PALESTINA. Sessione Onu sui Territori occupati e su crisi di Gaza: Usa e Israele non si presentano

di C.Alessandro Mauceri

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image65Si sono tenuti a Ginevra i lavori della sessione speciale del Consiglio dei diritti umani dell’Onu per discutere la situazione dei Territori palestinesi occupati e dell’offensiva militare israeliana contro la Striscia di Gaza nel 2014. Nel corso della riunione sono state denunciate le violazioni israeliane durante i due mesi di bombardamenti su Gaza. Gli attacchi israeliani hanno provocato la morte di circa 2.200 persone (tra cui centinaia di bambini). Durissime le parole di Makarim Wibisono, inviato speciale dell’Onu per i Diritti Umani nei Territori e a Gaza: “La ferocia della distruzione e l’elevato numero di vittime civili pone seri dubbi sul fatto che Israele abbia rispettato i principi del diritto umanitario internazionale della proporzionalità, della distinzione e della precauzione nell’attacco”.Secondo Wibisono, Israele continua stringere quei territori “in una stretta mortale che non consente alla persone neanche di aiutarsi da sole”.
Grandi assenti alla seduta delle Nazioni Unite i rappresentanti di Israele e degli Stati Uniti d’America. Un’assenza grave, soprattutto quella di Israele, che non è passata inosservata al presidente del consiglio, Joachim Ruecher: “Prendo atto che il rappresentante di Israele non è presente”. Un’assenza ancora più grave dal momento che Israele non ha fornito alcuna giustificazione. Secondo fonti vicine al consiglio si sarebbe trattato di un boicottaggio.
Tesi questa confortata dall’assenza anche degli Usa che hanno addotto una giustificazione alquanto blanda: il portavoce ha riferito semplicemente che Keith Harper, ambasciatore degli Stati Uniti al Consiglio, si trovava a Washington. La posizione che avrebbero assunto gli Usa era incerta dopo che i rapporti tra i due Paesi erano apparsi freddi durante l’ultima visita del premier Israeliano in America. Per questo, la scorsa settimana, Washington aveva dichiarato che non era certa di fornire il proprio sostegno a Israele a causa della dura presa di posizione di Netanyahu sui Palestinesi.
Il processo contro Israele potrebbe essere più lungo del previsto: William Schabas, esperto di diritto internazionale, in un primo momento nominato presidenza della Commissione d’inchiesta, ha presentato le proprie dimissioni dopo l’opposizione presentata da Israele che lo ha definito “non imparziale” dato che, in passato, è stato incaricato di redigere un parere legale sull’OLP. Richiesta che è stata accolta. Al suo posto, è stata chiamata Mary McGowan Davis.
Non contento Israele ha chiesto anche che l’intera procedura venisse archiviata, accusando la Commissione e il Consiglio dei Diritti Umani di essere prevenuta nei confronti del Paese mediorientale. Il ministero degli Esteri israeliano ha detto alla Reuters che la discussone annuale delle Nazioni Unite sui diritti umani a Gaza e nei Territori occupati “rende Israele oggetto di un’attenzione negativa”.
Dure le critiche alle allusioni di Israele da parte di altri Paesi: “E’ un deliberato tentativo di minare la credibilità del Consiglio per i Diritti Umani”, ha detto il rappresentante del Pakistan, parlando a nome dell’Organizzazione della Conferenza Islamica.

C.Alessandro Mauceri

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