UN’ALTRA DELLE “CANCRENE” DEL NOSTRO PAESE

di Enrico Della Gatta

6a00d8341c684553ef014e8aa2c504970d-piOggi, finalmente, emerge in modo evidente il vero “male” del nostro paese, quello di non voler rendere conto a nessuno del proprio operato, tanto meno ai cittadini e alla magistratura.La volontà di introdurre leggi che affermino la sovranità di chi governa il paese attraverso l’immunità da qualsiasi nefandezza è il vero volto di chi vuole governare l’Italia e della stragrande parte dei nostri concittadini che condividono questa modalità.

Bisogna, perciò, fare i conti con la realtà, cioè che in Italia si vuole confermare che sono inutili gli Organi di controllo (le magistrature tutte) in quanto ciò che si fa al governo è certamente nell’interesse dei cittadini che hanno dato loro (anche col silenzio perpetuato) di assumersi la responsabilità e l’onere di governarli. Questo ultimo concetto è il vero disastro in cui, dal Governo Prodi, si è ha cacciata l’Italia. In questo paese non devono esistere regole, scomode, per coloro che governano e, soprattutto, non solo nessuno deve permettersi di vigilare sul loro operato, ma le più alte cariche dello Stato, che dovrebbero essere di esempio per “condotta morale” anche agli occhi del mondo, devono avere l’immunità da qualsiasi reato durante il loro periodo di governo; così quando hanno il massimo potere tra le mani diventano anche i meno trasparenti di tutti gli altri cittadini. Che bel vedere! Che bell’esempio per le future classi dirigenti! Inoltre, stiamo assistendo a strade invase dall’anarchia in qualsiasi attività pubblica: banche, sanità, circolazione, relazioni tra pubblico e privato, comunicazione, professioni, ecc… Chi più ne vede più ne aggiunga, ma ci dobbiamo chiedere dove ci sta portando e dove ci porterà tutto ciò? Crediamo, forse che continuando in questo modo riusciamo a far riemergere il volto del nostro paese sul teatro internazionale? In genere, volendo fare una lettura clinica e senza nessun disumanità, il malato di cancro ha il tempo contato e in genere muore: questo è ciò che vogliono che succeda all’Italia, mentre loro hanno i patrimoni al sicuro? Già abbiamo avuto un Presidente anomalo per le sue vicende giudiziarie e i suoi impavidi controlli delle comunicazioni, appoggiato su una immagine del Paese Italia noto quale territorio di grosse truffe perpetuate a danno dei cittadini, tra cui anche quella della falsa “Sinistra”, si fa per dire, nel non aver mai “voluto risolvere il conflitto d’interesse”, oltre che “la riforma giudiziaria” e quella “elettorale”. Ma crediamo, forse, che gli altri paesi stiano applaudendo al nostro degrado socio-culturale-ambientale?, così come al nostro elevato grado di evadere la legge e le regole disinvoltamente (ad esempio, il primo a evadere il fisco è il benestante/politico/ amministratore cittadino italiano, prendendosi immigrati come badante o colf o bracciante a nero e senza essere mai indagato e/o punito per sfruttamento e favoreggiamento alla clandestinità) senza che alcuno paghi mai per le sue malefatte?, e che non v’è mai certezza della pena e che, soprattutto, la lungaggine delle procedure giudiziarie, oltre l’indulto, favorisce i delinquenti (prescrizione, depenalizzazioni o leggi d’immunità) e non coloro che, invece, invocano giustizia? Nel più modesto e nel più complesso servizio pubblico o privato, l’invasione della politica assume valenze prioritarie e devastanti pur di trarre utili (oggi li chiamano “consensi”) di qualsiasi tipo con il sostegno di una Classe Dirigente scelta proprio in base all’essere allineata o meno a determinate logiche di potere o di casta. E‘ necessario sottolineare il fatto che in questo paese, che tanto si è modificato in questi ultimi trent’anni, si è venuto consolidando, sempre più ed a tutti i livelli di gerarchia burocratica, il convincimento di lavorare come e quando si vuole, visto che nessuno