INTERVISTA A NATALINO BALASSO

A cura di Francesco Dal pozzo

Unione Europea quello che i media italiani non Vi dicono

natalino balasso

DOMANDA
Data la definizione di ECONOMIA (da Wikipedia) Per economia – dal greco οἴκος (oikos), “casa” inteso anche come “beni di famiglia”, e νόμος (nomos), “norma” o “legge” – si intende sia l’utilizzo di risorse scarse (limitate o finite) per soddisfare al meglio bisogni individuali e collettivi organizzando la spesa, sia un sistema di organizzazione delle attività di tale natura poste in essere a tal fine da un insieme di persone,organizzazioni e istituzioni (sistema economico). Se potesse definire un ipotetico sistema economico ideale da attuare Italia, in Europa o nel mondo, come lo vorrebbe?

RISPOSTA NATALINO BALASSO
Ho sempre pensato che i sistemi siano realtà virtuale. Se guardiamo sulla carta quasi tutti i sistemi sembrano funzionare, dalla monarchia al comunismo, dal capitalismo alla democrazia. Ma i sistemi non tengono conto dell’imprevedibilità degli eventi e della bizzarria della natura umana. E, soprattutto, prevedono un’adesione totale della popolazione: per poter fare il re bisogna che gli altri si sentano sudditi, per poter essere padrone di una fabbrica bisogna che trovi delle persone che vogliano fare i dipendenti. E allo stesso modo, non posso pensare a un mondo in cui tutti siano dipendenti, in cui nessuno si prenda delle responsabilità. Quale sistema allora? Bisogna fare un passo indietro, un sistema che funziona bene è un sistema in cui tutti i partecipanti sono al corrente delle decisioni, sono partecipi, ma per fare ciò devo organizzare la società in modo che non ci siano masse di persone che sono talmente indaffarate a sopravvivere che non possono permettersi il lusso di pensare, di informarsi, di sperimentare. Un sistema che può funzionare, oggi, è un sistema in cui il tempo dedicato alla sopravvivenza sia minimo, in cui il lavoro viene organizzato per le macchine e l’uomo possa avere il 90% della giornata a propria disposizione, per leggere, per imparare, per svagarsi in maniera non spurgante. Se ci fate caso il divertimento oggi è fatto per lo più di sfogo. Ma cos’è lo sfogo se non la decompressione di una compressione avuta sul lavoro, nei problemi della vita, nell’avvitamento sulla risoluzione dei problemi pratici? È dunque un problema di educazione. Il miglior sistema è quello in cui le decisioni non vengono imposte, ma è chiaro che l’unico modo per imporre decisioni è tenere la maggior parte della popolazione nella confusione comunicativa, in una marmellata nella quale ci si orienta male e nella quale chi lavora otto ore al giorno non ha voglia di invischiarsi, perciò delega ad altri persino la facoltà di pensare al proprio posto. Se proprio dovessi definire in maniera grossolana un sistema economico direi un sistema in cui le risorse siano a disposizione di tutti per quanto riguarda abitare, mangiare e muoversi almeno nel raggio di 100 km. Nel quale l’educazione non rientri nel modello produttivo, ma sia necessaria. Per il resto va benissimo che chi ha più iniziativa o voglia di fare, abbia anche modo di guadagnare di più per i propri scopi, sempre tenendo presente il fatto che modificare il territorio dev’essere una decisione collettiva.

DOMANDA
Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo
Be the change you wish to see in the world.
Mahatma Gandhi
Lei crede che si possa cambiare l’Italia, l’Europa, piuttosto che risolvere i problemi del pianeta terra solamente votando il politico o il partito che ha le idee migliori o più giuste, oppure crede che ci possano essere metodi alternativi magari più efficaci?

