La rubrica Balasso 020

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“Ego te autorizzo a far quel cazzo che vuoi coi miei scripti, cum publicatione sul tuo sito, basta che scrivi che son miei” Firmato Balasso

natalino balasso

A girare per le città occidentali si è circondati da gigantografie del niente. Non contenti di riempire il nostro mondo di schermi pieni di saponette e pannolini, i tecnocrati della persuasione, con gaudio dei cultori del presente a tutti i costi, progettano un software rivoluzionario: se installato sui moderni schermi interattivi capisce chi li guarda e propone il prodotto più indicato. Ovviamente qualunque laureando in psichiatria ci direbbe che nemmeno noi conosciamo noi stessi, figuriamoci se ci riconosce uno schermo del cazzo. Ché, se veramente lo schermo dovesse riconoscermi e capire i miei gusti in quanto a pubblicità, si suiciderebbe o comincerebbe a proiettare orrende bestemmie in alamanno e in goto.
Tempo fa girava una delle solite bufale da social: il mega schermo di piazza Tien An Men a Pechino che proiettava un tramonto e la didascalia spiegava che siccome a Pechino l’aria è talmente inquinata che non si vede il cielo sono costretti a guardare il tramonto virtuale. Qualcuno si è accorto della cazzata, ripresa per giunta da qualche giornale a testimoniare l’inutilità odierna della carta stampata, e ha spiegato che, no, l’aria inquinata non c’entra affatto, anche se è un grosso problema a Pechino, in realtà il mega schermo proietta semplicemente delle pubblicità. Come se fosse meglio.
Devo dire che preferivo la bufala.

La rubrica Balasso 020

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