deve controllare la produttività e l’efficienza! Questo diffuso convincimento è stato al centro della formazione sociale delle nuove generazioni, per cui ci troviamo di fronte all’attuazione concreta del famoso detto: il fine (quello di far denaro) giustifica il mezzo (lecito o illecito), ma che “nessuno dovrà permettersi di controllare o indagare”. Che fine fanno e faranno le istanze di democrazia e di trasparenza rivolte dai quei cittadini che chiedono giustizia e rispetto per lo Stato e le Istituzioni? Oggi si deride il giudice che emette sentenze d’interdizione dai pubblici uffici e si inneggia all’ingiustizia di fronte alle sospensioni dal servizio, ma ci si congratula con il fortunato destinatario di detti provvedimenti quando, dopo la modesta pena, rimane seduto sulla poltrona politica o viene riammesso in servizio anche con ulteriori incarichi di prestigio, premiandolo per l’onta subita e per la bravura (bravata) dimostrata nell’aver evaso la legge (esempi dati anche da esecutivi di “sinistra”). Assistiamo allo sconvolgimento di qualsiasi principio etico e morale, i cui codici si preferisce non scrivere, né ora né mai, per non dare elementi di appiglio a chi potrebbe avere il coraggio di controllare e vigilare, in modo da far sì di rimanere comunque sempre in piedi nel giro dei vip esperti dell’arte di questo insano modo di governare. Il senso democratico che una piazza dovrebbe esprimere è, da tempo, qualcosa che molti, tra “governo e opposizione”, non conoscono da anni, in quanto nessuno di loro ama confrontarsi con il Popolo, nessuno è capace di esprimere ciò che pensa realmente e nessuno accetta veramente il “diverso” da sé. Ognuno di loro, con i rispettivi partiti o blog o siti o forum, si è creato il suo palcoscenico, che chiama “di confronto”, ma che, credo, sia, invece, molto meno di una chat senza videocamera (gli psicologi avrebbero non poche cose da dire su questo), che gli dà la possibilità di scrivere o dire ciò che vuole senza mostrarsi, rispondendo o meno ai commenti che vuole e citando chi vuole, in modo che passi attraverso questo sistema, moderno o del futuro, un messaggio, il suo, facendolo anche apparire come dato in tempo reale, mentre realmente, non lo è, volendo far credere anche che lui è lì con te a “dialogare” e a tua disposizione. Assistiamo ancora a lotte tra persone, no a dibattiti su temi con alti livelli di competenza, siamo ai reality, grazie alla TV di Stato, si fa per dire, che per rincorrere i palinsesti di Mediaset, non è in grado di offrire prodotti di qualità che possano risvegliare un minimo d’interesse per questo paese e riuscire ad evidenziare una qualche differenza con una televisione che mette in onda ”solo spazzatura” rappresentata anche da “politologi allo sbaraglio”. Credo, a questo punto, sia necessario sottolineare il contenuto dell’art.3 della Costituzione, che il Capo dello Stato è preposto a far rispettare, in relazione a che “Tutti i cittadini (anche il primo) hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge (senza sospensioni o immunità), senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese”. Come si può notare da questo richiamo i concetti di pari dignità e di uguaglianza sono posti a base delle azioni della Repubblica da dover garantire sempre, come si legge, e soprattutto quando la loro compromissione è di fatto. Oggi, che le Camere arrivano a legiferare perché si creino diversità tra i cittadini ( con una sostanziale immunità dei preposti a ricoprire cariche pubbliche) e non vengano garantite “la pari dignità e l’ uguaglianza davanti alla legge”, si può mai pensare che la gente taccia e non si vergogni di appartenere ad uno Stato che è capace di esprimere una così bassa e squallida, oltre che truffaldina, Classe Politica e si ribelli in qualche modo a partire dalle piazze d’Italia?

Enrico Della Gatta

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