Noi siamo quello che mangiamo …(nel bene e nel male)

di C.Alessandro Mauceri

dazebaonews

Noi siamo quello che mangiamo …(nel bene e nel male)

ROMA – La maggior parte delle patologie che si stanno diffondendo in modo preoccupante derivano dalle cattive abitudini alimentari, dallo stress, dal fumo, ma anche (per quanto sorprendente possa sembrare) dal comportamento e dall’alimentazione materna durante la gravidanza.

Tutti fattori che, volenti o nolenti, influiscono in modo rilevante sulla salute. Non se ne è parlato all’Expo di Milano (che, a conti fatti, non é stato altro che una “fiera” di grandi dimensioni in cui visitatori sono stati nutriti a colpi di fast food). A parlarne sono stati gli esperti che hanno partecipato convegno organizzato a Palermo dal Kiwanis Panormus, presieduto dal Dott. Conte.

Non si tratta di “nuove” teorie o inutili allarmismi: a ribadirlo sono stati gli esperti di epigenetica (la branca della biologia molecolare che studia le mutazioni genetiche e la trasmissione di caratteri ereditari non attribuibili direttamente al Dna). Esperti di epigenetica come il Dott. Burgio, presidente del comitato scientifico ISDE, e nutrizionisti come il Dott. Scognamiglio, biotecnologo medico, hanno dimostrato, numeri alla mano, che aveva ragione Feuerbach, il filosofo tedesco che, intorno alla metà del 1800, affermò: “Noi siamo quello che mangiamo”. E non è un caso se questo titolo è stato dato al convegno che si è svolto a Palermo.

I ricercatori sanno da decenni che il corpo umano si modifica adattandosi agli stimoli esterni e al cibo che si ingerisce è impressionante. Ma la cosa più sorprendente è che le variazioni non avvengono in tempi lunghi (come si pensava fino a non molti anni fa), ma nel giro di pochi decenni. È sufficiente una generazione: basta che una madre assuma gli alimenti sbagliati o che conduca uno stile di vita eccessivamente stressato (quello cui ormai si è abituati tanto da considerarlo normale), perché ciò abbia ripercussioni rilevanti sulla salute dei figli. Inutile dire che ciò carica di una pesante responsabilità tutti coloro i quali hanno a cuore la salute delle generazioni future.

Ma non basta. Recenti studi hanno dimostrato che molte malattie causate dalla cattiva alimentazione potrebbero essere curate senza ricorrere ad alcun farmaco. Basterebbe seguire una alimentazione più corretta e adottare uno stile di vita meno frenetico (si pensi al risparmio per le casse dello stato e per i contribuenti!).

Al contrario la diffusione di alimenti alterati, molte volte a frutto di scelte industriali basate su materie geneticamente modificate unitamente ad uno stile di vita sbagliato è causa di molte delle malattie di cui oggi tutti parlano. Tumori, malattie degenerative, problemi cardiaci e molto altro hanno tutti una sola causa: la cattiva alimentazione. Con conseguenze spesso pesanti per la società. Basti pensare che l’obesità (e le malattie ad essa correlate) negli Usa sono arrivate ad interessare oltre il 34 per cento della popolazione (un americano su tre è obeso). Eppure nessuno ha pensato che fosse necessario anzi, indispensabile cambiare la dieta. Solo qualche blando consiglio o poco più. Poca roba specie considerando che gli effetti di queste misure spesso sono resi vani da snervanti campagne di marketing condotte dalle multinazionali del cibo che continuano pressare sui consumatori per spingerli ad ingurgitare “junk food” (cibo spazzatura).

Tutto questo, senza che lo si comprenda, sta cambiando il modo stesso di essere dell’uomo (se la maggioranza di una patologia raggiunge percentuali che superano il 50 per cento non è più una “anomalia”: diventa la normalità).

Gli interessi delle multinazionali del cibo stanno alterando la natura stessa dell’essere umano: campagne di marketing sfrenate e incessanti convincono le persone a ingurgitare alimenti che provocano malattie gravi. Ma non  basta: spesso vengono esercitate forti pressioni anche sui governi perché adottino norme che favoriscono alcuni prodotti. Esemplare il caso della direttiva comunitaria approvata nei giorni scorsi. Una norma che ha introdotto tra gli “alimenti” per l’uomo, oltre a insetti, larve e simili, anche sostanze interamente prodotte in laboratorio. Un regalo, secondo molti, per le multinazionali del cibo che, dopo il cioccolato senza cacao, il latte senza latte e il vino senza uva, potranno mettere in commercio prodotti totalmente sintetici o dotati di alterazioni senza alcun valore nutrizionale ma che servono solo a rendere “appetibile” o “attraente” ciò che non è affatto salutare.

Per questo i ricercatori che hanno partecipato al convegno hanno rivolto un invito particolare agli studenti di alcuni istituti alberghieri: sono loro, i cuochi di domani, quelli che non possono fingere di non sapere cosa mettono nel piatto dei propri clienti. Sono loro che, tra pochi anni, dovranno prendersi cura della salute della gente. Dovranno farlo tenendo conto delle nuove conoscenze della scienza e dell’epigenetica, ma anche delle tradizioni secolari che la mondializzazione sta cercando di cancellare. Come la dieta mediterranea: quella che è considerata, e a ragione, la più salutare del pianeta, ma che gli interessi economici delle multinazionali del cibo stanno cercando di distruggere, passo dopo passo, spot dopo spot, direttiva dopo direttiva.

Come all’Expo appena concluso dove, invece di indirizzare milioni di visitatori verso uno stile di vita e un’alimentazione più sani, gli organizzatori hanno ceduto alle promesse (economiche) degli sponsor e hanno riempito i loro stomachi di tonnellate di fast food.

Nessuno all’Expo 2105 si è preso la briga di dire che se molti dei visitatori (o dei loro figli) si ammaleranno probabilmente sarà a causa delle cattive abitudini alimentari.

Lo hanno fatto i ricercatori a Palermo. E lo faranno ancora: tra i progetti presentati, infatti, c’è anche quello di continuare questa azione di informazione coinvolgendo tutte le scuole della regione ….

 C.Alessandro Mauceri

CAlessandro Mauceri

 

Noi siamo quello che mangiamo …(nel bene e nel male) ultima modifica: 2015-11-07T11:19:01+00:00 da C. Alessandro Mauceri

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