Lettera aperta alla Procura Generale della Repubblica di Roma, hanno smantellato l’Italia come nazione sovrana ed indipendente.

di Marco Mori

studiolegalemarcomori

Laura Boldrini ha colpito ancora. Con l’arroganza che la contraddistingue ha nuovamente invocato cessioni della sovranità nazionale.

Ecco l’ennesimo assurdo tweet:
boldrini tweet 1

che segue a questo:

boldrini tweet 2

Ora come noto le cessioni sono vietate dall’art. 11 Cost che acconsente unicamente alle mere limitazioni di sovranità finalizzate all’adesione dell’Italia ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra i popoli. Il divieto di cessioni è naturale ed ovvio visto che la sovranità appartiene, ex art. 1 Cost., al popolo.
Ma qui si vuole soprattutto ricordare altro. Ovvero che la sovranità è il potere d’imperio sul territorio di uno Stato. Anzi il potere d’imperio è proprio ciò che contraddistingue uno Stato. La sovranità e la conseguente indipendenza costituiscono quel particolare bene che prende il nome di personalità giuridica della nazione e che trova piena tutela nel capo I, titolo I del libro II del codice penale. Orbene per tale ragione, davvero scosso dall’ennesimo tweet di Laura Boldrini, in data odierna ho inviato questa lettera alla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Roma:

 

mori procura 1 mori procura 2
Ecco la trascrizione della missiva:

Rapallo, 11 maggio 2015

Spett.le

Procura Generale presso la Corte d’Appello di Roma

Piazza Adriana n. 2

Raccomandata a.r. 00193 Roma

Alla c.a.

Egr. Dott. Luigi Ciampoli

OGGETTO: Delitti contro la personalità dello Stato compiuti attraverso le cessioni di sovranità e la menomazione dell’indipendenza del Paese.

Redigo la presente al fine di significare, contestare e denunciare quanto segue.

Come a Voi noto il libro secondo del codice penale si apre con un titolo primo così rubricato: “dei delitti contro la personalità dello Stato”. Tali delitti mirano a tutelare quell’insieme di poteri che contraddistinguono l’essenza stessa dello Stato che è un’entità politica che governa ed esercita il potere sovrano su un determinato territorio.

L’art. 241 c.p. tutela espressamente la sovranità ma anche la mera indipendenza dello Stato ed è stato oggetto di modifica nel 2006, modifica che ha reso più difficile la configurabilità della fattispecie delittuosa posto che oggi il reato si consuma solo attraverso un atto violento, fermo restando che nella giurisprudenza, anche la mera coercizione, costituisce pacificamente violenza. L’art. 243 c.p., in conseguenza della citata riforma, diventa la norma residuale con cui punire qualsivoglia atto d’intelligenza (anche i meri accordi dunque) che possano costituire un atto ostile contro lo Stato. Ovvio che la menomazione della personalità giuridica di una nazione è pacificatamente un atto ostile, anzi è per definizione l’atto più ostile possibile risultando secondo solo ad un’ivasione armata del paese. Dunque, senza alcun tema di smentita, la cessione di sovranità nazionale e la menomazione dell’indipendenza dell’Italia costituiscono reato.

Orbene, e veniamo dunque al punto, la cessione di sovranità nazionale e la menomazione dell’indipendenza del paese è esattamente ciò che è avvenuto dal 1992 in poi con la stipula dei Trattati UE che sono, per espressa ammissione della classe politica e delle istituzioni europee, cessioni della sovranità nazionale.

Ultimamente abbiamo sentito Ministri della Repubblica e le più alte cariche dello Stato, tra cui l’ex Presidente Napolitano, chiedere espressamente la cessione della sovranità nazionale, ancora oggi la terza carica della Repubblica, il Ministro Laura Boldrini ha invocato con un tweet la cessione di sovranità. La Boldrini è recidiva visto che con tweet del 14.11.14 aveva addirittura chiesto di “vincere le resistenze a cedere quote di sovranità”.

L’esponente è tra gli avvocati che hanno reso pubblica, senza alcun timore, sul proprio sito (www.studiolegalemarcomori.it) un atto di formale denuncia contro le più alte cariche dello Stato per il comportamento posto in essere, comportamento diretto allo smantellamento della personalità giuridica del paese. D’altronde l’art. 1 Cost. impone che la sovranità appartenga al popolo, se la stessa viene ceduta la democrazia semplicemente muore.