RISPOSTA NATALINO BALASSO
La cosa che viene più facile è votare una persona che riteniamo somigli al nostro modo di vedere il mondo. Il sistema della delega però deriva da una pigrizia mentale che le élite del mondo vogliono coltivare. È per questo che in politica o in economia si usano parole che i profani faticano a comprendere. Per creare specialisti che si distinguano dal resto della popolazione. È vero però che spesso pretendiamo dagli altri quei cambiamenti che noi stessi non siamo in grado di attuare. Lo so che se ti guardi intorno e scopri di appartenere a una minoranza che paga le tasse, che sta attento a non inquinare, che tenta di essere rispettoso degli altri, mentre tutti intorno a te se ne fregano, ti viene voglia di adeguarti. Ma devi rispondere alla tua coscienza. Pretendere da te stesso. Più gente si comporta così più migliorano le cose. Ma non si può stare sempre tutti in sur place ad aspettare che qualcuno inizi la volata. Bisogna partire, magari per primi, a costo di perdere la gara.

DOMANDA
Nel suo video Balasso economista al governo, si vede lei, in una conferenza stampa con la Merkel e Sarkozy
https://www.youtube.com/watch?v=BtWUORkS_2Y
Nel sottopancia c’è scritto Conferenza dei magnaschei europei.
Le domande e le risposte ai vari addetti stampa, sono la rappresentazione che tutto quello che sta succedendo in Europa, in Italia sono cose ovvie non difficili da capire. Perchè secondo lei nella realtà dei fatti le cose ovvie sono quelle che la gente ha più difficoltà a capire?

RISPOSTA NATALINO BALASSO
Non so se sono cose ovvie. La realtà è complessa ed è difficile uscire dalle gabbie logiche create dagli slogan del nostro pensiero quotidiano. Leggevo dell’ad di Ferrovie italiane che si lamentava del suo stipendio: 850.000 euro l’anno. Si tratta di un ex sindacalista. Pensavo che ci sono proprietari di bar o di negozi che mettono insieme si e no 20.000 euro l’anno dopo aver lavorato 10 ore al giorno e sperando di non avere spese impreviste. Qualche anno ci rimettono, qualche anno vanno in pari. Sulla carta quello che prende 850.000 l’anno è un dipendente, mentre il tizio che ne racimola 20.000 è un imprenditore. Nell’immaginario collettivo il dipendente può permettersi meno cose di un imprenditore, ma le cose non vanno così. Io penso che ci siano delle élite economiche composte da chi possiede i mezzi di produzione importanti, le quali distanziano i propri privilegi dal resto della popolazione attraverso un cuscinetto burocratico fatto di realtà politiche, sistemi finanziari, organizzazioni di pensiero e di svago, mezzi di comunicazione. Questo cuscinetto è composto da moltissime persone le quali sono invogliate, a suon di prebende e denari estorti in qualche modo alla popolazione, a mantenere distanza tra il popolo e le élite. Le votazioni, le elezioni, i referendum, i sondaggi, sono solo la richiesta al popolo di scegliere quale catena mettersi al collo.

DOMANDA
Nella canzone di Sir Oliver Skardy – Europei Lei nell’introduzione dice: «Per fare i Stati Uniti di Uropa ci vuole una motivazione forte e profonda! E questa motivazione è i schei.» https://soundcloud.com/sir-oliver-skardy/europei
La questione dei problemi in Europa è veramente solo legata ai schei, con i vari dibattiti EURO si EURO no e dibattiti sui vincoli europei per fare degli esempi, o probabilmente stiamo guardando il dito e non la luna?

RISPOSTA NATALINO BALASSO
Credo che dobbiamo dividere la questione dei schei dalla questione della moneta. Qua non si tratta se usiamo euro o lire trevigiane, si tratta di capire a chi vanno. A cosa serve la moneta? Come rappresentiamo le nostre risorse? È chiaro che le élite hanno tutto l’interesse a che noi ci scanniamo sulla sovranità monetaria (ma vi ricordate di quando c’era la sovranità monetaria? Vi ricordate di quando c’era la lira? Ma pensate davvero che l’economia andasse meglio?) mentre il problema è che chi possiede mezzi territorio e informazione ha sovranità reale sull’esistente. Non te ne fai niente di stamparti la tua moneta se ci sono nazioni che possiedono i tuoi debiti. Quando noi parliamo della basi americane in Italia, pensiamo di occuparci di problemi etici, morali, problemi di giustizia. Ma è evidente anche ai polli che le basi americane in Italia sono frutto del debito contratto con la seconda guerra mondiale, perché, anche se qualcuno si trastulla con le favole, abbiamo perso la guerra e dobbiamo pagarne lo scotto. Ma chi ha deciso la guerra? Il popolo? Quello che ha mandato i propri figli al fronte? Quello che sta pagando il debito? No, la guerra è stata decisa da pochissime persone i cui rampolli se la passano bene ancora oggi e fatta digerire al popolo attraverso il cuscinetto burocratico di cui parlavamo.

