubblici e privati.
Accanto a questi incarichi “ufficiali”, però, ce n’era uno riservato. Indicato dal Vaticano come persona gradita fra gli esponenti del mondo cattolico (in virtù anche della considerazione personale di Mons. Montini), G. Rumor fu incaricato da De Gasperi, Ministro degli Esteri al tempo, come uno dei referenti per le questioni europee.
Secondo i memoriali lasciati da Rumor esisterebbe una “Struttura” che da molto tempo lavora alla “Grande Opera”: un progetto per l’Europa all’interno di un più ampio programma geopolitico di “sistematizzazione” della civiltà occidentale la quale farebbe ricorso anche al controllo dell’informazione e a tecniche di suggestione o dissimulazione per pilotare l’emotività della gente, le aspettative, le aspirazioni mentali, e conseguentemente far accettare cambiamenti che coinvolgono comunità nazionali.

Direi che personaggi del genere sono degni di essere presi in considerazione senza preconcetti.

Vediamo in relazione a I Protocolli cosa dice “L’altra Europa” da un estratto di un articolo scritto dallo stesso Loris Bagnara:
“Fra le due guerre alcuni circoli intellettuali inglesi, francesi e americani cominciarono a promuovere l’idea di un’Europa unita che avesse come punto di riferimento il prestigio e l’autorevolezza morale impersonata da una casata di antica nobiltà. Questi circoli comprendevano alcuni intellettuali che aderivano ad un “movimento europeo” esistente ufficialmente dagli anni ‘30, e non ufficialmente da molto prima. Erano chiamati i “Priori”: sarebbero stati loro i primi a coltivare l’idea di una federazione degli Stati, e ciò fin dalla seconda metà del 1800; ma in verità il movimento dichiarava di far risalire la propria strategia ad un passato straordinariamente lontano, quasi mitico. Al tempo di G. Rumor i suoi membri erano prevalentemente di estrazione francese, inglese e scozzese (pare che lo stesso Schumann vi avesse aderito). Questo dato trova conferma nella lettera indirizzata a G. Rumor dal cardinale Spellmann nel 1961: fra altre cose, vi si parlava dell’organizzazione che aveva redatto e possedeva i documenti chiamati “Protocolli”, esistente − si diceva − dal 1870 circa; si accennava inoltre alla Presidenza dell’Unione e alla possibile reggenza da parte di una casata illustre. Era citato un certo Plantard, e si metteva in guardia da una struttura chiamata “Contingente”. In altri documenti di Rumor ci descriveva un gruppo di persone chiamate gli “anziani”, e si riferiva di taluni testi denominati “Protocolli dei Priori” (scritti, o riscritti, intorno alla seconda metà del 1800) che presenterebbero un programma politico di riorganizzazione dell’Occidente e sarebbero stati utilizzati, almeno in parte, per l’impostazione delle prime fasi dell’Unione, ai tempi di Schumann. Pare certo che, oltre a questi Protocolli, ne fossero stati messi in circolazione degli altri, fittizi ma verosimili, allo scopo di dissimulare i primi: sarebbe questo il caso dei celebri Protocolli dei Savi di Sion, redatti in Russia ai primi del 1900. I Protocolli originali sarebbero tuttora custoditi in Gran Bretagna.
L’Unione Europea era vista, nell’ambito di questi circoli intellettuali, come una rievocazione della supposta semi-mitica originaria unione che si diceva essere esistita all’inizio, in un lontanissimo passato, prima degli “sconvolgimenti globali” che avevano causato la decadenza e la dispersione di un’avanzata civiltà urbana stanziata in parte nel bacino meridionale del mediterraneo, in parte nel subcontinente indiano e anche in altre località. Era come se, mediante un procedimento simbolico, il perseguimento del progetto di unione non fosse altro che la ripetizione di un accadimento antecedente, con lo scopo di riprodurre una condizione esistita in un remoto passato.
Questo ed altri circoli, di carattere più o meno elitario ed esoterico, che lo stesso Schumann asseriva avere avuto un ruolo determinante nell’organizzazione iniziale dell’Unione Europea, tuttavia non sarebbero altro che alcune delle tante “maschere” visibili che la cosiddetta “Struttura”, di natura segreta, aveva mostrato nei secoli perseguendo il proprio obiettivo di guidare l’evoluzione politico-culturale dei paesi europei e, in generale, del mondo occidentale. Tale Struttura avrebbe fatto da custode e da catalizzatore dell’idea di identità europea e si sarebbe adoperata a preservarne e stimolarne alcune significative espressioni. Ciò sarebbe avvenuto in vari modi: incarnandosi in istituzioni politiche, religiose, scientifiche, umanistiche e simili; patrocinando attività culturali; finanziando e promuovendo ricerche scientifiche mediante fondazioni, elargizioni, associazioni. Ne avrebbero beneficiato umanisti, scienziati e uomini di governo come Sandro Botticelli, Robert Boyle, Robert Fludd, John Locke, Victor Hugo, Andrè Gide, Robert Hooke, Samuel Adams e altri, anche recenti. La Struttura, che esisterebbe tuttora, avrebbe assunto diverse denominazioni a seconda del luogo, della cultura e del periodo in cui si trovava ad operare, restando perciò sostanzialmente indistinguibile dal contesto storico-sociale-culturale esterno. Inoltre, la compagine che ne costituiva la parte più interna ed elitaria si tramandava convinzioni, conoscenze e tradizioni tutt’affatto particolari e diverse da quelle proprie del resto dei suoi membri “esteriori” (dai quali i primi si limitavano a trarne servigi). In questo modo la Struttura sarebbe riuscita a confondersi, nel corso delle varie epoche storiche, con le espressioni e le tradizioni prevalenti, pur mantenendo intatta la propria personalità peculiare; e tale permarrebbe tuttora.
La Struttura sarebbe articolata su tre livelli: deliberativo, consultivo, attuativo. Nei documenti di Rumor c’era un elenco completo dei membri appartenuti al livello consultivo della Struttura, di cui diremo in seguito. Del livello deliberativo, quello evidentemente più segreto di tutti, nulla si dice. Per quello attuativo, infine, sono riportati alcuni nomi e circostanze che gettano nuova luce su certi avvenimenti del dopoguerra, come l’omicidio di Enrico Mattei […]. (articolo completo di Bagnara QUI – L’elenco degli appartenenti al livello consultivo della struttura presente nel libro di Rumor è stata pubblicata sul web da Diego Marin Lista)

