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Ponte sullo stretto: da annoverarsi nel libro dei Guinness

di Antonella Policastrese

E poi al governo arrivò il giorno per  fare il punto su una questione molto controversa: Il Ponte sullo Stretto. Sostenitori indefessi: Angelino Alfano e Dorina Bianchi. Come dire Calabria e Sicilia unite da una mega costruzione galattica, il cui progetto è degno di essere esportato su Marte. Non si capisce bene come mai una questione liquidata per sempre torni oggi a tenere banco, specie alla luce di una crisi senza precedenti , con comuni in dissesto, Regioni, come la Calabria, sull’orlo di una crisi di nervi, ed infrastrutture da terzo mondo. Sono anni che si parla dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, di una SS 106 divenuta come il Minotauro che Fagocita vite umane; e di cosa si parla oggi? Di Ponte sullo Stretto naturalmente. Chi arriva in Calabria o c’è stato sa di cosa stiamo parlando. Tra le lamentale di una regione che non decolla, sono gli stessi turisti a mettere un bel punto fermo su questa situazione al limite del credibile, lamentando limiti di percorrenza stressanti, a causa di collegamenti degni del Bangladesh. Se si osserva la fascia ionica e precisamente l’ex provincia del crotonese, le anomalie sono così tante da far girare la testa persino ad un marziano. Crotone non ha più una ferrovia. Ha fatto prima a trasformarsi in ricovero per barboni e migranti, piuttosto che in una strada ferrata, capace di rompere l’isolamento di questa parte di Calabria. Per non parlare di paesi dell’entroterra con strade dissestate difficili da percorrere anche per gli autobus di linea, quei bus che dal circondario portano a Crotone ogni mattina studenti, che a questo punto farebbero prima ad arrivare a dorso di mulo! Alcune tratte poi sono interrotte, perchè non ci sono soldi per metterci mano e, da quando il lungimirante premier ha fatto la scoperta di sopprimere le Province,  non si capisce chi deve metterci mano.  Che dire poi di  Crotone  e delle sue  vie con buche grandi quanto voragini, che rimangono tali con il rischio di finirci e perdercisi dentro? Il problema è sempre lo stesso: mancanza di quattrini. Sarebbe il Ponte sullo stretto il master plan per far decollare il Sud? Non si capisce bene a chi vengano in mente alcune trovate, a chi giovano e da chi siano sponsorizzate. In pratica i geniacci del governo hanno deciso di lanciare un nuovo modello di sviluppo; da decerebrati, come lo è chi la mattina indossa prima le scarpe e poi la calze. Se poi vogliamo parlare  delle ricadute  negative sull’ambiente, qui tra trivelle e opere megagalattiche hanno deciso di far morire il nostro mare, l’unica risorsa che ci rimane ma che evidentemente deve essere sacrificata per costruzioni faraoniche che decretano la morte dell’ambiente per annoverare il proprio nome nell’albo dei Guinness dei primati. I soldi, se ci sono, si utilizzassero  per farlo ripartire questo territorio scippato, abusato, violentato dalla miopia di uomini che ci stanno portando verso il degrado umano ed economico.

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Antonella Policastrese

Ponte sullo stretto: da annoverarsi nel libro dei Guinness
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Un pensiero su “Ponte sullo stretto: da annoverarsi nel libro dei Guinness

  • 5 Ottobre 2015 alle 18:55
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    Cara Antonella, condivido ciò che scrivi, ma, avendo vissuto alcune vicende connesse al “PONTE” da parte della P.A., ti dico che penso che il “futuribile” riciccia ogni tanto per poter foraggiare la “circolazione”, non della mobilità, ma di altro in modo di ricevere la gratitudine in termini di voti, anche se possono rimanere solo chiacchiere e carte!!

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