Quando scoppierà la nuova bolla?

di Roberto Nardella


crisi 29La borsa di New York (ma non solo) sta macinando ogni giorno nuovi massimi. Il rischio che si stia formando una nuova bolla speculativa come quella del nasdaq nel 2000 o come quella del 2007 o, ancora peggio, come quella del 1929 che poi portò alla “grande depressione” è reale.

Uno stralcio tratto dal libro “il grande crollo” di J K Galbraith:

<Allora, come poi in seguito, l’oro fuggito dalla Gran Bretagna e dall’Europa affluì negli Stati Uniti. Si sarebbe potuto evitare il fenomeno se in questo paese i prezzi delle merci fossero stati alti e i saggi d’interesse bassi. (Gli Stati uniti sarebbero diventati un posto svantaggioso per gli acquisti e per gli investimenti.) Nella primavera del 1927, tre augusti pellegrini, Montagu Norman, governatore della banca d’Inghilterra, l’inamovibile Hajlmar Schacht, allora governatore della Reichsbank, e Charles Rist, vicegovernatore della banca di Francia, si recarono negli USA per sollecitare una politica monetaria facile. (Essi avevano precedentemente perorato con successo la causa di una politica suppergiù analoga nel 1925.) La Riserva Federale accondiscese. Il saggio di riscontro della Banca della Ris. Fed. di New York verso le banche aderenti fu ridoto dal 4 al 3,5%. Venne acquistata una quantità considerevole di titoli pubblici con l’inevitabile risultato di lasciare le banche e gli individui che li avevano venduti con una grossa somma da impiegare>

<I fondi resi disponibili dalla Ris. Fed. o furono investiti in azioni ordinarie o (fatto più importante) furono utilizzati per il finanziamento dell’acquisto di azioni ordinarie da parte di privati. Provvista in tal modo di fondi, la gente si precipitò sul mercato. L’interpretazione di quel periodo forse più conosciuta, quella del prof. Lionel Robbins della London School of economics, conclude: “Da allora in poi chiaramente si perse completamente il controllo della situazione”>

Pongo l’accento su questi due brevissimi periodi:

<Venne acquistata una quantità considerevole di titoli pubblici con l’inevitabile risultato di lasciare le banche e gli individui che li avevano venduti con una grossa somma da impiegare>

< furono utilizzati per il finanziamento dell’acquisto di azioni ordinarie da parte di privati>

Oggi come allora, la FED ha INONDATO il sistema bancario con una immensa liquidità da impiegare in qualche modo, proveniente dal QE/3, con l’aggravante di avere i tassi prossimi allo ZERO.

dollari85 miliardi di “nuovi” dollari ogni mese arrivano agli istituti finanziari, agli hedge found ecc. che detenevano quei titoli obbligazionari “liquidati”.
Questi attori, come quelli elencati dal Galbraith, stanno finanziando, ovvero prestando ad interessi, il popolo americano che, più di altri, crede nell’arricchimento facile ed immediato.

Stiamo assistendo inermi al crearsi di una nuova GIGANTESCA bolla speculativa che potrebbe essere addirittura peggiore di quella che portò al “grande crollo”.
Il prestito finalizzato al “trading di borsa” è letteralmente esploso negli USA. La nuova “corsa all’oro” è cominciata e, come è sempre stato, si arricchirà chi percepirà gli interessi derivanti dai prestiti e chi venderà a questi novelli “cercatori” picconi, badili, cernitoi e servizi vari.

Lo S&P 500 (l’indice borsistico USA che include le 500 aziende a maggiore capitalizzazione) è cresciuto del 25% circa da inizio 2013, una corsa che pare inarrestabile e che non riflette in alcun modo i fondamentali reali dell’economia.
L’aspettativa di nuovi guadagni che si autoalimenta e che si perpetua … sino al prossimo crollo che arriverà inesorabilmente, come la Storia ci insegna.

Ancora da Galbraith:

<Con l’inizio del 1928 la natura del boom cambiò. Cominciò sul serio la fuga in massa verso la finzione, elemento essenziale della vera orgia speculativa. Era ancora necessario rassicurare coloro che esigevano un legame, sia pure tenue, con la realtà …..Tuttavia, come in tutti i periodi di speculazione, era venuto il momento in cui la gente cercava non di convincersi della realtà delle cose, ma di trovare pretesti per evadere verso un nuovo mondo di fantasia.>

Quasi tutte le banche centrali dei Paesi avanzati hanno i tassi d’interesse bassissimi o prossimi allo 0%: FED 0,25%; BCE 0,25%; BoJ 0,10% BoE 0,50%.

Il QE, oltre agli USA che sta ricomprando titoli di debito statale al ritmo di $ 85 miliardi/mese, lo stanno facendo la BoJ (bank of Japan) al ritmo di 75 miliardi/mese e anche la BoE (bank of England) al ritmo di 45 miliardi di sterline/mese.

L’interrogativo è questo: dove si riversa l’immane liquidità in mano alle banche?
La scontata risposta la forniscono i continui rialzi borsistici a cui stiamo assistendo: un enorme carry-trade dall’obbligazionario messo in liquidazione e poco attraente verso le borse di mezzo pianeta.

La BCE è un caso a parte: alla euro tower stanno preparando il LTRO/3 (long term rifinancial operation), allo 0,25% di interessi, che permetterà alle banche della periferia di euro-zone (ma non solo) di continuare a sostenere il debito pubblico di Spagna ed Italia in primo luogo, LUCRANDO la cospicua differenza di interessi. All’economia reale, come abbiamo già ampiamente visto con LTRO 1 e 2, non arriverà quasi nulla. Quel poco che arriverà sarà appesantito da tassi usurari che sfiorano il 10%, inabissando ancora maggiormente il sistema produttivo.

Questo della BCE è Il peggior modo di fare un QE, dal momento che gli impieghi, ovvero i prestiti, saranno fatti soprattutto a quegli Stati che a causa degli interessi stessi vedranno ulteriormente salire il debito pubblico. Il rapporto debito/PIL di questi Paesi, dal momento che la crescita è ben lungi dal venire, salirà esponenzialmente, aggravato anche da una inflazione prossima anch’essa allo ZERO%. A margine di tutto ciò, come aggravante, salirà inesorabilmente la disoccupazione.

Va da se che non voglio fornire alcun assist, seppur involontario, ai nostalgici amanti del gold-standard.

L’uomo si muove essenzialmente per interesse: sta agli Stati regolare e tenere a bada la frenesia che il denaro esercita.
Peccato che negli ultimi 30/40 anni si sia fatto di tutto per limitare o annullare gli interventi statali atti a regolare e a mettere a freno la bramosia umana.
Uno degli ultimi enormi regali fatti al mercantilismo-libero-scambista è stato l’abolizione della legge glass steagall act opera dell’osannato Bill Clinton, accettata di buon grado da tutti i governi dell’epoca: era il 1999.

Quale rimedio si potrà porre a tutto ciò?
L’unica cosa che mi viene in mente è un vecchio adagio latino che recitava così:
“Mala tempura currunt, sed peiora parantur”.

Roberto Nardella

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