NOI Italiani

di Mariano Abis

jolao77

NOI Italiani
Emmenomale che esistono liberi presidi dell’informazione come SardegnaNotizie, Linea QN, e Ilsovranista, e chissà quanti altri.
Epperò esistono anche dei fantomatici movimenti di liberazione non si sa bene da che, che vorrebbero disgregare quello che faticosamente i nostri avi hanno costruito, l’unità d’italia e degli italiani.
Perchè, poi, non si capisce bene a cosa mirino.
Fumo, creare nebbia, probabilmente.
E’ naturale, per noi, fare gruppo compatto di fronte all’inno di mameli, o compattarci attorno al tricolore.
Ormai lo sappiamo, ce lo dicono in continuazione, nei giornali e alla tv, NOI siamo orgogliosi di essere italiani.
Alla tv.
E nei giornali.
E anche a scuola.
Anche nei migliori centri commerciali, quelli che hanno il pregio di distribuire sana e certificata merce del bel paese.

“Tiremme innanz”
“Qui si fa l’italia o si muore!”
“Abbiamo fatto l’italia, ora pensiamo a fare gli italiani”
“Obbedisco!”
La saga delle conquiste dell’antica roma, orgoglio di popolo.
I film di fascistica memoria, noi siamo italiani, tutto il resto è infimità.
Noi siamo noi e voi non contate una beata ……
Navigatori, pensatori, poeti e…santi.
Ero ospite di una bella e numerosa famiglia, questi giorni scorsi, direi una famiglia all’antica, almeno all’apparenza.
I due capofamiglia, (genitore 2 e genitore 1 ) tre pargoletti più uno in arrivo, e due nonnini ancora in auge, che non sempre erano d’accordo sulla impostazione familiare, ed educazione dei figli.
Ma così è, il ruolo di educatore spetta ai genitori 2 e 1.
Strano ma vero, non ci crederete, proprio i vecchietti, erano tra tutti, i meno che assistevano ai programmi televisivi.
Eppure in quella casa la tv è paragonabile al prezzemolo, quasi ogni stanza contemplava la sua presenza.
E stavano quasi tutte accese!
Io che ho da tempo disimparato a servirmi di quell’aggeggio, stranamente, in quei giorni, ne ho fatto uso.
Smodato.
Come per esercitare una personalissima indagine sociologica alla buona, ho cercato di immedesimarmi nell’italiano medio, grande fruitore di informazione raiana e mediasetiana.
Ogni occasione, in quelle informazioni, era buona per esaltare le grandi capacità degli italiani, sintomatico mi sembrava il fatto che in quasi tutti i singoli passaggi pubblicitari, si esaltavano i pregi di oggetti o alimenti prodotti nel bel paese.
La ineccepibile filosofia produttiva di qualsiasi oggetto.
La loro perfezione.
La loro salubrità.
Orgoglio di appartenere ad un grande popolo.
Notatelo, nella pubblicità si mette continuamente in evidenza l’italianità.
Gran bella cosa, ma non è ormai assodato, che dopo 150 anni siamo un popolo?
Ripeto, come è che vogliono ancora inculcarci l’idea di popolo?
Lo siamo.
Lo sappiamo.
Me lo dicono e ce lo ripetono in tutte le salse.
Perchè?
Perchè ricordarcelo ad ogni piè sospinto?
Ci sarà pure una certa strategia in tutto questo?
Non è che ce lo ricordano in continuazione perchè pensano che ancora NOI italiani NON ci consideriamo un popolo?
Obbella, ma che idea malsana!
E magari, coscienti di questo fatto, ci chiediamo perchè ancora ci spingono verso quella nobile pratica di “unirci” ?
Ma non è assodato?
E se non fosse così palese come sembra?
Oddio che delusione!
Io sono sardo, hanno cercato di inculcarmi l’idea di essere italiano, e un pochino ci sono riusciti, (lo dico adesso e lo nego nel prosieguo del ragionamento ), ho amici veneti, napoletani e siciliani, che sono un po’ tutti nella mia situazione di confusione riguardo alle nostre radici.
