INTERVISTA A MONIA BENINI

A cura di Francesco Dal Pozzo

Unione Europea quello che i media italiani non Vi dicono

monia benini
Unione Europea quello che i media italiani non Vi dicono ha intervistato Monia Benini, ecco le nostre domande e le sue risposte:

DOMANDA
Data la definizione di ECONOMIA (da Wikipedia)
Per economia – dal greco οἴκος (oikos), “casa” inteso anche come “beni di famiglia”, e νόμος (nomos), “norma” o “legge” – si intende sia l’utilizzo di risorse scarse (limitate o finite) per soddisfare al meglio bisogni individuali e collettivi organizzando la spesa, sia un sistema di organizzazione delle attività di tale natura poste in essere a tal fine da un insieme di persone,organizzazioni e istituzioni (sistema economico).
Se potesse definire un ipotetico sistema economico ideale da attuare Italia, in Europa o nel mondo, come lo vorrebbe?

RISPOSTA MONIA BENINI:
Mi piacerebbe poter parlare di un’economia a misura d’uomo, un’economia reale, nella quale non trovi il benché minimo spazio la finanza speculativa globale. Un’economia che sia finalmente basata sulla moneta come esclusivo mezzo di scambio, emessa dagli Stati – tramite Banche Centrali pubbliche – a credito e non a debito come avviene oggi, la cui proprietà sia nelle mani dei cittadini.

DOMANDA
Lei dalle sue dichiarazioni è favorevole alla sovranità monetaria.
Perchè secondo lei il dibattito oggi non è incentrato su questo tema? (salvo pochissime eccezioni)

RISPOSTA MONIA BENINI:
Parlare di sovranità monetaria significa oggi mettere sotto la luce dei riflettori le mostruosità dell’attuale sistema, dominato dall’emissione di moneta a debito attraverso banche private che prestano agli stati denaro letteralmente creato dal nulla (come spiega Bernanke, in un celebre video disponibile in rete), imprigionandoli in una spirale letale. Si preferisce non parlare di sovranità monetaria perchè – si dice da più parti – la gente non capirebbe. Sbagliatissimo. Anzi, credo proprio che non se ne parli perchè le persone oggi comprenderebbero benissimo la truffa del debito e non sarebbero più disposte a legittimare questo sistema che viene protetto da chi scegli di non parlare della sovranità monetaria.

DOMANDA
Il mondo ha 40 trilioni di dollari di debito, ma verso chi?

RISPOSTA MONIA BENINI:
Carta straccia. Gioco d’azzardo. Debito creato in larga parte da titoli tossici, derivati, speculazioni finanziarie. Comportamenti che non esito a definire irresponsabili e micidiali da parte di gruppi finanziari e banche, protette da istituzioni internazionali come il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Centrale Europea, la Commissione Europea e dai governi, che accettano e legittimano l’idea che le perdite private si trasformino in debito pubblico. Negli ultimi dieci anni la privatizzazione del profitto e la socializzazione delle perdite sono diventate il nutrimento per un debito che non potrà mai essere ripagato; un debito che attraverso mostruosi intrecci finanziari e speculativi stringe il nodo attorno alla gola del 99,9 % dell’umanità. A volte mi chiedo quanto a lungo possa reggere questo sistema e quanto rapidamente cambierebbero le cose se i popoli comprendessero i meccanismi con cui sono oppressi. Finchè questi restano oscuri o – peggio – rinnegati, ne rimarremo prigionieri.

DOMANDA
Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo
Be the change you wish to see in the world.
Mahatma Gandhi
Lei crede che si possa cambiare l’Italia, l’Europa, piuttosto che i problemi del pianeta terra solamente votando il politico o il partito che ha le idee migliori o più giuste, oppure crede che ci possano essere metodi alternativi magari più efficaci?

RISPOSTA MONIA BENINI:
Ammetto di essere molto disillusa dalla politica che continuiamo a vederci scorrere davanti agli occhi. Servono soluzioni e invece assistiamo a una fiction, dove l’interesse della gente è sacrificato al tornaconto elettorale degli attori della sceneggiata. Non è delegando qualcuno che possiamo realizzare il cambiamento, ma proprio come diceva Gandhi, è possibile realizzarlo solo diventandone parte. Questo è praticabile con il nostro impegno personale e con una maggiore responsabilizzazione: non esistono ‘salvatori’ o scorciatoie. Siamo noi a decidere di cambiare noi stessi e quindi la realtà che ci circonda, attraverso le nostre scelte e il nostro impegno. Partiamo da ciò di cui ci nutriamo, dalle cure che utilizziamo, da ciò che riusciamo a realizzare per noi stessi, per le persone che amiamo, per la nostra comunità. E poi, perchè no? Sostituendo una politica marcia, basata sul divide et impera, con una Politica del buonsenso, fatta ogni giorno, ogni attimo, non da ristrettissime élites di potere, bensì dalle persone per le persone.

DOMANDA
Cosa pensa della globalizzazione?

