La rivoluzione comincia da te!

di Mirco Mariucci
SECONDA PARTE
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Revolution
Innanzi alle distorsioni che permeano la nostra società, dobbiamo forse rassegnarci ad un futuro di sfruttamento e povertà? Neanche per sogno! Nonostante quell’1% che trae notevoli vantaggi dall’attuale sistema cerca di far credere al restane 99% che i tirapiedi dell’élites stiano lì appositamente per migliorare le condizioni di vita degli esseri umani, e che quindi sia sufficiente lamentarsi, attendere e sperare, per fortuna c’è almeno un’altra strategia ben più efficace per risolvere i nostri problemi: agire in prima persona, facendo in modo che le soluzioni arrivino “dal basso”. Ogni società è sempre la somma delle azioni degli individui che la compongono, quindi bisogna innanzitutto convincersi che se il mondo è quel disastro che possiamo osservare la colpa è nostra. Sì, proprio così: non sono gli altri i primi responsabili, bensì noi stessi! Impossibile?

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Invece no… la colpa è nostra, se speriamo che i politici asserviti alle esigenze del capitale realizzino le manovre necessarie al benessere dell’umanità; la colpa è nostra, che invece di pensare in modo scettico razionale crediamo in modo acritico-fideistico alle fandonie che gli stregoni (preti, vescovi, etc) diffondono per legittimare la loro millenaria istituzione di potere (leggasi Chiesa Cattolica); la colpa è nostra, che ci concediamo ai capitalisti e ci lasciamo sfruttare, concedendogli il lusso di trattenere una parte del frutto del nostro lavoro; la colpa è nostra, se cediamo ai condizionamenti del sistema economico e iniziamo a iper-consumare in modo stupido, superfluo ed irresponsabile; la colpa è ancora nostra quando ci rechiamo dagli strozzini legalizzati (i banchieri) a chiedere un mutuo, assicurandogli così una rendita parassitaria con il nostro lavoro; la colpa è sempre nostra, quando investiamo in borsa per cercare di speculare un po’ d’interesse senza far nulla, scaricando i veri oneri sulle spalle degli altri. Siamo noi che permettiamo che le storture e le ingiustizie continuino a perpetrarsi, quando innanzi ad esse ci giriamo dall’altra parte e facciamo finta che non esistano, invece di opporci ed agire con forza per fare in modo che non si verifichino più, e siamo sempre noi che abbiamo lo straordinario potere di spezzare il meccanismo dell’odierna follia sociale, prendendo coscienza ed iniziando ad agire in prima persona.
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Se speriamo che siano le élites a realizzare le condizioni di benessere per l’umanità, ci sbagliamo di grosso. Il potere attua ciò che è necessario per legittimare se stesso e per raggiungere i propri egoistici obiettivi, ricorrendo ad ogni forma d’inefficienza, propaganda, sfruttamento o violazione dei diritti umani, se necessario. Se pensiamo di trovare la verità da coloro che con la menzogna e con l’inganno sopravvivono da circa 2000 anni, siamo semplicemente degli ingenui; così come quando pensiamo che i messaggi diffusi attraverso i mass-media corrispondano a realtà, dimenticando che sono appositamente concepiti per formare la corretta opinione pubblica e per indurre apposite dinamiche sociali. Se aspettiamo che sia il nostro padrone a concederci la libertà, siamo degli illusi; così come quando pensiamo che l’attuale concezione di lavoro, forzosa e totalizzante, sia indispensabile per la nostra emancipazione e non ci rendiamo minimamente conto che si tratta soltanto di una moderna forma di schiavitù. Se ci lamentiamo dell’inquinamento ma poi diventiamo i primi responsabili con il nostro consumo smodato di beni superflui e di combustibili fossili, siamo semplicemente degli ipocriti; esattamente come quando inorridiamo innanzi alle guerre, e poi per lavarci la coscienza ci rechiamo ad una marcia per la pace con le nostre auto alimentante a derivati del petrolio, pur sapendo benissimo che il predominio sulle risorse petrolifere rappresenta una delle cause principali dei conflitti armati nel mondo.
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Fin qui dovremmo essere tutti d’accordo… ma allora quand’è che inizia la rivoluzione?
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FINE PARTE SECONDA
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Mirco Mariucci
Mirco Mariucci
La rivoluzione comincia da te! SECONDA PARTE
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Un pensiero su “La rivoluzione comincia da te! SECONDA PARTE

  • 8 Maggio 2015 alle 18:52
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    E come non essere d’accordo. Sarebbe interessante anche notare che il “cambiamento” ciascuno di noi lo declina dalla sua prospettiva, sebbene si sia tutti d’accordo che è ora cambiare e da almeno trent’anni. Ti prego, dammi una ricetta! Se lo ritieni d’interesse, ti mando una mia riflessione sull’argomento. Buona vita. Giovanni
    P.S. Ti invito, se vuoi, a venire a Bologna, domani, 9 maggio: sul sito di LCI i perchè dell’incontro. La speranza è di riuscire a costruire una federazione di tutti i movimenti che auspicano con azioni concrete il cambiamento, nella capacità di ciascuno di legare le individualità in relazioni per un obiettivo comune.

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