Perfect storm has begun?

di Roberto Nardella

ondaPer l’ennesima volta scrivo e vi annoio sugli emergenti-mai-emersi…le cose, a mio avviso, stanno prendendo una pessima piega… Il modello di sviluppo improntato quasi del tutto sulle esportazioni è arrivato al capolinea. I Paesi emergenti devono far presto a trovare un altro modo. Le avvisaglie sono visibili da più di due anni ma niente o quasi è stato fatto per cercare un modello diverso, improntato verso una più sana ed equilibrata ricerca di crescita interna. Sappiamo che CHI si avvantaggia di tale condizione sono la finanza mondiale e le multinazionali. Questi attori apolidi hanno le loro sedi in paradisi fiscali e non pagano tasse (o quasi) a nessun governo. Il loro MOTTO neanche nascosto è MASSIMIZZAZIONE dei PROFITTI e MINIMIZZAZIONE dei COSTI. Tanto più SCHIACCI verso lo ZERO i SALARI tanto di più avrai massimizzazione dei profitti. Questo è l’UNICO motivo delle DELOCALIZZAZIONI in zone più “attrattive”. Fiscalità prossime allo ZERO, salari da FAME e diritti dei lavoratori inesistenti: questa è la RICETTA PERFETTA del Paese-tipo dove sono state impiantate la stragrande maggioranza delle fabbriche SPARITE in occidente. L’annuncio della riduzione di altri $10 miliardi del QE (monetizzazione del debito USA tramite immissione di liquidità da parte della FED), denominato “tapering”, che è già passato da $85 a $75 miliardi che ha dato slancio a TUTE le borse mondiali, sta dando una ulteriore accelerazione alla fuga di capitali dai Paesi emergenti. Il capitale quando non ha più garanzie di crescita a basso rischio SCAPPA, cercando altre vie. L’innalzarsi degli interessi sui titoli di debito USA provocato dal “tapering” è un buon “parcheggio” per la liquidità proveniente dai disinvestimenti operati sugli emergenti: i fondi comuni di investimento hanno già spostato $450 miliardi dagli emergenti verso valute forti ($, Sterlina, yen ed € in primis) e titoli di debito statali denominati in dette valute. L’innalzamento di valore di euro e dollaro e l’abbassamento dei rendimenti dei tit. di Stato in euro-zone sono dovuti soprattutto a questo fenomeno. E’ altresì chiarissimo che la fuoriuscita di cotali capitali dagli emergenti faccia traballare pesantemente le loro valute nazionali. Ribassi con percentuali a doppia cifra stanno interessando Real brasiliano, Rupia indiana, Rand sudafricano, Rublo russo, Lira turca e tutte le altre valute a loro interconnesse per appartenenza di area geopolitica. La Yuan cinese non fa testo poiché il PCC nasconde benissimo qualsiasi notizia: sapremo dei loro problemi quando saranno già crollati. Nel loro caso possiamo solo attenerci agli opachi dati rilasciati dalle proprie agenzie e interpretare di conseguenza. Come ben sappiamo un indebolimento monetario favorisce le esportazioni ma la svalutazione, nel caso degli emergenti, pur dando fiato alle esportazioni, uccide il debito espresso in valuta pregiata (soprattutto quello a breve termine ma anche quello fatto molti anni prima). Infatti, detto debito espresso in dollari USA, costerà alle casse statali la stessa percentuale in più rispetto alla svalutazione stessa. Quello che tutti hanno fatto per difendere la valuta nazionale è stato l’acquisto delle loro stesse monete con le riserve in valuta pregiata provenienti da esportazione e turismo, aspettando che il sereno potesse ritornare. Ma troppo tempo è passato le riserve non durano per sempre. Un ciclo durato 30 anni che ha concluso la sua crescita forsennata? Si, penso fortemente di si. La prepotente crescita cinese ha fatto da traino all’innalzamento dei costi delle materie prime, avviando la crescita dei “materiaprimisti”. Da parecchio tempo i prezzi stanno calando, in molti casi sono anche la metà di quelli antecedenti