La destra affonda. Qualcuno parte, qualcuno riparte.

di Augusto Grandi
girano

Marco Valle non è mai stato un personaggio da risentimento, da scaramucce nei corridoi del mondo della destra. Marco VallePer sua (enorme) fortuna non ha mai avuto la necessità di provare invidie, gelosie. Ed allora quando Valle, su La Destra.it, spiega che dopo l’assemblea di Fdi non ci sono motivi per sorridere, per festeggiare, bisogna credergli. “Brutto spettacolo”, l’ha definito. Uno spettacolo per pochi, perché non è che i media si siano dannati l’anima per raccontarlo con dovizia di particolari. Eppure spunti ne avrebbero avuti, a partire da Aledanno che si è ringiovanito per andare a guidare la pattuglia di quarantenni. O da Fini che aleggia sempre nei paraggi. Un’assemblea per ripartire? A leggere i commenti sui social, parrebbe di no. Adieu, addio, ciao ciao. Una salva di annunci di abbandono definitivo. Magari quelli che restano saranno contenti, si liberano di una zavorra di astio, di rabbia, di frustrazione, di polemica. Tutti sentimenti assolutamente comprensibili e giustificati. Ma si va avanti. Con la Fondazione che investirà sulla cultura. Chissà quale cultura, visti gli esempi offerti sino ad ora. Una brillante commemorazione di qualche defunto? Un tour delle pentole a Gardone? Una innovativa affissione di manifesti?

C’è solo l’imbarazzo della scelta. Ma il finale dell’intervento di Valle apre prospettive diverse. “Da qui l’urgenza di un centro propulsore, un laboratorio di pensieri lunghi, un motore di intelligenze. Con la necessaria benzina e nuovi piloti.. Da domani iniziamo”. Un uomo che non si arrende. E da domani vedremo con chi vorrà costruire il laboratorio, con quanta benzina e con quali piloti.

Augusto Grandi
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La destra affonda. Qualcuno parte, qualcuno riparte.

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