Non mi fai paura.

di Mariano Abis

abis 1Non lo faccio mai, ma le regole esistono, a volte, per essere infrante.
Quando mi accingo a scrivere un romanzo o un articolo, lo faccio di getto, ma solo dopo averlo pianificato per benino, e avendo bene in mente la struttura, l’ossatura sulla quale dovrò lavorarci su.
Stavolta preferisco scrivere di getto, e a caldo, sull’onda degli avvenimenti scaturiti dalla bella giornata di unità e partecipazione dei sardi verso un problema ineluttibile.
La brutta storia che non esito a definire “coloniale”, è quella delle scorie nucleari destinate alla nostra terra, come se non bastassero gli stupri ambientali, e non solo, alla quale da tempo immemore è stata sottoposta.
Niente più che colonia.
Circa seicento persone si sono date appuntamento sotto i portici della regione, a cagliari, per dimostrare che le scorie nucleari se le possono mettere dove meglio credono, ma non certo in Sardegna.
E fin qui tutto bene.
Quando tornai dal continente dopo una permanenza lavorativa durata dieci anni, decisi di scrivere di Sardegna, e militare in un raggruppamento indipendentista.
Avevo capito che senza spinta e partecipazione attiva dal basso, i problemi sono irrisolvibili, chi ci “rappresenta”, infatti, è assodato, non ha nessuna intenzione di fare gli interessi della gente, è li per sue necessità personali e nepotistiche, niente più che un servo di poteri forti.
Ormai sono più che mai convinto che la rappresentatività così come intesa in italy, è una colossale bufala.
Un assurdo paese dove impera la demeritocrazia, dove i peggiori governano.
Mi stavo guardando intorno, e volevo scegliere un movimento o un “partito” o un gruppo, che mi potesse in qualche maniera assomigliare, e nel quale avevo intenzione di militare (che brutta parola ! ).
In cuor mio avevo già scelto, anche se in quel periodo cercavo conferme.
E poi, come un fulmine accecante, e dal boato intensissimo, qualcuno mi parlò dei movimenti di liberazione nazionali, e delle esclusive possibilità che offrivano, in antitesi e in raffronto ai classici schieramenti che agiscono secondo la giurisprudenza italiana.
Non mi ci volle molto a capire che agendo secondo il diritto internazionale, avremmo avuto immensamente più frecce al nostro arco, riguardo ad uno schieramento classico “sardo-italiano”.
Ma anche più problematicità e più rischi.
Si trattava, in buona sintesi, di non riconoscere lo stato italico occupante il territorio dei sardi.
La legge 881 , ratificata dall’italia nel 1977, ed altre leggi, certificano senza ombra di dubbio, che un popolo definibile tale, secondo alcuni parametri, deve essere messo nelle condizioni di potersi autodeterminare.
Cominciai a scrivere di autodeterminazione e decolonizzazione, tenendo ben presente, ed esplicitandolo, che la Sardegna è immersa in ambiti planetari, e appunto per questo risente di decisioni globaliste.
Qualcuno notò i miei testi, e mi propose di far parte del governo provvisorio dei sardi.
Accettai in maniera entusiastica, pur sapendo che i rischi per uno come me, che scrive esattamente quello che pensa, e non si tira indietro di fronte alla verità, sarebbero stati enormi.
Mi impegnai su certe “campagne” mediatiche (dato che scrivo articoli per tre quotidiani on line), che tendevano a far capire ai sardi (secondo il mio punto di vista e le mie competenze ), pure opinabili, ma personali, e scaturite da ragionamenti e da una buona dose di intuitività, che penso di possedere, attirandomi così le antipatie di persone che attualmente, alla luce dei riscontri recenti, considero irrazionali e fondamentalmente morte di sonno.
Perchè non hanno capito che la gestione politica della sardegna o il governo italiano, allo stato attuale, non possono decidere un bel niente.
Hai voglia di parlare di simbologie, di nwo, di sottrarre legalmente territori all’italia, niente da fare, il sardo è cocciuto e si chiude alle nuove tematiche, e poi non ha capito che le ideologie sono state inventate per disunirci.
E allora dagli all’untore, non bastano le dita delle mani per contare gli avvertimenti e le minacce alle quali sono stato sottoposto, per giunta da parte di gente che si definisce indipendentista o sovrana, e che dovrebbe essere dalla nostra parte e collaborare intelligentemente con noi.
Finora ho fatto qualcosa di positivo, almeno spero, per la mia gente, e voglio avvisare qui, che le minacce mi scivolano addosso, e quanto più pesanti sono, più mi rendo conto che sono espresse da gente che non ragiona, menti ottenebrate dal fatto che, si, un movimento di liberazione, secondo la giurisprudenza corrente, è una organizzazione per così dire, a struttura militaresca, ma noi siamo gandhiani, pacifisti, razionali, (sentito mai parlare, magari di straforo, di logica? ), siamo convinti che la forza della ragione e della verità, alla fine prevarrà sulla irrazionalità e sull’istinto.
E la Sardegna sarà libera, come è giusto che sia.

Mariano Abis

Mariano Abis

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