La follia delle fontane pubbliche a pagamento.

di Mirco Mariucci

utopiarazionale

FontanaQuesta mattina, con mio gran stupore, ho scoperto che a Sigillo, un paesino di 2500 abitanti che si trova in Umbria, hanno installato un distributore automatico d’acqua a pagamento, ed ho anche visto un minus habens del posto che la stava acquistando nonostante, a non più di 200 metri di distanza, esista un’altra fontanella pubblica, che distribuisce acqua del medesimo acquedotto gratis.

Nella mia ignoranza/ingenuità, non avevo mai sentito parlare di un distributore d’acqua pubblica a pagamento, e dubito che mi sarebbe riuscito di concepire una simile bestialità:

bisogna essere proprio malati di mente per pensare di fare profitto anche con l’acqua delle fontanelle pubbliche.

Sono al tempo stesso divertito ed inorridito dalla stupidità e dall’avidità di taluni esemplari di homo sapiens, ma la questione ancor più sconvolgente riguarda un po’ tutti noi: non l’avete notato?

Ci stanno anestetizzando, non ci scandalizziamo più per niente e tutto, o quasi, ci sembra “normale”. Ci rendiamo conto?

Stanno vendendo la stessa acqua che discende per mezzo delle magnifiche grotte del Monte Cucco, che da centinaia di migliaia di anni soddisfa i bisogni di tutti gli esseri viventi della vallata senza pretendere alcunché in cambio, se non il rispetto per l’ambiente, e nessuno si oppone apertamente a questa aberrazione, né tanto meno si degna di organizzare una ben che minima protesta. Che cosa sta succedendo?

Pian piano ci stanno abituando all’idea che sia giusto pagare per avere l’accesso all’acqua.

Non è difficile immaginare che tra qualche decennio non esisterà più acqua gratis, in nessun luogo, perché anche quella dei fiumi e delle sorgenti naturali sarà troppo inquinata per essere bevuta direttamente, e così dovrà essere necessariamente acquistata in bottiglia o dai distributori pubblici a pagamento, previa decontaminazione.

La follia dell’ennesimo sogno capitalistico si trasformerà in realtà, o meglio in un incubo ad occhi aperti per i più poveri: dare un prezzo ad un bene fondamentale per la sopravvivenza, nonostante la natura lo metta a disposizione gratuitamente per tutti.

Le fontane pubbliche rappresentano l’ultimo baluardo di una concezione in totale antitesi al folle ideale capitalistico che intende mercificare tutto, iniziando con gli esseri umani, resi schiavi nelle fabbriche e nelle aziende, passando per i prodotti del loro lavoro, per finire con quello che la natura mette gratuitamente a disposizione in abbondanza per tutti, come l’acqua o l’aria, e noi stiamo lentamente cedendo all’inganno, abituandoci, come se tutto ciò fosse normale, necessario e inevitabile.

Il fatto che chiunque possa bere senza pagare alcun prezzo appare inconciliabile con un mondo sempre più dominato dalle logiche del profitto tipiche dei mercati, in quanto, secondo la follia visionaria delle multinazionali, anche l’acqua dovrebbe essere considerata un bene accessibile soltanto a chi può permettersi di pagare il giusto prezzo per acquistarlo.

Ma si da il caso che il giusto prezzo per l’acqua dev’essere pari a zero, anche se ciò viola le ridicole leggi di mercato: pazienza, che i capitalisti se ne facciano una ragione, l’acqua non può e non deve avere un prezzo; quest’ultima frase dovrebbe essere un assioma fondante di ogni società evoluta, indipendentemente da quanto alcuni dei suoi membri siano assetati di profitto.

In un mondo normale, le fontanelle pubbliche, dove l’acqua sgorga gratis secondo necessità, dovrebbero essere obbligatorie per legge in qualsiasi luogo frequentato da esseri umani.

Mirco Mariucci

Mirco Mariucci

La follia delle fontane pubbliche a pagamento.
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8 pensieri su “La follia delle fontane pubbliche a pagamento.

  • 24 Luglio 2015 alle 19:02
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    probabilmente l’acqua che vendono alle fontanelle è filtrata ed in parte declorata rispetto a quella che arriva diretta dall’acquedotto.mia moglie è stata invitata ad una presentazione di questi filtri per uso domestico, colui che li presentava ha pure detto ” voi italiani pensate che la vostra acqua del rubinetto sia buona, vostro marito non si farà convincere molto facilmente che questa è migliore, etc etc etc etc” difatti l’acqua del rubinetto di casa mia è perfetta, abbiamo sorgenti vicine, le tubazioni dlll’acquedotto non saranno perfete? amen .. con tutta la rumenta che si mangia non sarà l’acqua del rubinetto ad ammazzarmi, se in estate aumentano il cloro, allora per una settimana uso la caraffa col filtro e poi basta. capisco i pveri milanesi e piacentini, loro dovrebbero bere acqua di fossa se non ci fosse la minerale nei supermercati, a loro un sistema di filtrazione può tornare utile, ma ormai sono lobotomizzati dalle confezioni dell’ipermercato e dalle tabelle riassuntive dei contenuti salini. Io in Ligria mi bevo la mia bella acqua di rubinetto, grazie

