Il vento della libertà

di Antonella Policastrese

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     Si espande a macchia d’olio la protesta in Europa.

    Impetuoso il vento che sta scuotendo i governi in Spagna con un movimento nato dal basso  che infiamma i cuori di giovani e meno giovani con il desiderio del riscatto.

    In Grecia, dopo regolari elezioni, Tsipras sta cercando di attuare le promesse fatte in campagna elettorale ed il suo leader si muove febbrilmente per far uscire dalla crisi una Grecia, spolpata dalla troika, mediante politiche di austerità che ne avevano minato la democrazia.

    E in Italia? Il vento ha soffiato sui vetri del palazzo; alle mummie di ieri si sono sostituiti corvi ed avvoltoi con politiche che stanno minando la nostra libertà, profanando la costituzione.

    Renzi non ha nulla a che vedere con Tsipras e Podemos.Il suo Pd che governa con pugno fermo come un vero monarca, è diventato partito della Nazione. Lui ordina gli altri eseguono.

     La rottamazione altro non è stata che la sostituzione di mummie con nuovi parassiti che stanno succhiando il Paese riducendolo all’osso.

    In Italia c’erano una volta i cinque Stelle. Diversi anche loro da Tsipras e Podemos. I militanti che parlano di rivoluzione,grazie ad una stampa prona, buona solo ad eseguire gli ordini di scuderia, sembra essere prigioniera di un palazzo che li sta stritolando. Molti di loro hanno preferito saltare il fosso. In fondo con l’aria che tira e con i cambiamenti che avvengono solo da dentro, meglio scindersi e pensare ai propri interessi.

     Intanto la società civile è diventata un fantasma. Ci sono riforme da attuare per farlo collassare meglio il Paese. Non ci può essere ripresa se si sta cancellando la classe media, quella classe che in America Obama vuole a tutti i costi rimettere in sesto ma che in Italia è speronata, oltraggiata licenziata.

    Con la solita furia che li contraddistingue il carrozzone renziano ha messo fuori gioco gli impiegati delle province che non si pagano, per non parlare dei licenziati e dei disoccupati. Il paravento della finanza mentre taglia sulla carne viva della gente, giustifica le sue proditorie politiche con il fatto che bisogna ammodernare un paese. Più che ammodernarlo lo sta catapultando indietro nel tempo, quando i poveri erano la maggioranza ed i ricchi abitavano i loro lussuosi palazzi.

     Non c’è partita che tenga tra Tsipras, Podemos e un Pd che ha riportato ai vecchi fasti la balena bianca parassiti e nominati, rendendo ben salda la casta ai propri privilegi.

     D’altronde quando tutto avviene all’interno di un palazzo più che cambiamento c’è involuzione. Le rivoluzioni nascono tra la gente infiammano i cuori, accendono la speranza, fanno soffiare forte il vento della libertà

Antonella Policastrese

Antonella Policastrese

Il vento della libertà
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2 pensieri su “Il vento della libertà

  • 3 Febbraio 2015 alle 23:42
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    Salve
    Sono d’accordo su TUTTO l’articolo.
    Ormai il PD, se i sindacati non si fottono a muovere e mettono fuorigioco Renzi, decreteranno la distruzione di un partito una volta con Berlinguer, Glorioso.
    Hanno eletto un presidente della Repubblica che di fronte alla questione morale posta da Berlinguer la definiva “cazzate”
    la lezione dell’Emilia Romagna sembra NON aver influito troppo sulle scelte del signor Renzi.
    e Che dire della compagnuzza Ricchiuti che, pur essendo convinta che una legge voluta dal signor Renzi NON fosse giusta perché NON difenva gli interessi del popolo lavoratore, Sceglieva ” eroicamente” La disciplina di partito.
    Per NON parlare poi del compagnuzzo minimo d’alema, che a detta di occhetto tramava ad annientare il partito permettendo al boia Clinton di intervenire in Jugoslavia.
    Da questo momento in poi c’è stata una successione di guerre dichiarate o meno che stanno portando all’affossamento dell’Europa.
    La servilità dei nostri politici nei confronti del governo americano di americano DI OBOMBA è da fare schifo.
    Se questo miserabile partito NON si da una regolata ed i sindacati NON intervengono Finiranno TUTTI nel cesso della Storia.

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    • 15 Luglio 2015 alle 14:16
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      E nel cesso della storia devono rimamere questo agglomerato di delinquenti pezzi di merda non meritano altro che l’oblio nella merda che li ha generati

      Rispondi

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