RISPOSTA MONIA BENINI:
E’ la tomba della civiltà umana. All’insegna della globalizzazione si sono condotte e sono in atto le peggiori guerre sorde che si siano mai viste: guerre che non hanno bisogno di eserciti schierati, perchè bastano agenzie di rating e strumenti finanziari a occupare e mettere in ginocchio interi popoli. La globalizzazione ha azzerato la ricchezza economica, sociale e culturale di un numero enorme di paesi, trasformandoli in sudditi di un impero mondiale guidato da chi si è votato ai contemporanei déi pagani: il Denaro e il Potere.

DOMANDA
Quando avranno inquinato l’ultimo fiume, abbattuto l’ultimo albero, preso l’ultimo bisonte, pescato l’ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche.
Toro Seduto
Anche se limitato o distorto, tutto questo dibattito su Euro si Euro no, sovranità monetaria, teorie economiche varie, rilancio della domanda e dei consumi, secondo lei può essere un altro tranello escogitato dal sistema che ci controlla per spostare l’attenzione dalle cose che veramente contano come le risorse del pianeta terra, ad un argomento la moneta che alla fine è solo un numero su un computer o un pezzo di carta.

RISPOSTA MONIA BENINI:
Diciamo che in tempi velocissimi sono riusciti a trasformare un mezzo – la moneta – in un fine. Basta guardare proprio all’attuale Unione Europea per accorgersi che quello che poteva essere uno dei vari mezzi per l’unione, ovvero l’Euro, è diventato il fine, da salvare – come sostiene Draghi – a qualunque costo. Ci hanno manipolati e imprigionati negli steccati mentali di un’economia artificiale che nulla avrebbe a che vedere con la nostra esistenza, mentre invece distrugge le nostre vite. Ed è uno dei concetti più difficili su cui riflettere: spesso mi sento dire che la risposta a questa crisi può arrivare solo da precise ricette degli economisti. A mio avviso, non si tratta di una crisi, ma della deviazione di un sistema che non può essere corretto con gli strumenti che ci hanno condotto proprio nell’attuale situazione. E tanto meno con il paraocchi che ci sta portando ad andare a sbattere. E’ solo questione di coraggio: se restiamo immobili, la nostra visione ci porta a pensare che non esista nulla oltre l’orizzonte e invece basterebbe fare pochi passi per accorgersi che il mondo non finisce con quell’orizzonte che pensavo immutabile.

DOMANDA
Lei è una delle poche persone che parla TTIP Partenariato trans-atlantico per il commercio e gli investimenti. Lei pensa che alla fine questo accordo verrà firmato senza che il grande pubblico sia informato dei danni che ci provocherà in futuro, un po come i vari trattati europei? Vede una speranza nel fermarlo?

RISPOSTA MONIA BENINI:
Il TTIP sarà probabilmente firmato, mentre la stragrande maggioranza delle persone non saprà di cosa si tratta o non si sarà neppure cosa si nasconde dietro l’ennesima sigla che ci propinano (ammesso che ne possa mai aver sentito parlare). Per fermarlo servirebbe una mobilitazione massiccia dei popoli dei 28 paesi membri dell’Unione Europea e dei cittadini statunitensi, ovvero dei reali portatori di interesse rispetto ai contenuti dell’accordo di partenariato. Ma come potranno mai sollevarsi e opporsi coloro che dichiaratamente sono tenuti all’oscuro dei contenuti dei negoziati? A dire il vero, ci sono molti documenti già reperibili sul sito del governo statunitense e su quello della Commissione Europea: andrebbero tradotti, diffusi, spiegati. E’ dovere di tutti noi farlo, avendo cura anche di sottolineare come agirà la propaganda istituzionale e mediatica per farci accettare questo TTIP. L’informazione è il primo strumento di difesa.

DOMANDA
Secondo lei in Italia le tasse che noi cittadini paghiamo, a cosa servono?

RISPOSTA MONIA BENINI:
Me ne sto occupando dettagliatamente nel libro che sto scrivendo. In breve posso rispondere che vanno a finire nel pozzo di San Patrizio del debito e della politica marcia. Ci dicono che le tasse servono a garantire i servizi pubblici, ma qualunque cittadino intellettualmente onesto può costatare che infrastrutture e servizi pubblici peggiorano anno dopo anno e talvolta non sono neppure garantiti D’altra parte, se uno stato avesse la propria moneta emessa a credito, potrebbe non solo fornire servizi, ma anche agire per la piena occupazione, per il sostegno all’imprenditoria e per l’unica crescita infinita nella quale credo, ossia la cultura e la ricerca indipendente dalle multinazionali.
E’ ora di finirla di parlare di eticità delle tasse: il fatto che servano ad acquistare cacciabombardieri, a finanziare guerre, a mantenere una casta corrotta, a pagare gli interessi sul debito (quasi 100 miliardi di euro all’anno) e a cercare di sfamare l’appetito della finanza internazionale basta e avanza a far dichiarare le tasse totalmente immorali.

Per approfondire e seguire le varie tematiche di cui si occupa Monia Benini
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Francesco Dal Pozzo Unione Europea quello che i media italiani non Vi dicono

Francesco Dal Pozzo

 

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