Le origini della supremazia europea

di Roberto Nardella

radici

Nella Storia del pianeta ci sono sempre state delle zone che si sono sviluppate più velocemente e maggiormente di altre.

A questo fenomeno ha contribuito innanzitutto il clima favorevole: non è un caso che la civiltà, almeno per come la conosciamo, è cominciata oltre 10.000 anni fa tra il Tigri e l’Eufrate per poi propagarsi all’Egitto e al mediterraneo e da lì, attraverso i romani (ma non solo), al resto dell’occidente.

Attorno all’anno 1000, l’Europa era uno dei continenti meno popolati: gli abitanti del vecchio continente erano circa 75/80 milioni.

Nel periodo delle “Crociate” gli eserciti europei si scontrarono più volte con i saraceni. Le sconfitte subite dai crociati furono pesantissime: il numero di guerrieri messi in campo dagli avversari era sempre schiacciante. I saraceni assoggettarono e conquistarono militarmente gran parte dell’Europa meridionale e gli ottomani fecero lo stesso nell’est Europa.

Le rotte commerciali erano saldamente nelle mani di altri popoli non appartenenti all’Europa.
Imponevano militarmente la loro egemonia.

Quando Marco Polo, di ritorno dal suo primo viaggio nel Katai, portò la polvere pirica a Venezia, nessuno immaginava che nell’arco di 200/300 anni sarebbe cambiato il mondo per sempre.

Il corso della Storia, a vantaggio esclusivo del vecchio continente, venne stravolto dall’avvento delle cannoniere a vela. Queste fortezze naviganti, con la loro immane potenza distruttiva, sbaragliarono per sempre le flotte concorrenti, benché queste avessero anche il triplo delle navi e il quintuplo dei guerrieri.

Nell’arco di 100 anni, dal 1450 al 1550, i Paesi europei arrivarono a detenere l’esclusiva del commercio mondiale: dall’India alla Cina, dall’Africa alle Americhe. Le merci viaggiavano a bordo di queste fortezze inespugnabili ed inavvicinabili. I cannoni armarono anche gli eserciti e vennero edificate città fortificate a guardia dei porti sulle coste di mezzo pianeta. I saraceni e gli ottomani furono sconfitti definitivamente e allontanati per sempre dall’Europa.

Nei secoli che vanno dall’XI al XV, la scarsità di argento e oro con cui si coniavano le monete faceva si che il commercio e l’economia dell’intera Europa restasse bloccato per mancanza di mezzi di pagamento. (un po’ quanto sta accadendo a noi con l’euro). Una deflazione prolungata e forzata che tenne prigioniera l’Europa intera e che limitò fortemente lo sviluppo economico e demografico.

Il controllo TOTALE delle rotte commerciali portò all’Europa dei vantaggi immensi in termini di ricchezze reali “importate” e depredate da ogni dove. Argento ed oro arrivavano a vascelli interi dall’Africa e dalle Americhe a cadenza settimanale. Le spezie, i filati ed altre materie prime arrivavano con regolare continuità dai punti più lontani del globo in tutti i porti europei, dove venivano avviate alla trasformazione manifatturiera e poi rivendute sia sul continente stesso che altrove.

La nuova ricchezza fece da volano al rinascimento che suggellò per sempre la supremazia dell’Europa, benché ancora in deficit di popolazione, a danno degli altri continenti molto più popolosi.

Quando, dal 1400 in poi, le ricchissime corti europee e la chiesa realizzavano l’immenso patrimonio urbanistico che possiamo ammirare, donando di riflesso maggior benessere alle popolazioni, nel resto del globo il tempo restava laconicamente fermo.

Lo sviluppo scientifico, medico, letterario, culturale e di ogni altra disciplina che partì dal rinascimento diede il “la” al benessere diffuso, dove più, dove meno, di cui oggi l’Europa è permea.

Dove è arrivata la cultura europea lo sviluppo è stato costante e duraturo.

Non ho alcuna intenzione di tralasciare la depredazione e le vittime che la civiltà europea inflisse al resto del globo per arrivare a tutto ciò. Non si potranno mai cancellare i 150 milioni di morti che il solo continente americano ha subito dallo sbarco di Cristoforo Colombo in poi. Oppure dello schiavismo a cui tutta l’Africa ha pagato un tributo non meno pesante. O dell’eccidio perpetrato ai danni degli aborigeni australiani e di tante altre nefaste vicende simili.

La civiltà europea si è macchiata di crimini enormi verso il resto dell’umanità ma, solo per citare i primi esempi che mi vengono in mente, anche gli eserciti persiani non furono meno crudeli. E le occupazioni saracene e ottomane furono indolori per le popolazioni sottomesse?

Quando si parla di prevaricazione, a qualsiasi livello, si entra in un campo minato e non è questo il tema su cui voglio porre l’accento.

Per arrivare sino a questo punto, l’Italia e l’Europa occidentale in genere, hanno impiegato 500 anni.

Per perdere questo primato è bastato meno di mezzo secolo. L’intera Europa è stata svenduta al mercato globale.

Questa è stata la ricompensa chiesta dagli USA dopo la seconda guerra mondiale che ha costretto l’intero continente a sottostare ai ricatti politici, finanziari e commerciali che meglio aggradavano agli Stati Uniti. La finta scelta era o di qua o di la.
O la padella o la brace. Si scelse la padella.

L’Unione Europea non è altro che una costola statunitense creata a sua immagine e somiglianza.
L’obbiettivo, oramai chiaro, era di avere le stesse regole iper-liberiste in tutto il mondo occidentale. Omogeneizzare i gusti, le aspettative e la sub-cultura di un miliardo di persone è servito (e servirà sempre più) per dare immani vantaggi alle multinazionali apolidi che non hanno più da pensare alle specificità di una certa regione piuttosto che ad un’altra. Hanno creato il cheese-burger totale.

Il loro nemico peggiore è la TRADIZIONE: l’unico baluardo contro la mercificazione e l’appiattimento totale. L’arma più potente della tradizione è la cultura classica di cui la “tradizione” è permea.

Salvare le specificità attraverso la cultura tradizionale, meglio se regionale, per evitare che il cheese-burger totale possa sostituire la pizza o il panino alla mortadella o che Andy Warhol sia paragonato al Tintoretto.

Probabilmente la nostra è una delle ultime generazioni che fa ancora queste distinzioni. E’ un obbligo far sapere quanto sono profonde le nostre radici.

Roberto Nardella

Roberto Nardella

Le origini della supremazia europea
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Un pensiero su “Le origini della supremazia europea

  • 3 Dicembre 2016 alle 10:48
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    Bravissiimo ,Nardella, gran bell articolo storic,sinteticobe chiarp,

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