L’eloquenza del silenzio

L’eloquenza del silenzio

di Salvatore Rainò

silenzio

Rispondere alle domande è una questione di sguardi, non di parole.

Infatti gli occhi dei bambini guardano nel silenzio, anche quando chi sta guardando non sa parlare, quando non ha imparato ancora a farlo, quando non sa più farlo, quando non parla la stessa lingua.

I discorsi convincenti arrivano quando lo sguardo è quello giusto, quando non vi sono parole che bastino, quando le parole sono inutili, quando il silenzio non è abbastanza.

L’eloquenza del silenzio vuole solo silenzio, le parole si prestano alla falsità, lo sguardo entra nell’anima, quella di chi guarda, quella di chi vorrebbe ascoltare, quella che tutti abbiamo avuto da bambini quando non sapevamo ancora parlare.

Quando vi è bisogno di parlare, finisce la magia del linguaggio più vero, quello dell’anima.

Ascolta la voce dell’anima, non fidarti delle domande alle quali gli altri rispondono con domande fatte da altri ancora.

Non fidarti nemmeno di chi spiega le cose senza chiedersi perché esse siano così.

Cerca un amico che ti ascolta, senza parlare.

Cerca qualcuno che non ha bisogno di darti nulla, ma che ha solo la voglia di stare con te.

Cerca qualcuno che vorresti rendere felice e non sai nemmeno perché.

Cerca e non stancarti, cerca chi ha bisogno soltanto di fare silenzio e guardalo, finché non riesci davvero a dirgli una cosa soltanto.

Cerca per il solo gusto di farlo, senza pretese, senza aspettative, guarda quanto grande sarà la sorpresa.

Non fidarti di chi ha troppe cose da dire, di chi vuole sempre parlare, di chi non sa stare in silenzio.

Se non sopporti il silenzio fuori di te, è soltanto perché il chiasso è forte dentro di te.

Aspetta, aspetta che arrivi il momento giusto e buttati dentro la storia di un’altra persona che ha bisogno del tuo silenzio. Col tuo silenzio potrai aiutarlo, potrai parlargli, potrai farlo tornare piccolo piccolo e fargli dimenticare tutto il dolore.

Quando qualcuno ti fa una domanda, non rispondere subito, ma aspetta almeno un istante e guardalo, guardalo negli occhi senza parlare.

Quando vorresti dire qualcosa, aspetta ugualmente e guarda, guarda soltanto se qualcuno ti sta ascoltando.

Non sciupare mai le tue parole, non sgomitare per prendere la parola, non rispondere alle domande che nessuno ti ha fatto: nessuno ti ascolterebbe.

Non sottovalutare mai i momenti di silenzio che sopraggiungono all’improvviso nella tua vita: essi vogliono dirti qualcosa.

Non aver paura del silenzio, abbi paura delle parole silenziose alle tue spalle. Quando ciò accade, voltati subito e non parlare, guardali!

Non bisbigliare perché potresti offendere il silenzio del cuore degli altri.

Non pretendere che gli altri parlino soltanto per dirti ciò che vuoi sentire, “sentili” per dare loro la possibilità di “parlarti”.

Parlare è un problema di silenzi, come l’acqua è un problema di recipienti vuoti.

Sii sempre pronto a fare silenzio e mai troppo a parlare.

Cerca un medico che ti guarda, un amico che sta attento, un sacerdote che sa fare silenzio.

Non aspettarti risposte da chi non ti guarda, non guardare chi parla troppo.

Se un giorno perderai la vista, fidati del silenzio.

Se perderai l’udito sarai l’uomo più fortunato del mondo solo se avrai ancora i tuoi occhi.

Non guardare mai l’altro come se volessi entrargli dentro, ma lascialo entrare, ovviamente in silenzio.

Alcuni suoni sono amici del silenzio: il vento sulle creste dei monti, la pioggia sui viottoli, il cammino di chi torna a casa la sera, il respiro di un bimbo che dorme, lo scorrere del tuo sangue mentre sei in un luogo ove impera il silenzio.

Non accettare spiegazioni se non precedute da un adeguato silenzio.

Non concedere la tua parola a chi non ha mostrato di saper fare silenzio.

La parola vuole entrare, mentre lo sguardo apre le braccia.

Amico mio, anche se non ti conosco, riconosco il tuo silenzio e la qualità della tua anima, sappi che ti cerco da molto tempo e che ho sempre saputo com’eri, soprattutto quando facevi silenzio. Perciò continua a starmi vicino, specialmente quando sarai lontano e, non dimenticare mai che esistiamo soltanto perché ci riconosciamo.

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di Salvatore Rainò

Salvatore Rainò

L’eloquenza del silenzio ultima modifica: 2015-03-16T12:00:16+00:00 da ilsovranista

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