Maria Sofia di Baviera

 di Viliana Cancellieri

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Al di là della storia, al di là del tempo, dei fatti, dei giudizi, delle gloriose imprese o dei presunti errori… al di là di tutto… esistono VITE degne di essere raccontate, ricordate, lette con il fiato sospeso e con gli occhi sgranati.

Vite che ci insegnano che…
ci vuol coraggio per meritare il dono della vita!

           Fuori dalle righe, fuori dagli schemi, fuori dai pregiudizi.
Una DONNA nella quale razionalità e irrazionalità, follia e saggezza, sfumano l’uno nell’altro in un’alternanza di emozioni trascinanti.
E’ l’avventura di Maria Sofia di Baviera, donna sprezzante del pericolo, donna di ampio respiro e nobiltà. Bella, audace e generosa.
Maria Sofia seppe far sua la causa di un regno ormai al tramonto e ne divenne il simbolo.
Aveva 18 anni quando fu accolta da Francesco II di Borbone, re di Napoli, uomo fragile e superstizioso e suo futuro marito.
Maria Sofia sarebbe presto diventata la regina di un reame non certo potente ma sicuramente pittoresco.
La sua vita sentimentale fu molto tormentata.
Si racconta che dopo le nozze, finito il banchetto nuziale, Sofia, sola nelle sue stanze, attende invano il suo sposo. Madame Rizzi, una delle cameriere, le comunicherà che il principe sta male e non potrà raggiungerla.
Maria Sofia ha un dubbio: «Forse non piaccio al re».Era sola in quella stanza tra sontuosi mobili e tendaggi scuri. Ebbe paura, quella paura che non aveva mai provato galoppando di notte nelle amate foreste bavaresi. Quella fu la prima di una lunga serie di notti in cui il marito entrerà in quella stanza quando lei dorme e sguscerà fuori all’ alba, prima che lei si svegli.
Eppure Maria Sofia continuerà ad amare il re e gli starà accanto anche in quel fatidico assedio di Gaeta infondendogli coraggio.
All’epoca, tutte le gazzette d’ Europa parlano «dell’ eroina di Gaeta» e i giovani aristocratici raggiungono Sofia, combattono al suo fianco e si innamoreranno di lei.
Dopo tre mesi d’assedio la guarnigione è decimata e Sofia fa schierare sui bastioni le fanfare che intonano l’ inno borbonico di Paisiello e poi valzer e mazurke. Poi, improvvisamente, ordina fuoco a volontà. Un tiro preciso e violento che sorprende le postazioni piemontesi.
Maria Sofia, felice, ballerà con i soldati con la semplicità di una ragazzina.
All’ alba del 14 gennaio 1861, la capitolazione: è la fine del reame di Napoli.
Arrigo Petacco scrive della regina: “Se Garibaldi è l’ eroe del Risorgimento, Sofia è l’ eroina che gli si oppone”.
Dopo la capitolazione i due sovrani saranno ospiti nel palazzo del Quirinale offerto da Pio IX.
Passati alcuni mesi scoppia lo scandalo: una serie di foto ritraggono Maria Sofia in pose oscene. L’ arte della fotografia è appena nata insieme alla tecnica del fotomontaggio e presto si scoprirà la modella che ha prestato il suo corpo. Ma chi c’ è dietro la macchinazione? Non si saprà mai.
Ma quel che Francesco non scoprì fu l’unico tradimento della moglie: Sofia ha conosciuto un ufficiale belga e tre mesi dopo, rimasta incinta, si rifugia in Baviera. Sotto le pressioni dei suoi familiari la giovane donna torna a Roma. Lì confesserà a Francesco la nascita di due gemelle. Il re, comunque sia, la riprenderà con sé.
Un amore casto, innaturale ma sincero quello tra Francesco e Maria Sofia.
«Sissi», sorella di Maria Sofia e consorte dell’ imperatore Francesco Giuseppe, scrive una lettera a “Franceschiello” :«I tuoi doveri non si esauriscono nelle preghiere»
Francesco si sottopone a un piccolo intervento chirurgico onorando finalmente «la prima notte».
Il 24 dicembre 1869, dopo dieci anni di matrimonio, Maria Sofia dà alla luce una figlia, la principessa Maria Cristina Pia delle Due Sicilie. La bambina vive solo tre mesi.
Il 25 maggio Maria Sofia raggiunge a Vienna la sorella Elisabetta. Francesco poche settimane dopo parte e si stabilisce in un piccolo castello sul lago di Starnberg sotto il nome di Conte di Castro. Da quel momento la coppia reale vivrà quasi sempre separata.
Quando, ormai vecchia, Maria Sofia incontrerà a Parigi Giovanni Papini, autore di un saggio filosofico, gli dirà: «Per essere filosofi bisogna aver vissuto a lungo e sofferto molti disinganni: credetemi, non è il caso vostro».
Maria Sofia: bella, audace, generosa, vera.
Amedeo Tosti dice di lei: “Fin dal giorno del suo arrivo a Gaeta, la Regina Maria Sofia aveva preso ad esplicare una grande, inconsueta attività: visita ai reparti delle caserme, sopralluoghi sui lavori di afforzamento, predisposizioni per le cure ai feriti ed agli ammalati, contatti con la popolazione, tra la quale la giovane Sovrana non tardò a diventare popolarissima” I soldati la chiamavano: “Bella Guagliona nuosta”.
Nei momenti più gravi Maria Sofia non si perdeva d’animo, lo sprezzo del pericolo era una costante del suo comportamento; sapeva affrontare ogni rischio col sorriso sulle labbra, quasi a sfidare il destino. Per questo i soldati l’adoravano e anche in punto di morte invocavano il suo nome.
Ciò che destava ammirazione, soprattutto fra i combattenti, era la continua sfida del rischio da parte di Maria Sofia sempre presente dove più infuriava al battaglia.

