Tsipras, Renzi e il pomo d’oro

Di Antonella Policastrese

Syriza leader Alexis Tsipras greets supporters following victory in the election in Athens on January 25, 2015.  Greek Prime Minister Antonis Samaras  said the nation "had spoken" in handing victory to the anti-austerity Syriza party, and said he hoped the new government would not endanger the country's EU and euro membership.  "I hand over a country that is part of the EU and the euro. For the good of this country, I hope the next government will maintain what has been achieved," Samaras said in a brief address to reporters.  AFP PHOTO / LOUISA GOULIAMAKI        (Photo credit should read LOUISA GOULIAMAKI/AFP/Getty Images)

Tsipras ha vinto le elezioni e nonostante la scarsa affluenza alle urne è stato riconfermato come leader per governare il Paese. Un mandato che durerà ben quattro anni ed il governo che formerà sarà ancora una volta con la destra di Anel. Un po’ quello che è successo in Italia con un leader che da nominato ha dato vita ad un governo per riformare la Costituzione. Tsipras e Renzi , due giovani rampanti che essendo partiti da posizioni di sinistra hanno rottamato quella sinistra che giuravano di incarnare.

Tsipras ha mantenuto all’interno della sua formazione coloro i quali, pur di restare nell’euro, sono disponibili a qualsiasi sacrificio. Parte dunque il conto alla rovescia per il leder greco, che dovrà applicare il Memorandum dettato dalla Troika, che probabilmente avrà un Ministero per vigilare sull’esito delle riforme. Privatizzazioni e riforma delle pensioni sono i punti chiave che dovranno essere affrontati nel più breve arco di tempo. Riforme quindi che hanno il sapore di un vero commissariamento e non si capisce bene cosa Tsipras intenda quando afferma che d’ora in avanti sta per aprirsi per il popolo greco un nuovo periodo di lotte per contare in Europa. Ma con questo vento controriformista che spira, ciò che emerge è l’appiattimento di un leader che ha sposato in pieno le tesi della Troika, ragion per cui il popolo continuerà ancora una volta ad essere ostaggio della miseria in cui versa. Tsipras alla fine ha abbracciato anche le tesi del Bildelberg e, con la solita strategia che si continua ad usare, si gioca a fare i liberatori quando in realtà i conquistatori sono già in casa.

Una cosa è certa, che di Europa non vuole farne a meno nessuno, pur essendo chiari i meccanismi finanziari sui quali si regge, che tendono ad abolire diritti e democrazia, promuovendo disuguaglianze sociali.
Come nel gioco della “cartuccella” questa Europa vince sempre, facendo incetta di voti e promuovendo  figure chiave per il sistema che incarna. Forse dopo questa lezione, anche Podemos adesso è avvisato e non è detto che Iglesias non segua lo stesso percorso del rivoluzionario amico Tsipras, così rivoluzionario da aver legittimato le tesi della Troika e di un’Europa che sta uccidendo il welfare ,cancellando il diritto degli ultimi a respirare e le sta permettendo di colonizzare gli stati per distruggerli da dentro.
Intanto il gagliardo Tsipras domenica sarà presente all’assemblea generale dell’ONU dove incontrerà Obama. Chissà se non scappi una competizione  con Renzi su  chi fa meglio ed a chi è più bravo davanti ad Obama, che magari sarà chiamato a consegnare il pomo d’oro ad uno dei due. Europa chiama Obama, America risponde e detta legge.
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Antonella Policastrese
Tsipras, Renzi e il pomo d’oro

2 pensieri su “Tsipras, Renzi e il pomo d’oro

  • 23 Settembre 2015 alle 17:28
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    Secondo voi la Russia starà a guardare dopo che sarà stato consegnato il pomo d ora? Oppure già la manovra di posizionamento con la scusa di difendere il territorio di Assad e’ già iniziata?
    Così da un atteggiamento iniziale Dell Europa che nn voleva essere seconda a nessuno, nn siamo passati ad un accerchiamento per sottomissione, a addirittura 2 potenze? Bene ora godiamoci quest assalto

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  • 23 Settembre 2015 alle 20:07
    Permalink

    SONO TUTTI E DUE TRADITORI VENDUTI –SERVITORI DELLA GERMQANIA E DELLA FRANCIA !!

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