Io sto con Erri

di Antonella Policastrese

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Scrittori e liberi pensatori addio. “Non sono un martire, non sono vittima, non uno cui è caduta una tegola in testa passeggiando, sono solo testimone di una volontà di censura della parola”. Sono le parole di Erri De Luca, reo di aver espresso la sua opinione sulla Tav, condannato ad otto mesi per istigazione al sabotaggio. Invece di capire le ragioni di una comunità, su cosa stiano procurando quei pochi km di strada ferrata nella Val di Susa, invece di indagare  sul budget impiegato  per un’opera che non vale granché, si passa all’azione per  mettere il bavaglio al libero pensiero.

Come definire quello che sta succedendo ad uno scrittore ed un intellettuale del calibro di De Luca? Potremmo dire mancanza di diritto d’espressione, che descrive bene il clima di un Paese che, nonostante mezzi di comunicazione, mette a tacere verità, distorcendo il senso della realtà! In Pratica si fanno salire sul banco degli imputati le idee e gli uomini che le rappresentano e da parte dei mass media si tratta la notizia relegandola ad un ruolo di secondo piano.
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Siamo veramente allo stallo, tra diritti negati, pensieri vietati, riflettori sempre accesi su quelli che vengono definiti salvatori della Patria, ci stiamo avviando verso un periodo di oscurantismo. In un altro momento sarebbe scoppiata una vera protesta, ma oggi tutto scorre, niente fa più testo per mancanza di obiettività ed incapacità ad abbracciare le giuste cause. Un’informazione la nostra che, nonostante tutti i festival del giornalismo, denota un vuoto forse dovuto al fatto che si diventa giornalisti e si esercita la professione non per bravura, ma per appartenenza ad una determinata classe sociale. In pratica chi ha genitori ricchi sa che il futuro è assicurato ed invece di emergere la bravura, la capacità di discernimento della realtà, vengono fuori maestrini del nulla, gente che dovrà ruotare intorno alla Corte per ottenere benefici ed avere carriere assicurate. Non c’è più il gusto di viaggiare dentro un Paese che sta vivendo mille contraddizioni, dalle ferite aperte che continuano a sanguinare senza che nessuno se ne accorga. L’indifferenza regna sovrana: sono morte le passioni, i desideri e nessuno riesce a metterci il cuore per entrare nel ventre  di questa Italia in declino. Erri De Luca purtroppo rappresenta un uomo vicino alle persone private di voce, che non devono esprimere nessun disappunto, anche se qualcuno ha deciso di smembrare una valle distruggendo uno degli ultimi lembi di un Paradiso perduto. Se ci fosse davvero voglia di libertà saremmo schierati al fianco di De Luca, unico tra i  liberi pensatori e capace di stare vicino a chi in questo momento sta subendo un’ingiustizia, considerati ribelli e terroristi perchè difendono le proprie ragioni. Che Paese sarà mai questo se si condannano scrittori e liberi pensatori?
Antonella Policastrese
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Antonella Policastrese
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