Incidente e Perdono

di Salvatore Rainò

images1) Ricorda che, quando ti poni alla guida di un veicolo, ti assumi la responsabilità di una accelerazione dei tempi, anche se hai la sensazione di essere fermo.
2) Non distrarti dall’importanza della guida.
3) Non riversare nella guida i tuoi problemi, i rammarichi e qualunque indisposizione dell’animo.
4) Assicurati sempre di essere puntualmente presente a te stesso, senza dare per scontato che le cose vadano bene da sé.
5) Gestisci la tua salute e quella del veicolo con attenzione ed amore, per non rischiare di rimanere tradito dalla tua ingiustificata sensazione di sicurezza.
6) Non accontentarti di moderare la velocità, dato che essa è, appunto, un fattore potenziale di incidente, mentre è fondamentale che il veicolo si muova, in ogni caso, secondo le intenzioni del conducente.
7) Assicurati sempre che gli alimenti, i farmaci e lo stile di vita siano adeguati a consentire una guida attenta e logica.
8) Conserva attitudini positive e imposta la relazione con i conducenti degli altri veicoli, come se fosse una delicata trattativa basata sull’amore, la condivisione e il rispetto reciproco.
9) Confina la guida alla guida stessa, senza intraprendere, mentre viaggi, discorsi e qualunque argomento che possano procurarti turbamento e possano ridurre l’efficienza e la correttezza dei tuoi comportamenti.
10) Non perdere mai di vista, nemmeno per un istante, la visuale di guida, per esempio, distraendoti con il telefonino o con altri dispositivi, per non incorrere nella drammatica e definitiva interruzione della tua vita e di quella di altre persone, che non meritano di patire per una tua incongruenza.
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Il viaggio in auto è una componente importante della mia vita, come anche in moto, ma anche in bicicletta, con cui ho percorso parecchie migliaia di chilometri.
Ricordo che, quando, da bambino, viaggiavo con la mia sorellina, mentre il nostro papà guidava, la mamma affianco a lui, era bello addormentarsi e sognare, nella fiducia assoluta che qualcuno ci avrebbe sempre condotti, al termine del viaggio, sani e salvi a casa. Papà, sempre, commentava, giunti dinanzi al garage,…”e ancora una volta, siamo tornati sani e salvi a casa”. Che bello, papà: non è mai successo nulla. Eppure, quanti incidenti sventati dalla Tua abilità e dall’aiuto di mille forze angeliche. Ricordo che, una volta, per scansare un autotreno che ci avrebbe travolto, a Roma, salisti sopra un marciapiedi e riuscisti, in modo rocambolesco, ad evitare qualunque incidente. Grazie. Grazie!
Ricordo che, un’altra volta, riuscisti ad evitare una macchina, che provenendo dall’altra parte dello spartitraffico, saltò sulla nostra corsia. Mi sembravi un Dio, ma forse, semplicemente, avevamo Dio sempre con noi.
La strada, la strada è amica, ma quando “si arrabbia”, diventa imprevedibilmente cattiva e violenta……e te ne combina di tutti i colori. La strada, sembra che non finisca mai, anche se tutte le strade del mondo sono unite e non finisce mai, soltanto, il viaggio che noi possiamo fare all’interno di mille situazioni, le più diverse possibili. Caro papà, dicevi sempre che bisogna adeguare la guida alle circostanze, avevi ragione, parlavi dell’aquaplaning, quando quasi nessuno sapeva che cosa fosse, eri un vero Maestro e continuamente, mentre viaggiavamo, insegnavi e non mancavi mai di commentare ogni situazione che si prestasse a farci capire qualcosa…..dicevi…..:”un giorno potreste salvarvi la vita, in questo modo”!
Poi parlavi delle responsabilità, quelle che ci assumiamo, quando guidiamo un veicolo. Tutto si amplifica, ogni movimento, ogni sensazione, ogni turbativa, e rischia di diventare improponibile ed incompatibile con lo svolgimento sereno del viaggio.
Quante cose ci hai insegnato! Era bellissimo ascoltarTi, e non me ne perdevo nemmeno una. Quanti chilometri ho fatto, in ogni modo, in tutto il mondo, persino quando mi sono affidato a quei grandi papà acquisiti, che sono i piloti di aereo, che traghettano tantissime persone da un luogo del mondo ad un altro angolo della Terra.
Torniamo al viaggio in auto, oppure in moto…..è una questione di fantasia, occorre saper prevedere di tutto, per non rimanere sorpresi. Anch’io …di incidenti ne ho evitati tantissimi e, ai miei figli, e alla mia donna, ogni volta dicevo:”eccoci ancora salvi a casa”.
