Intervista sul Comitato di Liberazione: Che cos’è ? da chi è composto ? Quali sono i suoi obiettivi ?

 

Le 15 domande a Francesco Amodeo

 

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Che cos’è’ il Comitato di Liberazione ?:

E’ un contenitore di movimenti e cittadini che hanno capito le vere ragioni della crisi intesa come golpe finanziario ai danni del popolo italiano e sono d’accordo sul fatto che l’unica strada per uscirne passa attraverso 4 punti imprescindibili e assolutamente prioritari su tutto.

Quali sono i 4 punti ?:

L’uscita dell’Italia da questa Europa che negli opuscoli del Comitato documentiamo essere stata voluta da elite assolutiste dell’alta finanza per distruggere gli stati nazionali e togliere sovranità politica e monetaria ai popoli. Un’Europa, quindi, dei potentati finanziari e non dei cittadini come oggi è assolutamente dimostrabile.

Uscita dall’euro, intesa come moneta straniera che oggi prendiamo in prestito e che viene emessa a debito e non a credito dei cittadini e quindi azzeramento del debito pubblico nei confronti degli organismi finanziari.

Uscita dai trattati e dai vincoli europei firmati da burocrati imposti ai governi dalle lobby finanziarie senza che siano mai stati legittimati alla firma dal consenso popolare ma messi lì solo ed esclusivamente per il raggiungimento degli interessi dei propri burattinai e con ogni evidenza contro quelli dei popoli che pretendevano di rappresentare.

La possibilità di punire gli autori di questo golpe finanziario che tanta sofferenza e povertà ha portato ai popoli europei dei paesi che ne hanno subite le conseguenze.

Avete le prove di questo che chiamate golpe finanziario?

Assolutamente sì ed è tutto racchiuso in un opuscolo che abbiamo chiamato “capire la crisi”. La nostra prima priorità è proprio quella di distribuirlo a quante più persone possibile sia in formato cartaceo che via web così che i media siano obbligati a non poter più fingere di non sapere.

Chi fa parte del Comitato e chi sono i leader?

Fanno parte del Comitato tutti coloro che hanno accettato i 4 punti prioritari. Non esiste leader e non esiste gerarchia. Ognuno entra con il proprio logo e con la propria identità e può continuare parallelamente la propria strada purché essa non sia in contrasto con le finalità del Comitato.

Cosa vi differenzia dagli altri comitati, presidi e movimenti già nati sul territorio?

Abbiamo le idee chiare e dei punti condivisi senza esaltazioni e qualunquismi.  Siamo dichiaratamente anti euro e non solo anti casta in generale perché siamo consapevoli che anche se tutti i politici rispondessero all’appello di chi li vuole indistintamente tutti a casa, chiunque vada al Governo in questo momento con gli stessi diktat e vincoli europei di chi l’ha preceduto e con questo sistema monetario truffaldino, pur volendo non possa far nulla a favore del popolo, quindi la nostra priorità è l’uscita dall’eurozona e l’immediato disconoscimento dei parametri e dei trattati europei.

Noi non gridiamo tutti a casa ma facciamo i nomi e i cognomi dei responsabili della crisi economica e dello stato in cui versa il paese.

Non vogliamo un referendum per l’uscita dall’Europa, perché la priorità assoluta è uscirne, senza se e senza ma. Un referendum si potrà al massimo proporre in futuro sulla costituzione di un’eventuale nuova Europa dei popoli legittimata dal consenso popolare e rispettosa delle sovranità e delle identità nazionali ma l’Europa di oggi è nata con l’intento di distruggerci che senso avrebbe chiedere agli italiani chi è d’accordo a essere distrutto.

Cosa è fallito nel piano degli altri comitati?

Hanno organizzato in maniera impeccabile il coordinamento dei cittadini via web, hanno saputo infondere speranza e grinta. Hanno finalmente fatto capire al popolo che era tempo di reagire e scendere in piazza ma una volta arrivati nelle piazze non sapevano più cosa fare. Non erano coordinati sulle proposte da fare, non erano organizzati per rispondere in maniera unitaria alle istanze di chi manifestava, non avevano un programma precedentemente condiviso e non avevano un manifesto da presentare ai media.

Questo li ha resi vulnerabili, confusionari, litigiosi, approssimativi e i media ne hanno approfittato per deriderli e smontare le ragioni della protesta.