DOMANDE
« L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. »
(Articolo 1 della Costituzione Italiana)
Secondo lei, una repubblica fondata sul lavoro è una cosa positiva o negativa?
Secondo lei in Italia le tasse che noi cittadini paghiamo, a cosa servono?

RISPOSTA NATALINO BALASSO
Non si può fondare una repubblica sul lavoro inteso come lo intendiamo oggi. Chi ha scritto la costituzione pensava ad un altro scenario, ogni nazione dovrebbe essere fondata sull’uomo e sui suoi bisogni ed è così che si potrebbe superare il concetto di nazione, che si potrebbe arrivare ad una comunità umana mondiale. Il lavoro è solo un sistema organizzativo per facilitare la vita, è un mezzo, ma se diventa un fine è una condanna. In Italia molti evasori non vengono beccati, quindi non abbiamo dati reali sull’evasione, ma possiamo dire che almeno per il 30% si evade, il che significa che chi, come me, ha sempre pagato le tasse fino all’ultima briciola, paga il 30% in più di quel che dovrebbe per coprire il furto di chi le tasse non le paga e di chi evade in toto o in parte. L’evasione italiana è concentrata al sud come sistema diffuso ed è minore (ma più “organizzata”) al nord. Attenzione però, stiamo parlando di realtà percentuali, nelle cifre assolute si evade di più al nord, cioè dove c’è più produzione di ricchezza. Dove vanno a finire questi soldi? Per lo più servono a far funzionare la macchina burocratica. Poi servono a determinati servizi, come la sanità. Il che non significa che servano a che la popolazione sia più sana, diciamo che sono impiegati per la macchina burocratica che fa funzionare la sanità. In ogni caso se hai un incidente, prima o poi un’ambulanza arriva, e ti porta all’ospedale, questo è un servizio. È anche vero che spesso chi ti soccorre è un volontario, ma questo è un altro paio di maniche. Quando servizi e guadagni, bisogni e profitti, si mescolano, è ovvio che la macchina arranca: se la sanità diventa un’occasione per arricchirsi, la salute delle persone passa in secondo piano. Diciamo che le tasse sulla carta fanno funzionare le nazioni, nella realtà sono un acquedotto che perde acqua. C’è anche da dire che, quando si fa parte di una comunità non si può pensare che tutto ciò che si dà torni indietro. Io, ad esempio, sono contrario a qualsiasi esercito e alle armi in genere, ma so benissimo che una buona parte dei soldi che do allo Stato vengono impiegati per l’acquisto di armi e per mantenere l’esercito. Questo ha deciso la mia comunità, io posso fare di tutto perché l’idea della pace, della non violenza e della convivenza pacifica prendano piede, ma non posso oppormi a che i miei soldi vadano dove la mia comunità ha deciso che vadano, anche se penso che sia sbagliato. Così come se sono un medico antiabortista non dovrei stare in un reparto in cui potrebbero chiedermi di praticare un aborto, è comodo fare gli obiettori quando si ha potere di realizzare un impedimento: proviamo a vedere se un medico si rifiuta di soccorrere un criminale? Vediamo cosa succede? Perché non posso fare obiezione di coscienza nel curare un criminale? Fare parte di una società significa accettarne le contraddizioni, anche se è ovvio che bisogna far di tutto per farle comprendere.

Potete seguire Natalino Balasso
Pagina Facebook
https://www.facebook.com/natalinobalasz
Canale YouTube
https://www.youtube.com/user/natalinobalasso
Sito internet
http://www.natalinobalasso.net/

QUESTA INTERVISTA INSIEME ALLE ALTRE LA TROVATE SUL BLOG
http://unioneeuropeaquellocheimediaitalianinonvidicono.wordpress.com/

Francesco Dal Pozzo Unione Europea quello che i media italiani non Vi dicono

Francesco Dal Pozzo

 

INTERVISTA A NATALINO BALASSO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.