Mi sembra doveroso, dopo queste nuove informazioni, fare il punto della situazione.
Secondo il memoriale lasciato da Giacomo Rumor al figlio Paolo:
1. esisterebbe da tempo immemorabile una Struttura segreta che “per le proprie finalità farebbe ricorso anche al controllo dell’informazione e a tecniche di suggestione o dissimulazione per pilotare l’emotività della gente, le aspettative, le aspirazioni mentali, e conseguentemente far accettare cambiamenti che coinvolgono comunità nazionali.” [Bagnara]
2. tale Struttura farebbe risalire le proprie strategie ad un passato lontano e vorrebbe replicare con la costituzione di un’Unione Europea la rievocazione di una società fiorente esistita in epoche precedenti i grandi sconvolgimenti climatico-geologici globali.
3. per perseguire i propri fini, la Struttura, avrebbe creato un documento agli inizi del 1800 denominato “I Protocolli dei Priori”. Pare certo che, oltre a questi Protocolli, ne fossero stati messi in circolazione degli altri, fittizi ma verosimili, allo scopo di dissimulare i primi: sarebbe questo il caso dei celebri Protocolli dei Savi di Sion, redatti in Russia ai primi del 1900. I Protocolli originali sarebbero tuttora custoditi in Gran Bretagna.

TORNIAMO AL FALSO STORICO

Ricordandoci che:

  • I Protocolli non sono stati scritti né dagli anziani savi ebrei del 33° livello;
  • Alcune parti de I Protocolli sono state copiate dal un precedente scritto satirico.

Ricordiamoci inoltre:

  • I Protocolli profetizzano senza ombra di dubbio ciò che effettivamente è avvenuto nel futuro prossimo e remoto rispetto alla loro pubblicazione

Wikipedia da come definizione di falso storico: “Un falso storico in filologia e paleografia è un documento formalmente o apparentemente genuino, in realtà contenente dati inesatti o inventati oppure prodotto in epoca diversa da quella pretesa o presunta.In senso lato si dice falso storico qualunque fatto o detto falso testimoniato e tràdito come vero.”

Personalmente il fatto che il documento non sia stato redatto da anziani ebrei e che contenga parti copiate non mi sembra lo faccia rientrare nella categoria dei falsi storici cioè dei “falsi testimoniali, traditi come veri”.
Anzi, dato il contenuto profetico, avrebbe dovuto essere ben indagato soprattutto dopo la II guerra mondiale; una volta venute a galla le barbarie che i nazisti hanno riversato sul popolo ebreo grazie, in parte, proprio al contenuto dei I Protocolli.
Invece nessuna indagine, nessun approfondimento, niente di niente.
Certo se prendiamo in considerazione quello che dicono Rumor, Galli e Bagnara nel libro “L’altra Europa” e cioè che “I Protocolli dei Savi anziani di Sion” sia un documento fittizio messo in circolazione per dissimulare la presenza di un altro documento di estrema rilevanza denominato “I Protocolli dei Priori” allora lo possiamo annoverare a pieno titolo nei FALSI STORICI.
A questo punto sorge spontanea la domanda: come faceva, chi ha catalogato “I Protocolli dei Savi anziani di Sion” come falso storico, a sapere che effettivamente è un falso storico?
Una possibile risposta sorge spontanea come la domanda: sapevano dell’esistenza del documento originale e sapevano i motivi che hanno spinto la creazione del falso storico; una volta avviato tra la popolazione il processo mentale che avrebbe fatto chiedere a gran voce l’unità europea grazie all’originale opuscolo denominato “I Protocolli dei Priori”, era “interesse comune” far dimenticare il prima possibile lo scritto mendace per allontanare ogni investigazione da qualsiasi traccia che avrebbe potuto portare vicino alla misteriosa “Struttura”.
Sandro Franchini

Sandro Franchini

P.S.: voglio riportarvi altri 2 estratti de I Protocolli che saranno al centro del mio prossimo articolo sul Presidente russo Putin; sempre che tempo e voglia non mi abbandonino:

“Ricordatevi della rivoluzione francese, che chiamiamo la Grande Rivoluzione: ebbene, tutti i segreti della sua preparazione organica ci sono ben noti, essendo lavoro delle nostre mani. Da allora in poi abbiamo fatto subire alle nazioni una delusione dopo l’altra, cosicché esse dovranno perfino rinnegarci, in favore del Re Despota (des poto – nds), uscito dal sangue di Sionne, che stiamo preparando al mondo.” [Protocollo III]

L’ultima barricata, l’ultimo rifugio del mondo contro l’uragano che viene è la Russia. In essa la vera fede vive ancora e l’Imperatore consacrato rimane il suo protettore sicuro.” [Protocolli – introduzione del prof. Sergei Nilus – 1905]

I PROTOCOLLI DEI SAGGI ANZIANI EUROPEI

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