(Ma io non sono confuso, lo dico per avallare ragionamenti, per convincere me stesso.)
Mi chiedo, perchè questa gente ancora si ostina a volersi considerare, che so, friulana, piuttosto che italiana?
Ci ho vissuto, lo so, non parlo a vanvera.
La stragrande maggioranza, lì, parla furlan, e io ho dovuto faticare non poco ad assimilare certi loro termini, anche se loro cercavano di mettermi a mio agio, ma alla fine ci sono riuscito.
Non è mica una brutta cosa mantenere le proprie tradizioni, e non solo linguisticamente parlando.
E allora perchè l’informazione imperante vuole annichilire questa predisposizione che reputo naturale?
Altro dilemma da risolvere.
Un altro dilemma che mi impegna nel voler capire, è come mai lo stato, contrasta i movimenti di liberazione.
Indagini, perquisizioni, e qualche arresto, lo stato in difesa di se stesso, giustamente, ma … cosa vogliono costoro?
Non è che vorrebbero disgregare il bene più prezioso che abbiamo?
Appartenere ad un grande popolo!
Al popolo italiano!
si parla italiano abisMah, valla a capire certa gente, la beneamata tv che cerca in tutti i modi di unire un popolo, e questi qui che contrastano il lavoro svolto.
Disfattisti.
Niente altro, che gusto poi ci provino non è dato sapere.
E nemici dell’italianità.
Da controllare assiduamente e rendere inoffensivi.
Provate a chiedere ad un siciliano se si considera italiano.
Provate a chiedere ad un napoletano, ad un friulano, ad un sardo, ad un veneto.
Se non è un tele dipendente totale, la risposta mi sembra ovvia e certificata.
Per un sardo la migliore birra al mondo è la jchnusa, per un friulano la moretti, forse, per un italiano?
Probabilmente una birra estera.
I coltelli più belli sono pattadesi o arburesi, per un sardo, per un friulano sicuramente le lame di maniago.
Il formaggio più gustoso è il pecorino sardo o romano (sardo anche esso ) , o il montasio per un friulano, per un italiano?
E chi è quel sardo che non affermerebbe che la terra più bella del mondo è la sardegna?
Se poi il ragionamento si sposta sulle personalità storiche che assurgono ad icone nazionali, che sarebbero la massima espressione per un popolo, il suo codice identificativo, l’italiano fa una ben misera figura, quando sceglie pertini come suo rappresentante mediatico, se contrapposto, per esempio, a quella che unanimemente, tra il suo popolo,  per suoi meriti di sardità, e lotta e sacrificio per libertà, da consegnare alla sua gente, è il professor Bainzu Piliu.
Ciascuno di noi, che si sente parte di un popolo, di una nazione, dirà anche di essere italiano, perchè condizionato da bombardamenti mediatici, ma dirà che prima di tutto l’italia è la sua seconda patria, perchè le proprie radici non si scordano, e le proprie radici non possono essere italiane.
E poi, guardandoci sinceramente in faccia, possiamo affermare di tutto, ma quello che penso io, è che il mondo è diviso in due categorie di persone, chi, come noi, popoli italici o del resto del pianeta, è assoggettato a una ristretta cerchia di nullafacenti plagiatori di idee e stupratori di tempo e di lavoro, e loro stessi, le elite.
E allora la strada è una, ciascun popolo cerchi la sua giusta libertà, nei dovuti modi e tempi, e quando tutto il mondo sarà libero, avremo già compiuto l’opera di disgregazione, tutti assieme, di questo sistema planetario che non vuole bene alla gente e ai popoli, e una volta fatto questo, cercheremo tra noi collaborazione, e, perchè no, finalmente, unione.Mariano Abis
Mariano Abis
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