La deflazione auto-imposta dalla UE

di Roberto Nardella

I brics stanno pensando ad una azione comune per interrompere la pressione sulle valute che si sta innescando a causa dei MASSICCI DEFLUSSI di capitale da questi paesi.

Il problema di fondo, come ben sottolineato in questa frase (“Tuttavia, non è chiaro se tale azione sarebbe di alcuna utilità se il vero problema è l’esaurimento di catch-up modelli di crescita in questi paesi, e cicli di credito boom-bust.”) resta la deflazione e la MORTE della domanda planetaria.

Sono mesi che insisto su questa tesi: la deflazione auto-imposta dalla UE, di cui la Germania ha GROSSE responsabilità, ha fatto da volano al raffreddamento della domanda globale, innescando la caduta dei profitti con conseguente crollo degli investimenti che portano chiusure, fallimenti e licenziamenti di massa.
I magazzini scoppiano di merce invenduta, le fabbriche hanno continuato a produrre abbattendo i ricavi e spingendo l’acceleratore sull’OFFERTA, cercando di dare un prezzo ancora minore: hanno interpretato appieno la legge di Say (dice che l’offerta crea sempre la propria domanda) e adesso ne pagheremo tutti le conseguenze.

Noi occidentali stringeremo la cinghia, mangiandoci il grasso che avevamo da parte, ma quando i miliardi di persone che lavoravano 14 ore al giorno per avere un piatto di riso non potranno avere nemmanco quello cosa pensate che accadrà?
Sommosse popolari e guerre civili saranno all’ordine del giorno.

Questo è il prezzo che i popoli pagheranno al mercato-libero-scambista che, a partire dai tardi anni ’70, ci hanno propinato.
L’abbandono dell’industria e l’inizio delle delocalizzazioni volute dalla Gran Bretagna e dagli USA, che hanno fatto partire la globalizzazione dal 1978 in poi, ha portato questi enormi scompensi strutturali, in quello che potrei definire un enorme schema Ponzi che, come tradizione vuole, inguaierà gli ultimi arrivati: gli emergenti, ovvero 3.5 miliardi di persone.

Solo rinnegando il WTO e la globalizzazione potremo pensare ad un riassestamento, nell’arco di qualche decennio, della situazione.
La crescita bisogna cercarla all’interno, in ogni nazione; pensare di ottenere il 50% del PIL dalle esportazioni NON è cosa fattibile, poichè le tue esportazioni saranno le importazioni di qualcun’altro che andranno a pesare sulla bilancia commerciale e saranno foriere di scompensi ENORMI nel medio-lungo periodo.
Il problema è che la politica, con tutti i suoi teatranti, pensa solo al breve termine, difendendo i privilegi acquisiti come casta.

India spinge ‘shock and awe’ piano di moneta per salvare BRICS…. LEGGI

“Mr Dasgputa ha detto a Reuters che la Cina, il Brasile, l’India, la Turchia, la Russia e il Sudafrica sono stati tutti spremuti come la Federal Reserve si prepara a stringere la politica monetaria. Azione comune darebbe mercati emergenti maggiore potenza di fuoco, permettendo loro di implementare unito le loro 8.700 miliardi dollari (£ 5600000000000) di riserve e schiacciano “speculatori”, invece di essere raccolti fuori uno per uno.”

Roberto Nardella

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