La telefonata di Nichi.

vendolaAscoltare la telefonata di Nichi Ventola non mi ha rattristato tanto per la considerazione che il suddetto ha per la tragedia vissuta da tanta gente, non è tanto l’insensibilità dall’uomo ad avermi sconvolto, ma è sopratutto la telefonata stessa, un inchino del politico non all’uomo potente, ma agli uomini potenti. Il tono di voce falso scherzoso, intrinsecamente rispettoso, esteriormente condiscendente, la finta risata (dato che non c’è da ridere) che nasconde quasi l’imbarazzo della telefonata stessa,  il classico tono di chi non ha da dire nulla ma si presenta al “capo” per una leccata di culo. Su via, ne avrete viste di persone cosi, sono imbarazzanti per per come mellifluamente si “strusciano” su chi è loro superiore.

Questo mi ha veramente colpito, il fatto che l’uomo politico, il Presidente della Puglia, abbia la necessità di fare questa prostrazione a 90° mascherata da telefonata divertente verso il vero “potere”, non verso Arichinà.

LINK telefonata Questa è la telefonata, completa, non decontestualizzata e quindi valutabile nella sua interezza.

Cito Vendola: ” …state tranquilli non è che mi sono scordato.” Lasciando perdere le implicazioni penali, e non dovrebbero essere lasciate perdere, ( ma si sa, il sor Vendola cena con i suoi inquisitori), che significa questa frase? Che non si è scordato di comprare il pane per la cena? oppure che non si è scordato che doveva fare qualcosa per i “potenti”. Faccio notare che tranquilli è plurale e non singolare, non è rivolta al sor Archinà, ma a più persone.

Cito Vendola: ” Ho paura che metto la faccia mia e si possono accendere ancora di più i fuochi.”, perchè lui la faccia la mette per i Cittadini o per chi? In cosa doveva mettere la faccia?

Questo rapporto politica – “potenti” in questo caso si esprime fra il Governatore della Puglia e un gruppo di persone di un certo livello finanziario, ma è lo stesso rapporto che un Presidente del Consiglio rivolge ad altre persone di un livello finanziario più alto. Non è Vendola il problema è la politica dei Vendola.

Esattamente quello che un politico NON dovrebbe fare.

Non voglio certo sminuire che quando si parla di  Cittadini morti si dovrebbe avere un certo contegno, solo per rispetto, ma a mio parere passa in secondo piano questo aspetto della telefonata proprio per il fatto che passano in secondo piano per il Sor vendola i morti, che non esita a non considerarli se si tratta i “corteggiare” il potenti.

Mi scandalizza anche, come si vede nel filmato a cui Vendola si riferisce, che “il giornalista” (inteso come in generale i giornalisti) è talmente poco considerato che quando uno vero giornalista fa le domande giuste il potente si indigna ed incapace di risposte concrete, (dato che non ce ne sono). Il signor Archinà si sente in diritto di strappare il microfono di mano come a voler puntualizzare che è lui che decide le domande, non se rispondere o no, ma proprio le domande da fare e che un giornalista qualsiasi non può permettersi di farne di poco convenienti.

LINK dell’intervista al signor Riva

Cito Archinà: ” eh serve almeno…”  A cosa serve? a impedire al signor Riva di rispondere a domande scomode o serve a puntualizzare che il giornalismo deve rispettare i potenti e non comunicare ai Cittadini?

Cito Vendola: ” Si,si, no ma poi quella faccia di provocatore ma…vabbè. Per me che le ho fatte davvero le battaglie per la difesa della vita e della salute”. Il giornalista, quello che fa le domande, che fa il suo lavoro è un provocatore… e se lo dice uno che le battaglie per la salute le ha fatte veramente vuol dire che è verità. Vorrei farvi notare che quando il sor Ventola parla c’è una sospensione, quando dice ” Per me che le ho fatte davvero le battaglie….. c’è una sospensione, come una riflessione, su quello che sta dicendo…. E’ forse venuto il dubbio che sia nel contesto sbagliato? Ad Archinà frega qualcosa delle battaglie di Vendola? Oppure Vendola riesuma un passato non consono rispetto all’interlocutore? eheheheheh 🙂

Fanno le leggi sull’omofobia e quindi non si potrà più dire che Ventola è un “rottoinculo”, ma una legge sulla reale indipendenza dei giornalisti non la fanno, tanto il 99% sono già succubi e all’1% non prostrato è sufficiente strappare il microfono. Dicevo, una legge sull’indipendenza dei giornalisti, una legge che consenta loro di fare le domande giuste senza che nessuno possa querelarli, o strappargli il microfono, mi sembra invece che la direzione presa qualche tempo fa sia andata in senso contrario a questo, sono stati “ingabbiati” sempre più con la paura delle ritorsioni giudiziarie!

Di tutto quello che ho scritto sicuramente a talune persone verrà solo da rispondere che sono contro gli omosessuali, dato che ho definito Ventola un rottoinculo, solo questo rimarrà in quelle menti.

Che schifo!

Per la cronaca il giornalista, quello vero, si chiama Dr. Luigi Abbate.

Jacopo Cioni

Jacopo

 

La telefonata di Nichi.
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