La vera ragione

di Roberto Nardella

(dello sconsiderato aumento dei prezzi in Italia e nei GIIPS)

bandiera biancaLa maggioranza delle persone crede che l’aumento dei prezzi avuto da quando abbiamo la moneta unica sia scaturito da un cattivo rapporto di cambio, cavalcato al meglio dai commercianti e dai produttori che hanno approfittato e speculato sull’ingenuità degli acquirenti.

Questa stessa dinamica la si è vista, in proporzioni addirittura maggiori, in Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna, Slovenia, Cipro ecc, insomma in tutte quelle che vengono definite le economie “periferiche” di €uro-Zone.

Possibile che i commercianti e i produttori di queste Nazioni erano TUTTI disonesti profittatori?

A nessuno viene il dubbio che le cose siano andate diversamente?

Il cambio della Lira verso dollaro USA, al 31 dic 1999 era pari a 1933 Lire, il Marco tedesco cambiava a 1,95 e il cambio Lira-Marco era a 990 Lire. Già ad occhio si vede benissimo che il rapporto di cambio è stato simmetrico e giusto. Un marco = mezzo dollaro; mille Lire = un Marco o mezzo dollaro. Il 01 gen 1980 bastavano 800 lire per un dollaro, mentre occorrevano 1,73 marchi per un dollaro. Sempre ad occhio vediamo quale sperequazione svalutativa ha interessato le due monete: in 20 anni, per comprare un dollaro, occorse ben il 141,6% in più di Lire, mentre per il marco ce ne volle in più solo il 12,5%. Si evince che le DINAMICHE inflattive erano COMPLETAMENTE DIVERSE nei due Paesi, ovvero, in questo ventennio, in Italia si ebbe un’inflazione media del 7,08 e in Germania dello 0,625. In un altro articolo ho ben messo in luce che tale DICOTOMIA era quasi identica per la Peseta spagnola ed aumentava esponenzialmente per l’Escudo portoghese (+300%) e soprattutto per la Dracma greca (+750%). Solo per TALI LAMPANTI EVIDENZE, L’€uro era un MATRIMONIO che non s’aveva da fare. Questo avrebbe detto il Manzoni.

Se torniamo indietro al 1997, prendendoci la briga di andare a vedere i saggi di interesse applicati dalle Banche Centrali dei singoli Paesi di euro-zone e dei tassi correnti per accendere un mutuo ipotecario, rimarremmo stupiti.

All’epoca, nei Paesi “periferici” troviamo i tassi di un mutuo per prima casa che andavano dal 10% a salire, mentre nella morigerata zona “core” gli stessi tassi erano intorno al 5%. Una differenza minima del 5% BASTA e AVANZA per mettere in moto la SPECULAZIONE, garantita dal CAMBIO FISSO e dalla BCE (il cui UNICO scopo è tenere l’inflazione entro il 2%). Come vedete, ancora una volta, la BASSA INFLAZIONE fa comodo solo a chi ha PRESTATO e/o a chi è STRARICCO.

Dal 1999 (data in cui l’€uro era già moneta virtuale a cambio rigido), centinaia di miliardi di €uro di nuovi investimenti sono AFFLUITI dalla morigerata “core-zone” verso i GIIPS. Un’orgia di LIQUIDITA’ che ha schiacciato i tassi d’interesse di quest’ultimi anche più del 50%, dando vita ad una IMMENSA bolla immobiliare.
Bolla foraggiata dal capitale straniero dato a prestito ad un tasso via-via calante ai cattivissimi e spendaccioni PIIGS, in cui i rispettivi governi hanno fatto a gara ad eliminare quei vincoli e quelle leggi che tutelavano il consumatore in nome del “LIBEROMERCATO” imposto dalle regole della Unione Europea.
Se è vero che un albero si giudica dai suoi frutti, traetene voi le conclusioni.

Sappiamo perfettamente che se “tira” l’edilizia il PIL cresce.
Una domanda in continuo AUMENTO, DROGATA da questo afflusso immane di capitali, ha fatto in modo che i prezzi lievitassero, andando in breve tempo fuori controllo. La corsa collettiva all’accaparramento fece si che qualsiasi merce diventasse marginalmente rara, facendone salire il prezzo.

Del resto, se un immobile nell’arco di 3 o 4 anni, raddoppia il proprio prezzo, NON è a da considerarsi ASSOLUTAMENTE normale.
Nei GIIPS si è perso di vista il prezzo reale e si è guardato solo al costo degli interessi e alla facilissima possibilità di indebitarsi.
NEL 2008 LA SVOLTA, innescata dallo scoppio dei sub-prime in USA che portò al ritiro dei capitali e alla messa in stato di mora di coloro i quali si sono trovati nel tritacarne: un buon 50% della popolazione euro-pea.

Oggi, quegli stessi immobiliaristi che ne trassero enormi vantaggi sono sul LASTRICO e prossimi al fallimento (investirono a loro volta in terreni a prezzi ESAGERATI per costruirvi altre nuove bellissime case), con migliaia di crediti inesigibili e milioni di immobili terminati che NESSUNO comprerà. Ovviamente si trascineranno nel baratro gli istituti finanziari che hanno speculato, fornendo loro liquidità, e che, ancora per poco, riusciranno a nascondere nei loro PUTRIDI bilanci i suddetti fallimenti.

Gli industriali, i commercianti e gli artigiani che pure, marginalmente, approfittarono della situazione, versano in condizioni tragiche e sono appesantiti da immani debiti accesi per far fronte alla NUOVA, IMMENSA, DOMANDA che sembrava NON dovesse MAI FINIRE.
Nell’80% (OTTANTA%) dei casi la loro solvibilità e FORTEMENTE compromessa.

Mi ritrovo ancora una volta a scrivere un nuovo capitolo di questa assurda tragedia nella speranza di espandere il più possibile i VERI motivi del disastro. Ad ognuno di noi auguro buona fortuna, anche se penso che questa volta NON sarà sufficiente.

Per certi aspetti mi sembra di rivivere la fine dell’impero romano, prima del sacco di Roma, quando i giochi erano già fatti. Purtroppo siamo destinati al fallimento: chi ha capito è davvero una ESIGUA minoranza e nonostante gli sforzi immani di tantissimi volontari sarà tutto inutile.

<siamo figli delle stelle e pronipoti di sua maestà il denaro> cit.

Roberto Nardella

Roberto Nardella

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