il 2007 e non vi è ALCUNA possibilità perché questi riprendano a crescere. Alla casa bianca questo era noto da tempo. Un massiccio rimpatrio di aziende è partito da qualche anno e non accenna a diminuire d’intensità. Obama ieri ha dichiarato che vuole, anche per Decreto Legge se necessario, un salario orario minimo di DIECI dollari. Hanno capito che senza classe media NON si va da nessuna parte. Una popolazione povera NON consuma ALTRO che lo stretto necessario. La SPARIZIONE programmata della classe media in euro-pa e negli USA NON sostituita da una nuova classe media cinese, indiana, brasiliana ecc ha IMPOVERITO i consumi globali in una tale maniera che l’onda di ridondanza arriverà come uno tsunami su quei Paesi che delle vendite a quelle classi medie aveva fatto l’UNICO modello di sviluppo. Quella rotazione ciclica che permetteva di sostituire un gruppo di Paesi entrati in crisi con altri in ascesa è stata alla base dello sviluppo dei Paesi avanzati. Adesso come adesso NON vi è alcuna rotazione possibile. Il regresso investirà l’intero pianeta, nessuno escluso. Nei prossimi giorni assisteremo ad un RIALZO dei saggi d’interesse da parte delle maggiori Banche Centrali dei Paesi in questione. Tale operazione ha due FONDAMENTALI obiettivi: 1) Elargire un interesse maggiore agli investitori nel tentativo di limitare la fuga di capitali che porterebbe al crack le valute nazionali con l’inasprimento del debito espresso in dollari che crescerebbe della stessa percentuale evitando un default che è sempre possibile. 2) Combattere l’inflazione che sta aumentando vertiginosamente. Perché aumenta l’inflazione? In detti Paesi l’inflazione aumenta poiché i prodotti d’importazione costano molto di più e dal momento che importano buona parte di quanto consumano è necessario alzare il costo del denaro per mettere un freno alla richiesta di prestiti che limiterà fortemente i consumi, soprattutto quelli esteri. Generalmente, in periodi di recessione i tassi dovrebbero scendere ma se così facessero (gli emergenti) aumenterebbe ulteriormente l’indebitamento privato e conseguentemente i consumi, amplificando il concetto. Quindi, aspettiamoci un ULTERIORE FRENATA della già SCARSA DOMANDA MONDIALE. Martedì 28 gennaio il governo turco ha riunito d’urgenza la Banca Centrale. L’impennata inflattiva al 6,6% con tendenza all’aumento, ben lontana dal 5% programmato, ha costretto il direttivo ad aumentare il TASSO ufficiale di sconto del 122%, portando quelli a breve termine al 10% dal 4,5% del giorno prima. Un aumento di tale portata del saggio d’interesse non l’avevo mai visto. Vediamo come hanno operato le B.C. nei BRICS negli ultimi 2 anni. 23:00 TRY Annuncio del tasso d’interesse Turchia 10,00% 6,50% 4,50% <La decisione sui tassi a breve termine presa dalla Banca Centrale della Repubblica Turca. La decisione sul livello al quale fissare i tassi d’interesse dipende sostanzialmente dalle prospettive di crescita e dall’inflazione. L’obiettivo principale della banca centrale è il conseguimento della stabilità dei prezzi. Tassi di interesse elevati attraggono investitori stranieri alla ricerca del migliore ritorno esente da rischi” per il loro denaro, il che può innalzare in misura significativa la domanda di valuta di quel paese. Un tasso superiore al previsto sarà positivo/rialzista per la TRY, mentre un tasso inferiore alle attese sarà negativo/ribassista per la TRY.