Soluzioni innovative per una società a misura d’essere umano.

di Mirco Mariucci
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SECONDA PARTE
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Esiste un modo per minimizzare la costrizione dovuta ad un lavoro totalizzante, per eliminare il tipico sfruttamento della maggior parte dei lavoratori subordinati, per risolvere il “falso” problema della disoccupazione e quello della povertà? La risposta è sì! Innanzitutto si deve minimizzare l’obbligo del lavoro umano, pur garantendo a tutti l’accesso ai beni ed ai servizi. Sembra una contraddizione, ma non lo è… com’è possibile? Per nostra fortuna (o per nostro merito), le macchine e la IA stanno prendendo sempre più il posto degli umani nelle attività lavorative. Ottimo, fa proprio al caso nostro! Allora facciamo produrre beni e servizi alle macchine in modo automatizzato, per quanto possibile, e il resto, ovvero ciò che non sono in grado di fare (magari per limiti dovuti al livello della tecnica), lo suddividiamo tra tutti gli esseri umani, attraverso un criterio di ripartizione del lavoro, in modo tale che ciascuno dia il suo contributo e non esista più disoccupazione. Già che ci siamo, possiamo scegliere di produrre in modo che i beni siano qualitativamente elevati e in quantità sufficiente per tutti, guardando anche alla sostenibilità ambientale. Esattamente l’opposto di quello che accade oggi. Nella tragicomica società capitalistica i beni devono durare poco perché almeno la parte benestante del mondo può comprarli e ricomprarli il più velocemente possibile, realizzando un iper-consumo del tutto superfluo, che se venisse eliminato consentirebbe di soddisfare le esigenze dell’intera umanità in modo sostenibile, se solo quei beni fossero progettati per durare a lungo invece che per deteriorasi e/o guastarsi irreparabilmente. Che cosa abbiamo ottenuto? L’obbligo del lavoro umano è minimizzato, in quanto è scaricato sulle macchine per quanto possibile, mentre il tempo libero umano è massimizzato, ma i beni e i servizi ci sono lo stesso (li realizza/fornisce il sistema automatizzato). Fate attenzione, il tutto non richiederebbe neanche l’uso del denaro! Perché? Semplice, le materie prime le mette la terra (e sono gratis); il lavoro di trasformazione, produzione e distribuzione è principalmente scaricato sulle macchine, che notoriamente non hanno bisogno di denaro per funzionare ma di energia (che è anch’essa gratis). Quindi, dato che i beni e i servizi sono numericamente sufficienti per soddisfare la domanda dei membri della società, perché si produce guardando all’efficienza, non al profitto, e il resto del lavoro, ovvero quello umano, è ripartito tra tutti (non c’è disoccupazione), in un certo senso, è come se tutto fosse già pagato! Perché allora non mettere a disposizione l’accesso ai beni ed ai servizi prodotti dal connubio del sistema automatico e degli esseri umani in modo gratis? Ora però ci serve una nuova concezione economica, perché simili idee sono del tutto incompatibili con il capitalismo ed il libero mercato. La mia idea a tal proposito è quella di un’economia informatizzata, che gestisce il sistema automatizzato pianificando la produzione in modo scientifico e organizzando la distribuzione senza utilizzare il denaro. Sto valutando l’idea di un’economia localizzata, che si avvale di una rete di calcolatori e di un apposito software sviluppato per regolare la pianificazione, perché ad oggi mi sembra la via più efficace. Non si tratta di una riedizione dell’economia dell’URSS, lì implementarono un capitalismo di stato, dedito al profitto, con una pianificazione centralizzata che utilizzava il denaro e che non minimizzava il lavoro umano. La mia idea non insegue il profitto, non usa la moneta, non ha una logica centralizzata e minimizza il lavoro umano scaricandolo scientemente sulle macchine. Nel sistema che ho in mente, il fine della pianificazione dev’essere solo ed esclusivamente quello di soddisfare i bisogni di tutti gli esseri umani; la moneta non esiste perché per quanto detto non è necessaria; la logica di produzione e pianificazione è distribuita e localizzata, anche se i vari centri di produzione possono collaborare sinergicamente per aumentare l’efficienza, qualora fosse necessario; non ci sono uomini corrotti a gestire la pianificazione, ma un software ben programmato che sia concepito per massimizzare l’efficienza del sistema che sopperisce ai bisogni degli esseri umani. Si tratta di una nuova concezione che non è mai stata realizzata nella storia dell’umanità, anche perché non esistevano i mezzi tecnologici per farlo. Con l’attuale livello di conoscenze scientifico-tecnologiche possiamo realizzare la fine della scarsità per tutti, le risorse ci sono, basta solamente eliminare l’iper-consumo, guardando all’efficienza e al benessere di tutti invece che al profitto. Grazie a questa nuova concezione, che fine fanno la privazione di libertà dovuta ad un lavoro totalizzante, lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, la disoccupazione e la povertà, tipiche della società capitalistica?
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