Maria Sofia

una donna alla quale si ispirarono molti artisti

ritratto

Maria Sofia di Baviera, ritratta da Agostino Petracca

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Ferdinando Russo si ispira a Maria Sofia nella lirica

O’ surdato ‘e Gaeta

“E ‘ a Riggina! Signò! … Quant’era bella!
E che core teneva! E che maniere!
Mo na bona parola ‘a sentinella,
mo na strignuta ‘e mana a l’artigliere…
Steva sempre cu nui! … Muntava nsella
Currenno e ncuraggianno, juorne e sere,
mo ccà, mo llà … V”o ggiuro nnanz’ ‘e sante!
Nn’èramo nnammurate tuttequante!
Cu chillo cappellino ‘a cacciatora,
vui qua’ Riggina! Chella era na Fata!
E t’era buonaùrio e t’era sora,
quanno cchiù scassiava ‘a cannunata!…
Era capace ‘e se fermà pe n’ora,
e dispenzava buglie ‘e ciucculata…
Ire ferito? E t’asciuttava ‘a faccia…
Cadiva muorto? Te teneva ‘mbraccia…”.

Maria Sofia

index

la forza e la verità di una DONNA che ha dimostrato che
la vita è vita solo se si ha il coraggio di viverla

Viliana Cancellieri

Viliana Cancellieri

Maria Sofia: la forza e la “verità” di una DONNA

2 pensieri su “Maria Sofia: la forza e la “verità” di una DONNA

    • 26 Gennaio 2015 alle 22:03
      Permalink

      Ti ringrazio Maria. Per quel riguarda la mia affermazione ” un reame non certo potente ma sicuramente pittoresco” vado a spiegare ciò che intendevo: dicendo “non certo potente” volevo riferirmi al fatto che era un Regno vicino al tramonto e, dicendo “pittoresco” mi riferivo ai simpatici aneddoti raccontati sul Re e ai nomignoli (Francischiello, re lasagna, Ciccillo). Come pittoresco è anche il proverbio che ancor oggi è in uso qui in Campania ricordando Francesco II: Pare ‘a nave e Franceschiello: a poppa cumbatteveno e a prora nun ‘o sapeveno. 🙂

      Molti storici hanno sostenuto che Franceschiello fosse il nomignolo con cui si riferiva a lui proprio il popolo del suo regno.
      In un altro ambito troviamo l’altro soprannome, un po’ più affettuoso, di “Re lasagna” o “Lasa” coniato per lui dal padre a causa della passione nutrita per le lasagne e molto in uso tra gli storiografi del tempo.

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