Non avere un programma ha fatto si che anche i leader inizialmente riconosciuti potessero prendere ognuno la propria strada accusando l’altro di tradimento e nessuno ha potuto farsi un’idea precisa di chi fosse davvero dalla parte della ragione e chi avesse invece tradito gli interessi del popolo perché non c’era un tragitto da seguire precedentemente tracciato. Per questo noi vogliamo agire invertendo la loro scaletta. Prima prepariamo il documento, poi lo facciamo condividere e controfirmare da tutti poi lo divulghiamo e come ultimo step lo portiamo in piazza. A questo punto chi tradisce viene palesemente smascherato e per i media diventa impossibile strumentalizzare un messaggio unitario e condiviso.

Chi è contro questo Comitato di Liberazione?

Tutti, tranne i cittadini onesti. Questo Comitato è scomodo per tutti quelli che avevano semplicemente interesse a creare caos e a farsi scudo nelle piazze con un popolo disperato e ignaro per poi essere chiamati al tavolo delle trattative e far valere soltanto i propri interessi. Non ci dimentichiamo che c’è stato pure chi ha manifestato con le bandiere nazionali provenendo invece da movimenti indipendentisti, questo è il colmo ma sembra sia successo realmente.

E’ scomodo per quei movimenti politici nati sotto il segno dell’anti-sistema perché si troveranno a fare una scelta di campo che fino a questo momento hanno sempre rimandato.  Consegneremo la nostra petizione a tutti i parlamentari per poi vedere chi porterà le nostre istanze in parlamento e chi, invece, nonostante abbia sempre dichiarato di condividerne i punti sarà costretto a gettare la maschera.

Questo comitato è scomodo per i media perché tocca argomenti che loro hanno sempre dovuto censurare, mette in evidenza le tappe di un piano del quale essi stessi sono stati complici per anni smascherando così il loro ruolo al servizio dei poteri forti.

Qual è la prima iniziativa che intendete proporre?

Portare tutti insieme, lo stesso giorno e alla stessa ora la nostra petizione fuori Montecitorio per vedere chi viene a prenderla.

Pensate che diano seguito a proposte tanto forti?

Assolutamente no ma ci serve per mandare un messaggio forte e per chiudere i media in una morsa costringendoli a dover pubblicare le ragioni delle nostre istanze.

Siamo consapevoli che non ci sono i numeri per creare quelli che gli altri chiamano “assedi” al Parlamento o “rivoluzioni”. La gente è ancora troppo passiva e disinformata, il fatto che nelle piazze siano scese poche migliaia di persone e che invece oltre 3 milioni di italiani si siano messi in fila e abbiano pagato per votare le primarie del PD (causa di tanti mali di questo paese) dimostra che chi promette assedi e folle oceaniche nelle proteste non ha il senso della misura e vive realtà virtuali. A noi bastano poche migliaia di persone in fila, tutte lo stesso giorno e tutte con la stessa petizione in mano per formare un singolare cordone umano attorno al Parlamento che finirebbe per incuriosire i passanti cui verrebbe distribuito l’opuscolo “capire la crisi” e costringerebbe i media a prendere in considerazione quel foglio che tutti i manifestanti si stanno accingendo a “consegnare ai parlamentari”. Il nostro non è un assedio ma uno sgambetto al sistema. Le cose si fanno per gradi e soprattutto dopo aver capito chi è con noi e chi è contro di noi.

Quali sono i punti di debolezza di questo Comitato ?

La gente è stanca ed è delusa dalle precedenti iniziative che sono finite in una bolla di sapone, ora è scettica verso chi propone tali iniziative perché ha assistito ai personalismi e alle manie di protagonismo dei vecchi leader di movimenti e comitati e quindi giustamente fa fatica a capire che si tratta di un comitato orizzontale che non ha una gerarchia che ha dei punti ben definiti e ogni strategia viene precedentemente condivisa e poi messa in essere.

Quindi si sbagliano quelli che credono che tu sia il PROMOTORE?

Assolutamente sì, io ho aderito con il mio gruppo Leoni del web su proposta del gruppo la Grande Truffa il segreto di questo Comitato è che non è tracciabile per capire da chi sia partita l’iniziativa. Ognuno è invitato a scaricare e ricaricare il materiale sul proprio blog, a creare iniziative e riunioni tutto nella piena autonomia purché sia nel rispetto dei 4 punti concordati.

 Cosa deve fare chi ha deciso di aderire ?

Chi volesse aderire singolarmente o come movimento o associazione al neonato Comitato di Liberazione e volesse proporre la propria idea, approfondire i temi o organizzare un incontro può contattare il 320.0952762 o scrivere email:comitato.liberazione@libero.it e sentirsi personalmente “leader” e promotore del Comitato stesso.

Francesco Amodeo

Francesco Amodeo

Intervista sul Comitato di Liberazione: Che cos’è ? da chi è composto ? Quali sono i suoi obiettivi ?

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