Siccome

di Mariano Abis

Jolao77

13-11-10_1348

Siccome noi vediamo chiaramente quello che altri vedono offuscato, mi viene da scrivere un pensiero, sperando che venga preso col beneficio di inventario, mica vogliamo che i fatti nostri, e le nostre potenzialità, vengano spifferate ai quattro venti !
Il termine visionalisti non lo avete mai sentito, ci piace inventare parole nuove, da contrapporre alle loro, ben più diffuse delle nostre.
Però però però, le codificazioni non ci sono simpatiche, ma un termine per la nostra essenza celata, bisognava pure inventarlo.

Noi vediamo oltre, attraverso, spaziamo in ambienti che altri mai hanno calpestato, ma come faccio a spiegarlo a voi, che non sapete di cosa parlo?
Certo, qualcuno mi ha capito, uno di quelli che appartengono ad una minuta fascia di popolazione che ha subito una trasformazione, poche volte non cercata e non voluta.
Noi siamo quelli che soffriamo, soffriamo perchè vediamo che una persona generalmente apprezzata ci appare in un lampo come negativa, arrivista e prevaricatrice.
Soffriamo perchè quella ottima persona sotto attacco, con pochi amici impegnati a difenderla, sta soccombendo.
Soffriamo soprattutto quando una persona che apprezziamo, ha deciso, di impulso o con razionalità, di venirci contro.
Il primo impulso è spiegare, e infatti in passato facevo così, e siccome i risultati erano ben miseri, ora adotto la tattica della battuta breve ed esaustiva.
Il fatto è che se quella parola è esaustiva , lo è solo per noi visionalisti, un metodo come un altro per separare e stabilire una scala gerarchica (altra parola problematica) tra chi si relazionerà col sottoscritto.
Tra noi ci riconosciamo all’istante, come all’istante, analizzando ogni singola frase, riusciamo a riconoscere chi non è visionalista, o lo è in minima parte.
Certo, se guardassimo in faccia il nostro interlocutore, non ci sarebbe bisogno di sentirlo parlare, basterebbe osservarlo in contro luce, e stabilire di che colore è il suo alone che emana, e quanto è diffuso e intenso.
Un problema però esiste, posso valutare il grado di visionalismo di ciascuno, con assoluta certezza, ma non posso valutare il mio, mi devo fidare delle confidenze dei miei amici.
A proposito di amici, mi è impedito di considerare amico, o amica, una persona che ho appena scoperto che ha perso buona parte del suo alone, che per la verità non era poi così intenso nemmeno prima.
E la delusione è grande quando scopro che una persona mai incontrata prima, ma che attraverso i suoi testi, mi aveva comunicato sensazioni positive, tutto ad un tratto mi dimostra di non aver capito una mia frase, l’intenzionalità per la quale è stata detta, e la fraintende pesantemente, e addirittura mi lancia delle frecciatine, me ne faccio una ragione, ma scoprire  che una persona che apprezzavi risulta prefettamente livellata alla media, mi delude e guardo all’umanità in maniera meno benevola.
Ultima osservazione e poi passerei alla conclusione, noi visionalisti, di fronte ad una persona che ha delle caratteristiche diverse dalle nostre, ma non comuni, sentiamo che siamo di fronte ad una persona speciale, anche se non sempre riusciamo ad individuare in quale ambito sono dirette quelle potenzialità, e  percepiamo che anche egli ha individuato le nostre caratteristiche.
In conclusione mi sento in dovere, come ho fatto,  di esplicitare le mie eccellenze sensoriali, lo faccio adesso, una sola volta e per sempre, per un senso di lealtà ed onore verso chi crede di poter giocare con mariano abis, se non lo conosco personalmente mi basta una sua frase, in risposta ad una mia creata ad hoc, oppure persino valutando considerazioni non richieste.
Il mio dovere l’ho fatto, ora spetta a voi, normali, e questa si, è una codificazione che non fa onore, perchè non avete mai fatto nessuno sforzo per migliorarvi, di evitare di venirmi a contatto, se non esplicitamente richiesto, per sminuire la mia personalità, siete avvisati, vi scopro in men che non si dica, scopro immediatamente le vostre intenzioni su di me.
Ricordiamoci sempre che le parole che escono dalla nostra bocca, sono l’espressione dei nostri pensieri, di come siamo fatti, e di come valutiamo il nostro rapporto col mondo circostante e immensamente lontano.
Ricordiamoci che noi siamo quello che diciamo, e siamo l’alone più o meno luminoso che emaniamo, anche se la stragrande maggioranza degli umani non riesce a percepirlo. Noi si. Scusate la modestia.
    Mariano Abis
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