Una volta, pochi giorni fa, mentre viaggiavo da solo, sulla mia splendida navicella, sono stato travolto dalla follia di un mio fratello che ha procurato un gravissimo incidente. Non sono riuscito ad evitare una sua improvvisa inversione ad “U” e l’ho preso in pieno. Tutti vivi, grazie alla mia velocità moderata, in quel momento, ma un incantesimo si è rotto, all’unisono con l’apertura di un portale, che mi ha ricondotto a tanti incidenti in cui sono intervenuto, specie nei panni di Medico dell’Ambulanza. Ricordo che, ho sempre pensato all’improvvisa interruzione di quel senso di protezione e di calore che l’abitacolo di un automobile conferisce, quando, per un incidente, si finisce riversi sull’asfalto, al gelo, sotto la pioggia, feriti ed in fin di vita. La rabbia, sentendo tutte quelle ambulanze che corrono, trasportando persone coinvolte da incidenti. Ogni incidente dipende da una persona che lo ha procurato e detta legge su un’altra persona che lo subisce! Quasi sempre è così.
Questa caratteristica, così assurda, indigna e sconvolge l’anima, perché siamo tutti fratelli…un po’ come quando, in due trincee nemiche, a pochi metri fra esse, corre una terra, che non calpesterà mai nessuno, mano nella mano con il suo nemico.
Quanto spreco di mezzi, per parlare di cose inutili, la velocità, le chiacchiere, le assicurazioni, le prestazioni, senza, invece, dedicarsi all’unica modalità per rendere gli incidenti quanto più pochi possibile: l’educazione stradale, la formazione alle dinamiche mentali che presiedono ai meccanismi della circolazione stradale.
Continuamente, spariscono moltitudini di persone, nel modo più sciocco possibile e, spesso nemmeno immaginabile, ma, che dico,…sempre immaginabile. Si, perché gli incidenti sono quasi tutti evitabili, se soltanto facciamo “lezione”, come la goccia cava il marmo, tramite ogni mezzo di informazione, senza tralasciare la scuola etc.
Bastano pochi elementari concetti, ma diffusi nella coscienza collettiva, per fermare gli incidenti! E’ una questione di Amore, è una questione di attenzione e cura con cui facciamo qualcosa.
Queste pagine, scritte con una immensa gratitudine alla Provvidenza, sono la mia testimonianza di fruitore attento della strada, ma anche di uomo che si interroga sul senso della vita e sull’utilità della consapevolezza dei propri comportamenti. E’ anche l’occasione di ringraziare il mio papà, che mi ha portato sempre sano e salvo a casa.
Non può mancare la Preghiera, per tutti i “caduti” sulle strade del mondo!
Fratelli, vi immagino nel momento più drammatico della vostra vita, quando la coscienza vi è stata strappata in un attimo dal corpo distrutto dalla durezza della realtà.
Molti di Voi erano intenti a risolvere problemi importanti e pensavano di non potercela fare, sono morti.
Molti di Voi, erano presi da tutto, tranne che dalla realtà che in un momento li ha visti volare al Cielo.
Molti di Voi, stavano sognando, erano stanchi, cercavano di fare presto, ma hanno avuto giusto il tempo dei tempi.
Molti di Voi, stavano discutendo animatamente con qualcuno, accanto ad essi oppure all’altro capo del telefono che è diventato silenzioso.
Molti di Voi potevano cambiare il mondo, ma il mondo ha fermato ogni loro possibilità di farlo.
Molti di Voi non avrebbero mai potuto immaginare, ma hanno dovuto capire, solo per un istante…poi via.
Molti di Voi erano usciti di casa, urlando, ma erano pentiti, mentre stavano guidando, ma è finita.
Molti di Voi pensavano di essere i più importanti in quel momento, in quel pezzo di strada, ma non era vero.
Molti di Voi, volavano alto e poi hanno dovuto atterrare all’improvviso.
Che i Vostri sguardi, gli aneliti, la volontà e l’amore, ritornino ad illuminare il Mondo, senza lasciarci credere che, davvero, sia tutto finito.
Voglio perdonare gli sguardi di chi ha visto ed ha continuato, voglio che il loro cuore ritrovi il motivo di essere nel momento giusto nel luogo giusto, anche per prestare soccorso.
Voglio che i soccorritori di tutto il mondo, capiscano che l’importante è esserci, con tutti sé stessi e in ogni modo.
Voglio che non accadano più incidenti, perché tutti si vogliano bene e debbano solo ringraziarsi per l’attenzione che ognuno di noi presta agli altri, in una gara di gentilezza reciproca ed altruismo, atti a sventare qualunque evento contrario alla custodia della vita e dell’interezza della gioia di esserci.

Salvatore Rainò

Salvatore Rainò

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