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  • 24 Luglio 2015 alle 23:11
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    Questo articolo lo trovo alquanto fazioso, scritto da qualcuno che proprio non conosce la realtà dei fatti che sta andando a raccontare .
    1) come lei ha fatto notare le fontane pubbliche ci sono ancora non sono sparite
    2)In ; tutti i paesi che ho visitato e mi creda sono tanti l’acqua naturale viene erogata a titolo gratuito, refrigerata, ad essere a pagamento è solo l’acqua frizzante, anch’essa refrigerata
    3)L’acqua viene offerta ad un prezzo molto minore rispetto al prezzo di mercato dell’acqua in bottiglia. 5 centesimi al litro o al litro e mezzo.
    4) l’acqua dell’acquedotto pubblico non so lei, ma io la pago in bollette semestrali.

    Meglio informarsi e riflettere prima di scrivere su qualcosa che non si conosce… Troppa fatica?

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    • 25 Luglio 2015 alle 12:20
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      ndr: ehehehhe il senso non coglie il senso. L’acqua è un bene primario, un referendum ha detto che non può essere privatizzata. Come si ottiene la privatizzazione? Rendendo l’acqua impura, spargendo la voce che non è buona, che fa male. Magari inquinandola con volontà perchè sia schifosa, anche con la volontà del non controllo dell’inquinamento. Nel privato, in casa, si acquisterà da un privato il sistema di filtraggio “ruzzo e puzzo”, anche gratuito ma con filtri mensilmente da cambiare a costo inizialmente calmierato e poi in rapida ascesa… nel pubblico si piazza le belle fontanelle refrigerate, gassate, a basso costo, dove chi non può permettersi i filtri caserecci si recherà pagando la sua acquetta fresca che arrivati a casa sarà di nuovo calduccia. Ora chi non vede in prospettiva un nuovo mezzo per togliere un servizio, anzi direi di più un diritto inalienabile, che è l’acqua alla gente forse dovrebbe andare oltre quello che sa per inoltrarsi in quello che taluni cercano di spiegare con grande difficoltà. L’acqua dovrebbe essere gratuita e presente in ogni abitazione, pura e limpida. La fontanella a pagamento sarà privata come è stato reso privato il servizio di riscossione dell’acqua e le varie compartecipate si guardano bene da rendere le persone indipendenti dalle private che si occupano della riscossione. Ha importanza a che prezzo è venduta adesso? No non è un parametro valido da considerare in quanto prima si conquista un mercato e poi si impone il prezzo. Mi piacerebbe riparlarne fra 10 anni quando il ciclo si sarà concluso. Questo è tanto, perchè? Semplice perchè noi siamo acqua e condizionare il suo approvvigionamento in qualsiasi maniera è una forma di schiavitù. Visione in prospettiva va oltre la conoscenza.

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      • 25 Luglio 2015 alle 12:36
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        No, io ho capito benissimo il senso dell’articolo che posso considerare, in parte, condivisibile: che l’acqua sia e debba restare un bene pubblico.
        Quello che non condivido è la propagandistica spiccia, quella atta a portare consensi senza alcun tipo di approfondimento, giocando sull’ignoranza che dilaga su internet: quella di prendere per buono qualsiasi cosa ci appaia condivisa sulla bacheca di un social network qualunque.
        Presentare dei fatti che non corrispondono interamente alla realtà, distorcendo i contenuti, rende inutile lo scopo principale, cioè quello di informare e quindi smuovere le coscienze.

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        • 25 Luglio 2015 alle 14:06
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          ndr: Quello che io non capisco è dov’è questa propaganda spicciola? Propaganda è il compiacimento verso un potere forte, l’articolo è schierato con i Cittadini, anzi con le fasce più deboli dei cittadini.
          Quello che non capisco io è di quale ignoranza parla dato che nell’articolo si riporta un fatto e le conseguenze che questo fatto possano avere sulla società, non si fornisce dati falsi o tarocchi.
          Quello che non capisco io è come si possa affermare che si sono distorti dei fatti, esiste la fontanella? è a pagamento? L’acqua che riceve era un tempo gratis? Si fornisce un’ipotesi di sviluppo della questione, nemmeno troppo lontano dalla realtà dato che in tanti altri servizi per il Cittadino si è avuto esempi lampanti di progressive privatizzazioni di beni comuni.
          Quello che non capisco io è a quale pro Lei si scandalizza tanto per questo articolo…. a meno che….

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          • 26 Luglio 2015 alle 14:13
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            allora sei duro eh!|l’acqua è gratis, solo l’acqua frizzante è a pagamento, refrigerata a pochi cent alla bottiglia

          • 27 Luglio 2015 alle 09:18
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            ndr: … il rispetto è per altri non per il signor Carlo Alberto. Il nostro autore ci conferma che in quella fontanella è a pagamento sia frizzante che no.

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