Se qualcosa cambierà sarà merito dei soliti.

di Carlo Pompei

testa sotto sabbiaSe qualcosa cambierà sarà merito dei soliti. Ma il carro del vincitore come di consueto ospiterà le retroguardie e i pavidi. I condottieri cercano gloria sul campo, i condotti o i disertori rivendicano meriti che non hanno. A scuola si dovrebbero insegnare prima le tecniche di combattimento, poi la pallavolo; prima la storia contemporanea e classica, poi fenici, egiziani ed assirobabilonesi; prima l’educazione civica, poi, semmai, la religione. Il rammollimento generale giova ai furbi, non agli intelligenti, favorisce gli opportunisti, scoraggia i volenterosi. La totale perdita di meritocrazia ha ucciso la classe produttiva, ha contribuito a disincentivare lo sfruttamento positivo delle peculiarità individuali, ha precluso la via dello sviluppo spontaneo delle specificità italiane, vanto e primato mondiale altrimenti inarrivabile. Assistiamo ormai impotenti, vincolati da trattati capestro europei, alla svendita di parti importanti della nostra amata Italia sotto gli occhi furbi di capitalisti stranieri e italiani e, quel che è più grave, sotto gli occhi indifferenti di molti tra noi, preoccupati di essere politicamente corretti ed allineati e coperti sotto l’ombrello bucato del sinistro establishment nazionale ed internazionale. Ascoltiamo stranieri che si meravigliano divertiti di quanto sia facile per loro aggirare leggi italiane che invece strangolano commercianti e manufatturieri autoctoni, quegli stessi che dovrebbero rappresentare trama e ordito di quel tessuto sociale che è andato disgregandosi a causa di politiche esterofile di delocalizzazione dissennata e speculazione assassina. Politiche folli improntate alla ricerca di un consenso numerico, non a un riconoscimento per aver operato per il bene di una comunità. Una strada del potere per il potere piena di buche e di morti, persone suicidatesi perché pensavano bastasse onestà e buona volontà per sopravvivere, non per vivere quella vita che una casta di incompetenti e disonesti si è arrogata il diritto di potersi permettere sulle spalle di chi ha sempre trainato il carrozzone. Per non parlare dell’euro, un vero colpo di grazia stoccato con il peso del signoraggio dovuto a una banca privata estera (spacciata per comunitaria) che origina un debito pubblico autorigenerante e, pertanto, impossibile da rimborsare né per capitale né, tantomeno, per interessi. Sprechi indicibili, impiegati statali fantasma, burocrazia punitiva, tassazioni oltre ogni ragionevole limite, baby e superpensionati, stipendiati di lusso e pregiudicati intoccabili fanno da controaltare a milioni di persone che chiedono GIUSTIZIA.

Carlo Pompei

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Se qualcosa cambierà sarà merito dei soliti.
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