L’occupazione si pesa e non si conta. Per la gioia dei disoccupati

di Augusto Grandi

girano

matteo renza2Il bugiardissimo non ci sta: non è vero che l’Italia tornerà ai livelli pre crisi solo tra 20 anni. Anzi, tra 20 anni saremo il primo Paese d’Europa. Le previsioni a lungo termine sono sempre aleatorie. Come si diceva, un tempo, sul medio-lungo periodo siamo tutti morti. Ma quando i padroni della finanza mondiale – quelli che hanno imposto i governi del Grigiocrate Monti, di Letta e del bugiardissimo, – assicurano che l’Italia cresce troppo lentamente, non è che sbaglino. Il governo degli inetti e delle renzine annuncia, tronfio, che l’Italia quest’anno crescerà più del previsto, sfiorando l’1% del Pil. Una crescita legata alla ripresa dell’inflazione, ma questo si dimenticano di dirlo. Forse manco lo sanno. In ogni caso una crescita vera, in grado di assicurare la ripresa ed il ritorno alla normalità, dovrebbe attestarsi al 3%. Anche questo non lo dicono, le renzine e gli inetti. Ora, però, tutti si concentrano sull’occupazione, che non può recuperare posizioni con una crescita così bassa del Pil. Ma allora arriva il colpo di genio, anzi del genio che, su La Stampa (nota a Torino come La Busiarda, la bugiarda, e dunque in piena sintonia con il premier) , spiega che i posti di lavoro si pesano e non si contano. Dunque chissenefrega se la disoccupazione giovanile supera il 40%, l’importante e’ che l’altro 60% faccia lavori che pesano di più. Il che non significa, in Italia, che siano anche pagati di più. Anzi, la mancanza di retribuzioni adeguate e di prospettive spinge i cervelli alla fuga verso l’estero, verso quei Paesi dove la qualità e’ riconosciuta e premiata. Il genio, ovviamente, insiste affinché ci siano più laureati in Italia. Così Germania, Francia, Svizzera, Stati Uniti, Cina, Emirati e chiunque altro avranno la possibilità di rifornirsi di cervelli in fuga formati, a caro prezzo, nel nostro Paese. Peccato che il genio non lo dica. E che un’opposizione ignorante non lo sappia.

Augusto Grandi

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