La Commissione europea dà i numeri dei migranti, ma i conti non tornano

di  C. Alessandro Mauceri

dazebaonews

immigrati

Nei giorni scorsi, dopo il quasi scandalo della decisione della Commissione europea di attaccare militarmente gli scafisti (nessuno ne ha più parlato, ma intanto alcuni aerei dell’aeronautica britannica sono tornati alla base senza i missili che avevano quando sono partiti).

Il capo della Farnesina Paolo Gentiloni si è detto lieto della decisione presa dalla Commissione europea di riallocare i migranti. Altrettanto felice contento il Ministro dell’Interno Angelino Alfano, che, in un’intervista al Corriere della Sera, ha detto: “non voglio nemmeno immaginare che il piano Juncker salti, le quote non si toccano”.

La Commissione europea ha promesso una “ripartizione” dei migranti (40mila eritrei e siriani richiedenti-asilo, di cui 24mila dall’Italia e 16mila dalla Grecia) che affollano le isole del Bel Paese, distribuendoli  in vari paesi dell’UE. Il tutto da fare in due anni. Diverse le opinioni e i pareri dei vari capi di stato alla proposta di Junker. Una decina di Paesi, come la Gran Bretagna (che con Irlanda e Danimarca gode di una inspiegabile clausola di eccezione – perché loro non dovrebbero “accogliere” i migranti e altri pesi, per di più molto più in crisi dovrebbero farlo?), la Polonia, l’Ungheria e la Repubblica Ceca, hanno già detto chiaramente di non essere disposti ad accogliere nessun migrante. Altri, invece, hanno espresso perplessità e posto condizioni, come Francia e Spagna.

Forse sarà per questo che sono passati nella più totale indifferenza i nuovi arrivi di migranti in Sicilia: nei giorni scorsi ne sono sbarcati altri 5000 (e decine sono morti nel tentativo di raggiungere le coste dell’Europa).

E forse è per questo che nessuno ha detto niente a proposito dei “numeri” previsti dal piano Junker. Eppure questi numeri potrebbero essere sbagliati, e non di poco.

Lo scorso anno in Europa sono arrivati oltre 230mila migranti (e la situazione sta nettamente peggiorando nel 2015). Di questi circa 50mila attraverso al cosiddetta “via orientale” ovvero i paesi come la Turchia la Grecia e la Bulgaria. Una minima parte (poco più di 7mila) attraverso la “via occidentale”, ovvero attraverso la Spagna. Tutti gli altri, oltre 170mila arrivano in Italia, attraverso la cosiddetta “via centrale”. Dati peraltro che mostrano un trend crescente notevole.

Questo significa, stando ai numeri, che la misura proposta dalla Commissione europea sarà assolutamente inutile per fermare il flusso dei migranti o anche solo per attenuarne gli effetti sull’Italia. Dei 170mila migranti che sbarcano sulle coste della Sicilia, solo il 7% per cento (e per di più selezionato e scelto e riguardante solo i richiedenti asilo) potrà essere trasferito negli altri paesi dell’UE secondo le quote prestabilite. Tutti gli altri, ovvero quasi 160mila ogni anno, continueranno a rimanere in Italia.

Le quote proposte dall’UE sembrano nient’altro che un “contentino” per mettere a tacere i media.

Ma non basta. Ci sono altri numeri sempre riguardanti i migranti che, pur essendo importanti per gli italiani, sono stati dimenticati sia dai membri della Commissione europea che dai nostri politici. Numeri come quelli relativi ai costi che questa ospitalità comporta per le casse del Bel Paese. A cominciare dal sussidio per ogni immigrato irregolare da quando sbarca sulle nostre coste: ogni anno, i cittadini italiani spendono circa tre miliardi di euro in sussidi per gli immigrati clandestini.

E non basta. A questi vanno sommati i costi per l’”accoglienza”: secondo i dati del Ministero dell’Interno si arrivano a spendere quasi 3 milioni di euro al giorno, praticamente quasi un altro miliardo di euro all’anno! Soldi che non provengono né dall’Unione europea né dall’Onu né da nessuna organizzazione umanitaria: vengono direttamente prelevati dalle tasche degli italiani e, erogati dallo stato, in parte finiscono nelle casse delle associazioni di volontariato che si occupano della prima accoglienza e delle prime pratiche di riconoscimento.

Ma i costi dell’accoglienza aumentano se si considera che alcuni di questi migranti finisce per occupare le patrie galere del Bel Paese: sebbene molti reati siano stati depenalizzati (anche il reato di immigrazione clandestina è stato depenalizzato e proprio durante il governo Renzi), oggi circa il 36 % dei detenuti nelle carceri italiane è un immigrato. In “numeri” i detenuti stranieri sono oltre 23mila (dati 2013). Una “ospitalità” che costa caro agli italiani: secondo i dati dell’Osapp, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria, ogni detenuto costa allo stato italiano circa 12 mila euro al mese. L’”accoglienza” di questi migranti quindi è un ulteriore spesa di altri 3 miliardi di euro (approssimati per difetto) che grava sulle casse dello stato e sulle tasche degli italiani.

Decine e decine di miliardi (dati CGIA Mestre), complessivamente, che sarebbe possibile risparmiare se sono i flussi di migranti venissero realmente arrestati o, almeno, attenuati.

Soldi che potrebbero essere utilizzati pe risolvere molti dei problemi dell’Italia. ma che, invece, vengono spesi per l’”accoglienza”.

Spese che, dopo la definizione delle “quote” da pare della Commissione europea (ammesso che siano rispettate dagli altri paesi dell’Ue), non diminuiranno quasi per niente.

Eppure nessuno dei nostri politici ha sollevato la questione presso le sedi competenti, a cominciare proprio da Bruxelles e da New York, sede delle Nazioni Unite. Nessuno di loro ha proferito parola dopo le dichiarazioni, gravi e preoccupanti sotto molti punti di vista, rilasciate dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, solo pochi giorni fa, in occasione della riunione del G7 a Dublino: “Se l’Italia vuole mantenere il suo dinamismo economico ha bisogno dei migranti”. Una affermazione ribadita in occasione delle celebrazioni per il sessantesimo anniversario dell’ingresso dell’Irlanda nelle Nazioni Unite: “L’Europa deve riconoscerne un altro: il suo deficit nella forza lavoro. Bassa crescita demografica e una transizione demografica ad un continente di vecchi. Se vuole mantenere il suo dinamismo, l’Europa ha bisogno di migranti. L’Europa invecchia, se vuole mantenere il suo dinamismo, ha bisogno di migranti”.

E chi sosterrà i costi sociali, economici e sanitari legati alle “quote” sempre crescenti di migranti che sbarcano in Italia?

Peccato che di questi numeri né Junker né Ban Ki-moon né i nostri politici abbiano detto niente ….

C. Alessandro Mauceri

CAlessandro Mauceri

La Commissione europea dà i numeri dei migranti, ma i conti non tornano

2 pensieri su “La Commissione europea dà i numeri dei migranti, ma i conti non tornano

  • 15 Giugno 2015 alle 16:50
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    Io nn posso credere che possiamo accettare migranti in numero spropositato perché c’è necessità di mano d’opera oppure di incrementare nuove generazioni. E nn credo soprattutto nella necessità di farlo tutto in pochi anni. Qui c’è sotto qualcosa di diverso e più pericoloso.

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    • 15 Settembre 2015 alle 17:24
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      l’islam,è pericoloso:è una penetrazione continua per imporci una religione infame e vessatoria.

      Rispondi

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