ONU. L’Italia rilancia la propria candidatura

di C.Alessandro Mauceri

Notizie Geopolitiche

image17Il governo ha rinnovato la candidatura dell’Italia per un seggio non permanente nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per il biennio 2017-2018.
La presentazione formale dell’istanza era già avvenuta nel 2009, ma visto l’approssimarsi della data delle votazioni (prevista per giugno del prossimo anno), il governo ha pensato doveroso sottolineare le motivazioni che dovrebbero spingere l’Assemblea Generale a scegliere proprio il Bel Paese.Per questo motivo sul sito del Ministero degli Esteri sono state sottolineate le motivazioni a favore dell’Italia. A cominciare dal fatto che “fin dal suo ingresso nel 1955 l’Italia ha assicurato all’Onu un sostegno pieno” in diversi settori e del “contributo che l’Italia fornisce al mantenimento della pace e della sicurezza e al raggiungimento degli altri obiettivi dell’Organizzazione”. L’Italia mira a sostenere l’Onu soprattutto nei settori dello sviluppo sostenibile, dell’agricoltura e dell’energia, dell’acqua, del clima e dell’ambiente, dei diritti umani, della moratoria sulla pena di morte, della libertà di religione, del ruolo delle donne, e della pace, della sicurezza e della politica mediterranea.
A sostegno della propria della candidatura, è stato ricordato che già oggi l’Onu “dispone una presenza significativa e capillare” in Italia. Sono numerosi, infatti, gli uffici regionali e gli Organismi delle Nazioni Unite che hanno sede sul territorio nazionale (“International Center for Theoretical Physics” – ICTP, “International Center for Genetic Engineering and Biotechnology” – ICGEB, “World Academy of Science” – TWAS, “Inter Academy Panel” – IAP, ). A questi si aggiungono le sede centrali dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), del Programma Alimentare Mondiale (PAM) e del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD). Inoltre a Torino si trova lo UN System Staff College, l’istituto di formazione dei funzionari dell’ONU, il Centro Internazionale di Formazione dell’OIL e l’Istituto di Ricerca su Crimine Interregionale e Giustizia (UNICRI).

I membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sono Stati Uniti, Russia, Francia, Gran Bretagna, Cina (permanenti); per il biennio 2014 – 2015: Ciad, Nigeria, Cile, Lituania, Giordania (quest’ultima in sostituzione dell’Arabia Saudita che ha rinunciato); per il biennio 2015 – 2016: Angola, Malesia, Nuova Zelanda, Spagna, Veneziela.

C.Alessandro Mauceri

CAlessandro Mauceri

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