Nonostante ciò, da parte della Procura di Roma, per quanto è dato sapere dallo scrivente, non risultano indagini pendenti benché sia certa la sussistenza dei reati in parolaChiedo dunque che la Procura Generale di Roma provveda all’avocazione delle indagini restando a disposizione per fornire tutti gli elementi utili al proseguo o all’apertura delle stesse.

Non me ne vorrà l’Ill.mo Procuratore Generale ma la gravità dei fatti in corso (con l’approvazione dell’Italicum e la modifica della Costituzione in corso addirittura si muta surrettiziamente la forma di governo, come rilevato anche da numerosi magistrati) mi impone l’obbligo di preavvertire che, in caso in cui anche la presente missiva rimanesse senza riscontro, sarei costretto a segnalare la circostanza alla Procura di Perugia in quanto competente a valutare l’eventuale ipotesi di sussistenza del reato di omissione d’atti d’ufficio da parte dei propri colleghi che fino ad oggi hanno apparentemente ignorato la consumazione di tali evidenti reati.

Concludo rammentatovi che Mario Monti, tempo fa (il video è facilmente reperibile anche su you tube), affermò che le crisi e le gravi crisi costituiscono lo strumento necessario a vincere la resistenza dei cittadini alla cessione della sovranità nazionale. Secondo Monti ciò avverrebbe in quanto il costo psicologico di non fare le cessioni, proprio grazie ad un crisi conclamata, diventa superiore a quello di farle. Insomma una piena confessione.

Non serve aggiungere altro.

I miei migliori saluti.

Con determinata osservanza.

Avv. Marco Mori

 

* * *
La Procura dunque ha il dovere di procedere, aprire un’indagine è atto dovuto. Il codice penale e la Costituzione esistono ancora. Che perlomeno il Governo abbia il coraggio di cancellare entrambi prima di procedere oltre. Così la foglia di fico sarà definitivamente eliminata e sarà chiaro a tutti che, per i nostri rappresentati (che poi rappresentanti non sono a causa della loro illegittima elezione compiuta in forza del porcellum), l’Italia deve sparire.
Continuare a guardare rende complici, da parte mia sono certo di essere dalla parte giusta della storia. Nella campagna elettorale che mi vede impegnato in Toscana (ad esclusivi fini informativi) ovviamente dirò soprattutto questo, la gente deve capire!
Marco Mori candidato in Toscana con Democrazia Diretta
Marco Mori
Lettera aperta alla Procura Generale della Repubblica di Roma, hanno smantellato l’Italia come nazione sovrana ed indipendente.

2 pensieri su “Lettera aperta alla Procura Generale della Repubblica di Roma, hanno smantellato l’Italia come nazione sovrana ed indipendente.

  • 20 Maggio 2015 alle 13:43
    Permalink

    Grazie Avv. Marco Mori per avere scritto questa lettera alla procura, è veramente grave questa cessione di sovranità che fa la boldrini.Seguirò la vicenda.

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  • 20 Maggio 2015 alle 18:34
    Permalink

    A questo punto nessuno è più obbligato a rispettare la costituzione anzi bisognerebbe diffidare il rispetto pena la revoca per inadempimento del patto e chiedere l.indipendenza dall.Unione europea e l.onu si faccia carico presso lae due corti di giustizia penale e civile dell.aja per annullare parte del debito pubblico senza titolo è giusta causa …Non possiamo morire di tasse e di suicidi e di questa forma di schiavitù di debito .questa è colonizzazione mascherata e fatta senza uso di armi…in ogni caso ha leso e continua a ledere la sovranità monetaria politica e popolare dell.Italia …bisogna informare più gente possibile e inaccettabile avere sopra di noi una banca centrale indipendente…l.indipendenza e condizione stessa della sovranità e può appartenere solo ai popoli e agli stati con un territorio.leggasi convenzione di Montevideo Vienna sul diritto dei trattati e altri i innumerevoli trattati internazionali.si rispettino la ius cogens le norme imperative consuetudini del diritto oppure noi non siamo mai stati in una democrazia e non ci può essere allora ne pace ne sicurezza

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