> questi altri dovrebbero essere per il medio ed il lungo termine: 23:00 TRY Annuncio del tasso d’interesse Turchia 12,00% 10,00% 7,75% 23:00 TRY Annuncio del tasso d’interesse Turchia 8,00% 5,00% 3,50% Brasile La banca centrale carioca ha fatto ben 20(venti) interventi sul saggio d’interesse dal 01/01/2011 al 06/12/2013. Il picco massimo è stato del 12,5% (07/2011) e il minimo del 7,25% (10/2012). Oggi il tasso d’interesse è al 10%. A partire dal picco minimo del 10/2012 (7,25) è stato un continuo ritoccare all’insù e nell’arco di 15 mesi è aumentato di ben il 2,75%. Il Real si è svalutato del 30% ca, passando da 1,66 a 2,36 per singolo dollaro USA in 25 mesi. Quanto accade al Real sta accadendo anche alle altre valute della stessa area geografica. Russia La loro B.C. ha fatto solo 2 ritocchi ai tassi d’interesse a partire dal gen/2011, alzando di 0,25% nel set/2012 (da 8% a 8,25%), lasciandolo invariato sino ad ott/2013. Ad ottobre 2013 hanno operato un FORTISSIMO taglio dei tassi, pari al 2,75%, portandolo al 5,50%. Come spiegare una virata così brusca? Sembra che i magnati russi fossero avvezzi a farsi prestare capitale all’estero ad un costo notevolmente minore. Ma questo non può essere l’unico motivo. Probabilmente al Cremlino hanno capito che è giunta l’ora di rilanciare l’economia interna, pensando ad una riduzione più accentuata dell’export energetico nei prossimi anni che comunque gli garantirà ancora per molto il surplus di bilancia commerciale. India La banca centrale indiana ha fatto 6 interventi sul saggio d’interesse dal 01/01/2011 al 06/12/2013. Il picco massimo è stato del 8,50% (01/2011) e il minimo del 7,25% (05/2013). Oggi il tasso d’interesse è al 7,75%. A partire dal picco minimo del 05/2013 (7,25) ci sono stati 2 ritocchi do 0,25% cad. Il 28/01/2014 l’ennesimo rialzo dello 0,25%: tasso ufficiale 8%. Cina, N.P. l’unica mossa che hanno imparato è stata quella di tenere quanto più basso possibile il cambio in ogni modo e sono i MASSIMI responsabili di quanto accade. Il formarsi di una classe media cinese intorno ai 700/800 milioni di cittadini (il 10% della popolazione mondiale) avrebbe evitato gran parte di quanto stiamo vedendo. Il PCC ha preferito perseguire la medesima politica di salari bassi nonostante fosse già evidente da qualche anno che il ciclo prima o poi sarebbe finito. Sudafrica La banca centrale ha fatto un solo ritocco dal 2011 ad oggi, portando il tasso d’interesse al 5% (lug/2012) dal 5,5% antecedente. Il Rand si è svalutato del 40% ca, passando da 6,63 a 10,47 per singolo dollaro USA in 25 mesi. Qui, la fuga di capitali è stata massiccia e continua ad esserlo. La B.C, in situazioni simili, si è completamente tirata fuori, restando alla finestra e sperando che “’a nuttata” passasse quanto prima. Il default del debito sovrano è sempre dietro l’angolo. Per la maggior parte delle agenzie di rating (se questo può valere qualcosa) il debito sudafricano è BBB- ovvero, “junk” (quasi cartastraccia). Oggi (29/01/14) la riunione della BC ha deciso così: 14:00 ZAR Decisione Tasso Interesse Sudafricano 5,50% 5,00% 5,00% +0,50%….l’immobilismo sudafricano continua…vedremo a breve che una decisione tale non servirà a nulla. Nell’arco di qualche mese i tassi di tutti gli emergenti schizzeranno verso l’alto, i capitali che continueranno ad uscire da lì saranno parcheggiati in liquidità su valute forti o al massimo in titoli di debiti statali di Paesi con rating AAA. Nessuno avvierà nuovi investimenti, moltissima gente perderà il lavoro e a seguire una serie impressionanti di default multipli dei Paesi più esposti che porteranno a sommosse popolari, guerre civili e anche conflitti locali di una certa importanza…. Stasera alle 20:00 ci sarà la riunione della FED in cui sapremo se daranno il via al nuovo taglio da 10 miliardi o no…. Comunque vada alla FED, sono dell’avviso che ci si sia avviati verso un “cul de sac” dagli esiti PER NULLA SCONTATI…. Si, direi che “perfect storm has begun”

Roberto Nardella

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Perfect storm has begun?

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